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minacce, ricatti e diritti dei bambini

CONSULTI PER BAMBINI ADOLESCENTI E FAMIGLIE

C'è un crescente riscontro di lamentele e proteste di genitori per minacce e ricatti subiti a scuola da parte degli insegnanti per costringerli a chiedere l'insegnante di sostegno per i loro bambini, di solito poco tempo dopo l'inizio del primo anno di scuola materna, più raramente al nido. Ciò di fronte a comportamenti che non vengono accolti e cercati di capire e affrontati come reazioni normali dei bambini di fronte alle inevitabili maggiori o minori difficoltà di adattamento e ambientamento, ma vengono subito ascritti a 'patologie' (leggi 'autismo'). In caso di rifiuto dei genitori spesso i bambini vengono ostracizzati, trascurati, abbandonati a se stessi, l'orario di frequenza viene ridotto, non raramente i genitori vengono indotti a ritirare il bimbo da scuola e cercarne un'altra.
Specie le famiglie meno agguerrite, per fattori diversi, fra cui l'immigrazione o situazioni socio-economiche sfavorevoli, ecc, ma anche le famiglie con apparenti maggiori mezzi di difesa e risposta, vengono intimidite e cedono nel timore di vedere danneggiato il loro bambino.
Riteniamo questa situazione fortemente lesiva dei diritti di questi bambini e delle loro famiglie
Sembrerebbe necessario richiamare l'attenzione sui diritti dei bambini di essere accolti e accettati nelle scuole senza essere patologizzati da persone che non hanno titolo a porre diagnosi nè sospetti diagnostici o a dare indicazioni cogenti a rivolgersi a specialisti ecc.
Fino a prova contraria nel nostro Paese non esiste obbligo di accertamenti o trattamenti sanitari, salvo specifiche situazioni coperte dalla legge ( vedi ASO e TSO), ma molte famiglie si trovano invece a dover sopportare pressioni di ogni genere. Inoltre il loro diritto alla riservatezza, anche per il loro bambino, viene frequentemente leso dalle richieste degli insegnanti addirittura di vedere i risultati degli eventuali accertamenti eseguiti, e non è raro che di fronte a risultati diversi da quelli auspicati, gli insegnanti si permettano di svalutare gli specialisti o i centri cui i genitori si sono rivolti per consigliarne, se non imporne altri di loro gradimento.
E' inutile dire che tali comportamenti sembrano violare precisi limiti di riservatezza e costituire talora veri e propri reati.
Sembrerebbe opportuno a questo proposito avere il parere legale di professionisti e difensori dei diritti dei bambini, per dare alle persone interessate strumenti maggiori di conoscenza e di difesa dei diritti loro e dei loro figli minori.

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AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.