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Parere spettro autistico

CONSULTI PER BAMBINI ADOLESCENTI E FAMIGLIE

Buongiorno dottore, abbiamo letto il suo libro “la bolla dell’autismo”, ci è piaciuto molto e così abbiamo deciso di scriverle la nostra storia. Da un anno siamo finiti anche noi nel tunnel dello spettro autistico per un ritardo del linguaggio. Nostra figlia ora ha 4 anni e 2 mesi, al momento non riesce a fare lunghe frasi e dialoghi complessi come fanno i bambini della sua età. Dalla nascita non abbiamo mai avuto problemi con lei, la nostra pediatra tutte le volte che l’ha visitata non ha mai notato nulla di strano o di preoccupante, ci ha sempre detto che crescendo certi comportamenti tipo la vivacità, le paure e le stereotipie sarebbero passate è così è stato. La cosa che ci ha fatto preoccupare è stata il fatto che a due anni lei dicesse poche parole e facesse molta fatica ad impararne altre e non si girava sempre quando la chiamavamo per nome, premetto che nostra figlia sente parlare da quando è nata 2 lingue perché la mamma è straniera ed il papà italiano. Su consiglio della nostra pediatra abbiamo deciso di fare una visita NPI e una dal logopedista perché non volevamo che nostra figlia arrivasse a 3 anni, l’età in cui avrebbe iniziato la scuola materna senza saper parlare bene per evitare eventuali problematiche con le maestre di scuola.
Alla prima vista quello che ci è stato detto è che nostra figlia aveva un ritardo linguistico e di comunicazione. Anche la logopedista ha confermato questa diagnosi, dicendoci anche che il fatto di sentire 2 lingue così diverse tra loro (alfabeto, suoni e versi) aveva creato una grossa confusione nel linguaggio di nostra figlia e che una volta entrata a scuola dove avrebbe sentito una sola lingua la cose sarebbero migliorate. Nelle visite successive di NPI la bambina giocava con i giochi e coinvolgeva i genitori e la dottoressa solo che la bambina voleva comandare i giochi e le cose da fare. In quel periodo di visite nostra figlia era spesso nervosa perché non dormiva bene per via del troppo caldo e perché un cane nei palazzi vicino ai nostri abbaiava sempre disturbando il riposo di tutti. In quel periodo non voleva essere controllata o disturbata, non riuscivamo ad insegnarle nulla, neanche a leggerle un libro. La NPI ci disse che molti di questi comportamento sarebbero spariti una volta cominciata la scuola materna perché nostra figlia imita molto e avrebbe imitato gli altri bambini, anche la logopedista era dello stesso parere e ci diede questo consiglio, ogni qual volta l’avessimo trovata concentrata in un gioco ci saremmo dovuti avvicinare e iniziarle a spiegare delle cose, così abbiamo fatto, aveva dei giochi educativi sul tablet e grazie a quelli siamo riusciti ad insegnare i numeri e le lettere dell’alfabeto italiano. La NPI ci aveva fissato un appuntamento il giorno dopo il primo colloquio con le maestre della scuola materna perché voleva sapere se le maestre qualche “RICHIESTA”, è così è stato infatti al colloquio quando le maestra hanno visto che nostra figlia non parlava bene e che era seguita da una NPI hanno subito chiesto una maestra di sostegno perché in quella classe c’erano 21 bambini di 5 anni e 5 di 3 anni e loro non sarebbero riuscite a seguire nostra figlia più tutti gli altri e perché in quella scuola statale funziona così, i bambini che non parlano portano sostegno. Il giorno successivo abbiamo raccontato tutto questo alla NPI e ci ha detto che non è così facile mandare una maestra di sostegno e ci volevano valutazioni specifiche, così ci ha messo in lista per fare un esame sensoriale più approfondito perché la nostra NPI non era esperta di giochi perché era vicino alla pensione, quindi avrebbe fatto fare questi test alle sue colleghe più giovani. Quel giorno la diagnosi di nostra figlia è passata da ritardo linguistico e di comunicazione a un disturbo linguistico e di comunicazione.
Arrivato il primo giorno di scuola siamo arrivati e ci hanno buttato in una classe con tutti i bambini e genitori senza farci vedere nulla e hanno fatto giocare tutti i bimbi con la pasta cruda, nostra figlia e anche altri bimbi di 3 anni non volevano farlo, poi ci hanno portato in una sala con delle giostre e nostra figlia e altri bimbi piccoli volevano andarci e invece non li hanno fatti andare perché dovevano stare tutti in gruppo seduti. Per noi il suo comportamento era normale perché nostra figlia era abituata allo spazio gioco dove poteva andare dove voleva e giocare con quello che voleva anche perché spazio gioco c’era sempre la mamma, nostra figlia non aveva ancora capito che la scuola era diversa anche perché era solo il primo giorno e vedeva i suoi genitori con lei. Nei giorni successivi le maestre ci dissero che la mamma sarebbe dovuta rimanere per alcuni giorni per continuare l’inserimento e che avremmo dovuto mandare subito sostegno. Ogni mattina, la mamma stava insieme alla bambina e insieme ad un’altra maestra di sostegno di un altro bimbo che doveva guardare 25 bambini, mentre la maestra principale spariva, poi tornava dicendo che nostra figlia ha problemi e che non può stare in questa scuola senza una maestra di sostegno e poi spariva di nuovo. Dopo qualche giorno la mamma ha detto alla maestra che fino a quando sarebbe rimasta a scuola con lei la bambina avrebbe continuato a fare i capricci. La maestra ci disse che questo non era possibile e ci disse anche di aver parlato con la nostra NPI e che nostra figlia da quel momento sarebbe stata seguita da una NPI dell’ASL e che aveva già fissato l’appuntamento. La maestra continuava a torturare la madre dicendole che la bambina non ha solo problemi con la lingua ma che ha un sacco di problemi e ci vuole per forza una maestra di sostegno altrimenti potevamo tenerci nostra figlia a casa. Però questa maestra non ha mai guardato e toccato nostra figlia, e quando uno degli altri bambini si avvicinava a giocare con nostra figlia lei diceva al bambino di allontanarsi perché nostra figlia doveva stare con sua madre. Il pomeriggio dello stesso giorno siamo andati all’appuntamento con la NPI dell’ASL dove quest’ultima non ha dato neanche uno sguardo alla bambina ma ha solamente preparato il modulo per la richiesta della maestra di sostegno.
Il giorno successivo ci siamo recati direttamente dalla direttrice della scuola perché volevamo cambiare scuola, visto che la maestra non voleva nostra figlia a scuola. La direttrice in principio era d’accordo con la maestra dicendoci di accettare che nostra figlia ha problemi mentali e che dovevamo prepararci per il futuro, la domanda che ci è sorta spontanea è come ha fatto questa direttrice a dire una cosa del genere senza aver mai visto nostra figlia? La direttrice ci rispose che aveva parlato la settimana prima con la NPI dell’ASL e che le aveva detto tutto, e noi le abbiamo detto che questo era impossibile perché la NPI dell’ASL aveva conosciuto noi e nostra figlia solamente il giorno prima. A questo punto abbiamo detto alla direttrice che saremmo andati a denunciare la scuola per questo comportamento oltraggioso nei nostri confronti, la direttrice una volta smascherata non sapendo più cosa dire, iniziò a guardare la bambina e si accorse che nostra figlia la guardava negli occhi e che le sorrise e disse che questa bambina non ha nessun problema mentale e che è in gamba, ci disse anche di tornare a scuola e che lei avrebbe parlato alla maestra per sistemare la situazione. Dopo questo avvenimento la bambina si è inserita bene alla scuola materna, faceva però solo tre ore senza mangiare a scuola.
Qualche giorno più tardi la NPI dell’ASL ci manda il certificato per richiedere la maestra di sostegno e la diagnosi diceva che nostra figlia aveva un lieve ritardo mentale ed un disturbo linguistico e che però per essere certi di questo occorreva fare una valutazione. Noi letto questa certificazione ci siamo rimasti molto male perché la certificazione non descriveva il comportamento di nostra figlia e comunque la NPI dell’ASL aveva incontrato nostra figlia solo 20 minuti, tempo in cui ha compilato i moduli per la domanda per la maestra di sostegno senza neanche guardare nostra figlia. Non riconoscendo nostra figlia in quella diagnosi abbiamo deciso di non avviare nessuna pratica.
Abbiamo deciso di mandarla dalla logopedista, ma quest’ultima visto la giovane età di nostra figlia e visto il fatto che non parlava e non collaborava, a dir la verità non ha mai collaborato, forse non le stava simpatica, ha deciso di farle fare una valutazione per capire quale fosse la terapia migliore da seguire.
Le maestre di scuola ci dicevano che nostra figlia si era inserita bene dopo qualche settimana, giocava con gli altri bimbi, rispettava le regole delle maestre e capiva tutto quello che le veniva detto; l’unica cosa che non faceva era parlare come gli altri bimbi. Anche a casa il suo comportamento era molto cambiato ,così abbiamo chiesto alla nostra NPI di osservare nostra figlia ancora una volta. La nostra NPI quando l’ha vista ha notato i cambiamenti che aveva fatto in quasi neanche un mese di scuola materna, però ci disse che anche secondo lei occorreva fare una valutazione per capire perché non parlasse bene e ci disse anche che nostra figlia avrebbe dovuto fare la psicomotricità.
Abbiamo deciso di fare questa valutazione, ci hanno detto che le avrebbero fatto qualche test per capire i punti di forza che ha nostra figlia e per capire quali sono gli ostacoli, ma nessuno ci aveva detto il nome di questi test e di non dare retta alla diagnosi finale perché potrebbe sembrare un etichetta ma di concentrarsi solo sulla terapia. Dopo un mese di valutazione, ci hanno chiamato per comunicarci il risultato e la diagnosi. Ci hanno detto che nostra figlia non ha nessun ritardo mentale, anzi e molto sveglia però secondo loro nostra figlia un altro tipo di disturbo mentale che la porta ad entrare nello “spettro autistico”, non è autistica ma a tratti autistici, come le sue stereotipie, problemi sensoriali (vuole esplorare e toccare cose), e ovviamente il ritardo linguistico. Quando abbiamo chiesto alla dottoressa se questi disturbi possono essere causati dall’ambiente o dall’esperienze vissute, la risposta che abbiamo ricevuto è stata che nostra figlia è nata così. Ci hanno detto che nostra figlia ha moltissime potenzialità e che con le terapie farà molti miglioramenti. Siamo rimasti male anche per questa diagnosi, anche abbiamo scoperto che i test che sono stati fatti sono l’ADOS ecc… Non avevamo idea di cosa si trattasse, noi l’unica cosa che vedevamo era una bambina bi lingue molto vivace e capricciosa. Ci hanno fatto impazzire, noi lasciavamo sempre la liberta di gioco e di crescita a nostra figlia, invece da quel momento in poi guardavamo ogni cosa che faceva e la controllavamo come una cavia, specialmente la mamma, e tutto questo ha stressato nostra figlia ancora di più.
Nell’ultimo colloquio fatto con le maestre, a febbraio, loro ci avevano detto che nostra figlia aveva tanti amici che chiamava per nome e che sceglieva per giocare, che capiva tutto quello che le dicevano e che secondo loro era pronta per mangiare a scuola, però ci hanno detto anche che se noi avevamo la possibilità di avere una maestra di sostegno la cosa avrebbe fatto molto bene a nostra figlia, mentre la logopedista ci aveva detto di arricchire il suo vocabolario. Poi grazie al corona virus è arrivato il lock down e ha distrutto tutti i nostri programmi. Però grazie a questo evento abbiamo avuto la possibilità di conoscere meglio nostra figlia. Durante la quarantena siamo riusciti a parlare con psicologa che ha fatto i famosi test a nostra figlia chiedendole qualche consiglio visto che avevano analizzato profondamente nostra figlia e sapevano ogni dettaglio, però i consigli che ci ha dato la dottoressa erano molto superficiali, dicendoci che non conoscevano bene la bambina e che non potevano darci consigli, (quindi confermavano che i loro test si basano su i numeri e non sulla realtà).L’unico consiglio utile che ci hanno dato per farla parlare è stato quello di portare nella realtà ogni cosa che vede nelle immagini, esempio se aveva una foto di un cucchiaio noi le facevamo vedere un cucchiaio vero e lo nominavamo. Infatti così facendo la bambina ha arricchito molto e subito il suo vocabolario, nominava ogni cosa che conosceva e ha iniziato ad usare anche i verbi, tutto questo durante la quarantena. Però si vedeva che stare chiusa in casa da sola senza altri bambini non le piaceva. Lo abbiamo notato perché certe volte faceva cose ripetitive o perché si annoiava o perché aveva qualche fastidio tipo otite.
Noi eravamo in difficoltà, da una parte vedevamo i miglioramenti, ma dall’altra vedevamo che stava passando troppo tempo senza scuola e terapie. Così abbiamo deciso di accettare la diagnosi e prendere l’art.104 perché avevamo bisogno di soldi per pagare le terapie privatamente perché l’ASL non ne faceva. Così a settembre nostra figlia ha iniziato la psicomotricità una volta alla settimana e abbiamo mandato la maestra di sostegno a scuola. Ora nostra figlia rimane a scuola fino alle 13 e mangia lì. Le maestre ci hanno detto che è già pronta per rimanere anche il pomeriggio, da metà ottobre rimarrà a scuola anche di pomeriggio. Oggi nostra figlia ha un vocabolario di oltre 300 parole, fa piccole frasi tipo “questo qui”, “ti vedo”, “è caduto giù”, saluta le persone sia in italiano che in greco, è molto meno vivace, canta canzoni in greco, italiano e inglese, dorme bene e presto la notte. L’unica cosa che ci preoccupa sono le fissazioni che ha, es. le piacciono le cartoline, le foto e le etichette, e se camminiamo per strada e per terra vede qualche cartolina e fogliettino si ferma perché lo vuole prendere, anche se le diciamo che non si deve fare lei continua a farlo. A volte fa una specie monologo, tipo: starnutisce e dice salute- grazie-prego. Ogni tanto recitava alcuni pezzi delle puntate dei teletubbis, ma non a caso, eravamo al parco e le è venuta in mente la scena che alcuni bambini erano al parco a giocare a nascondino e lei ha recitato quella scena, però ora non lo fa più. Ci hanno detto che fa ecolalie, ma secondo noi sono ecolalie funzionali, esempio quando voleva la torta cantava la canzone tanti auguri a te, ora invece dice torta. Abbiamo notato anche che quando vede una canzone nella lingua materna dove vede colori e numeri lei li nomina in italiano, perché è consapevole di quello che vede.

Questa è la nostra storia, volavamo avere un suo parere perché in questo momento nostra figlia non è seguita da nessun NPI, se vuole abbiamo anche dei video mentre nostra figlia fa del gioco spontaneo.

Cordiali saluti

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QUESTIONARIO SULLO SVILUPPO PSICOMOTORIO SIMBOLICO-LINGUISTICO E RELAZIONALE

composizione familiare padre e madre; età dei componenti padre 42 anni e madre 37 anni; altre notizie ( nostra figlia fino all’età 3 anni ha sentito parlare il padre in italiano e la madre in ... perché è ..., mentre tra di loro i genitori parlavano in italiano, anche i nonni e gli amici le parlavano in italiano, la mamma parla ... quando è al telefono con sua madre e sua sorella, ascolta spesso e volentieri su youtube canzoni per bambini in inglese.)

età della bambina 4 anni e 2 mesi (30 luglio 2016)

nessun problema in gravidanza

NASCITA

41 settimane

Parto ( naturale, cesareo - eventuali motivi-, difficoltà) eutocico

alla nascita : peso 3050 g, altezza 49 cm, circonferenza cranica 32,5 cm

(eventuali curve di accrescimento epoche successive)……...

indice di Apgar: di 9/9 a 1’/5’ durata del ricovero in ospedale 7 giorni, ma la bimba stava bene, la mamma ha avuto un problema durante i punti, le si è formato un ematoma ed è stata operata per la riduzione dell’ematoma.

PRIMI MESI

allattamento: materno a richiesta, si attaccava spesso al seno della mamma, la mamma ha avuto latte fino a 2 anni

inizio pappine dopo il quinto mese però prendeva anche il latte materno.

svezzamento (DISTACCO DAL SENO, o dal biberon, se allattamento artificiale), la bimba non ha mai preso il latte nel biberon con il latte, lo ha preso per pochi mesi con dentro l’acqua, poi è subito passata al bicchiere e alla borraccia per l’acqua. Per quanto riguarda il seno non lo ha ancora lasciato completamente, si attacca per dormire, quando si spaventa o quando si fa male.

ritmo sonno veglia nei primi mesi, orari, difficoltà. Il primo mese dormiva regolarmente, si svegliava 2 o 3 volte per la poppata. Dal secondo e il terzo mese le sono venute le coliche e di notte piangeva spesso e non dormiva bene. Mentre dal quarto al sesto mese ha scambiato la notte per il giorno, dormiva di giorno e stava sveglia di notte. Verso in nono mese ha iniziato a mettere i denti e anche in quel periodo non dormiva bene, spesso piangeva. Ha iniziato a dormire bene in maniera continua dopo il terzo anno.

persone che lo accudivano...la mamma, il papà e i nonni paterni.

eventuale ritorno al lavoro della mamma: a quanti mesi?... reazioni del bimbo? La mamma non lavora.

EPOCA SUCCESSIVA

alimentazione..., sonno ...., orari e modalità (dove dorme, come si addormenta, ecc) ha sempre dormito nella culla vicino ai genitori fino a 21 mesi, in quel periodo il padre aveva preso un virus intestinale e lo aveva attaccato a tutta la famiglia, bimba compresa, la bambina vomitava toppo ed è stata portata al pronto soccorso dove le hanno fatto delle flebo ed è rimasta ricoverata 9 ore, da allora non ha più voluto dormire da sola. Ancora oggi dorme nel lettone con i genitori. Si addormenta nel lettone con la mamma prendendole il seno, e con il papà facendo una sorta di cavallino sulla sua pancia, praticamente sfrega le sue parti basse sulla pancia del papà.

abitudini ( ciuccio, biberon, orsacchiotto, copertina, ecc) ..... tempo video: televisione, telefonini, tablet...

Guardava in tv dei video su youtube con canzoni per bambini in italiano, in greco e in inglese. Non resta molto tempo in tv a guardare cartoni animati, preferisce giocare con i giochi ascoltato le canzoni per bambini. All’età di 2 anni ogni volta che usciva portava sempre un giocattolo, si legava ad un giocattolo per un paio di mesi, poi cambiava giocattolo. Ora invece quando esce o va a scuola non tiene più nulla.

- SVILUPPO PSICO-MOTORIO:

dove veniva tenuto preferenzialmente dopo i primi mesi, da sveglio: in braccio, nel lettino, nel box, sul passeggino, sul tappeto, libero di muoversi ecc. ....Durante i primi mesi quando era sveglia la maggior parte del tempo lo passava in braccio alla mamma o al papà, a volte la mettevamo sul dondolo e sul marsupio tenuto dal papà. Verso il ottavo mese la lasciavamo nel box e verso il decimo quando ha iniziato a gattonare la lasciavamo sul tappeto libera di muoversi.

seduto da solo a che età: otto mesi

primi passi da solo: 13 mesi

capacità motorie attuali, molto buone, corre, salta, fa le capriole, si arrampica.

controllo sfinterico (pipì e popò nel vasino/wc) a che età. Aveva quasi 3 anni quando ha tolto il pannolino, per la pipì non c’erano problemi, avvisava e andavamo in bagno insieme, mentre per la pupu, non diceva nulla la faceva addosso nascondendosi, lo ha fatto per molto tempo. Ora fa la pipì da sola, mentre per la pupu avverte, ma ci sono delle volte che forse non fa in tempo e la fa ancora addosso.

- SVILUPPO RELAZIONALE

RELAZIONE e COMUNICAZIONE nel primo anno di vita

primi sorrisi ...già dopo una settimana

curiosità verso oggetti e persone, sì molto curiosa si guardava sempre in giro, attenzione, seguire con lo sguardo, sì quando le mostravamo qualcosa la guardava e se spostavamo un oggetto lei lo seguiva con lo sguardo.

Modi di comunicare e richiamare l'attenzione: Quando non riusciva a fare la pupu a 4 mesi piangeva e se noi la mettevamo sul fasciatoio smetteva perché sapeva che le avremmo fatto il clisterino e lei sarebbe stata meglio. Solitamente comunque comunicava con il pianto e con qualche verso, quando aveva 11 mesi diceva papà e mamma.

Successivamente:

facilità a capirlo e interagire, sì abbastanza semplice, riusciva a modo sua a farsi capire.

facilità al pianto e facilità a consolarlo, coccolarlo, ecc ...Quando piangeva per consolarla la maggior parte delle volte si attaccava al seno della mamma. Altre volte bastava solo prenderla in braccio e tenerla vicina e farla qualche coccola.

reazione di fronte a persone e ambienti nuovi (diffidenza, paura, pianto...) Quando vedeva posti nuovi era tranquilla, quando vedeva uomini con la barba piangeva. Sull’aereo una volta faceva cucu ba con delle ragazze sconosciute sedute alle nostre spalle.

modalità di accudimento: ansioso, apprensivo, preoccupato, tranquillo, sicuro ...Dipende dalle situazioni, la maggior parte delle volte in modo tranquillo.

FIGURE PRINCIPALI cui è attaccato. i bambino è abituato a vedere altri adulti, parenti, amici?..... Principalmente i genitori, ma anche i nonni.

REAZIONI AL DISTACCO dai genitori................A staccarsi dal padre non ha mai avuto problemi, anche se quando va a lavorare a volte lo cerca, perché il papà è rimasto un anno e mezzo senza lavoro ed era molto presente in quel periodo; mentre ci sono voluti quasi 2 anni per staccarsi dalla mamma, la reazione era un pianto più che altro.

INTERESSE E CURIOSITÀ VERSO LE PERSONE .... adulti ...... bambini.....Ora riesce a rimanere vicino alle persone con la barba, curiosità e gioco verso i bambini, specialmente le bambine, spesso le abbraccia e le bacia.

CONDIVISIONE cerca di coinvolgere, condividere interessi, attività, stati d'animo? cerca l'attenzione delle altre persone, magari per farsi battere le mani, o dire bravo, ecc? Attivamente.... Solo passivamente .... Non è interessato a condividere ...Attivamente, cerca sempre l’attenzione, specialmente quando abbiamo ospiti a casa lei cerca di attirare l’attenzione di tutti ballando e cantando. Quando aveva otto mesi ed era sul marsupio con il papà noi battevamo le mani e lei si muoveva come se volesse ballare e batteva le mani, qualche mese dopo quando faceva qualcosa aspettava che noi le dicessimo brava e le battessimo le mani.

- SVILUPPO SIMBOLICO - LINGUISTICO

LINGUAGGIO (età di inizio dei vari punti indicati):

lallazione, gorgheggi...già da un mese faceva un verso quando voleva il latte

prime parole ......a undici mesi diceva babà che vuol dire papà in greco e mamma

due parole insieme ...venti mesi diceva: chi è

uso del no e del sì ....diciotto mesi, lo diceva in greco però

frase minima (verbo e sostantivo )....ventidue mesi

capacità di dialogo: a parole ...tre anni, molto brevi tipo vuoi mangiare pasta o patatine e lei pasta oppure vuoi lavare i denti e lei diceva no.

INTERESSE E CURIOSITÀ PER GLI OGGETTI

USO DEI GIOCHI e degli oggetti ( gioco funzionale ....imitativo .....rappresentativo ), descrivete come usa giochi e oggetti. Gioca con le bambole, le fa mangiare, le fa dormire, le cambia i vestiti, le fa il bagnetto, le trucca, fa anche la visita medica usando lo stetoscopio e misura anche la temperatura. Con le macchinine, mette una bambola nel lato autista e mette una bambola nel sedile di dietro e poi le fa camminare, se le bambole non entrano le mette sul tetto. A volte imita quello che fa la mamma, tipo prende la scopa giocattolo e pulisce oppure spolvera, le piace correre come fa il papà e fare la bici, stira con l’asse da stiro giocattolo.

DISEGNO SPONTANEO

scarabocchio , linee, cerchi... omino-testone ... figure, casetta, ecc ... Fa scarabocchi, fa cerchi fatti bene e linee verticali ed orizzontali. Ogni tanto ci dice che cosa disegna anche se a vederli sembrano scarabocchi. Fa un cerchio da sola, mentre con l’aiuto di un adulto mette occhi, naso e bocca.

ATTENZIONE nelle varie attività e interessi: breve ... lunga .... ...se una cosa non le interessa l’attenzione è breve, mentre è più lunga nelle cose che le interessano, esempio se guarda un cartone animato che non le interessa resta poco, mentre se fa un gioco che le interessa rimane più tempo.

COMPRENSIONE DELLE COSE E DELLE RICHIESTE ....Capisce tutto quello che le diciamo, sia in italiano che in greco, solo che se è assorta a fare una cosa che le interessa ti fa capire che ha capito ma non fa subito la cosa che le chiedi, finisce quello che sta facendo e poi fa quello che le chiedi.

COMUNICAZIONE DEI SUOI BISOGNI E DESIDERI ....quando vuole una cosa, quando era più piccola ci prendeva ci portava vicino a quello che voleva e ce lo indicava. Ora che quando sa che nome ha questa cosa la nomina, altrimenti dice quello.

UMORE

- COMPORTAMENTO

(tranquillo, iperattivo, capriccioso, ecc)....,varia momenti di tranquillità a momenti in cui si muove parecchio, non è iperattività, si tratta solo di vivacità secondo noi, non ripetitivi o isterici, questo da quando ha iniziato a camminare, una volta entrata alla scuola materna abbiamo notato una diminuzione del suo movimento.

adesione a regole, orari, limiti, quando aveva 2 anni non rispettava ne regole ne orari, bisognava fare sempre come diceva lei, dormiva tanto il pomeriggio e la notte si addormentava tardi, aveva poca pazienza, faticava ad aspettare il suo turno sull’altalena, oppure quando vedeva una cosa che voleva non ci dava in tempo di prenderla ,la voleva subito. Dopo i 3 anni con l’inizio della scuola materna la situazione è molto migliorata. Oggi a scuola rispetta tutte le regole e ubbidisce alle maestre, a casa invece non ubbidisce sempre però fa molti meno capricci.

obbedienza agli adulti .....quando aveva 2 anni non ubbidiva alla madre e neanche ai nonni, ubbidiva un po’ di più al papà. Invece da quando ha iniziato la scuola materna già dopo l’inserimento ha iniziato ad ubbidire alle maestre.

reazione a divieti, frustrazioni .... ora si arrabbia quando le vietiamo una cosa, a volte piange, a volte ci tira perché vuole per forza una cosa, a volte urla, però questo tipo di comportamento non dura tanto, la frustrazione le passa subito. Mentre prima era capace di tenere il muso e lagnarsi per ore.

capricci, bizze ...li fa spesso, li fa quando vuole fare per forza qualcosa che non si può o non si deve fare in quel momento, o quando vuole qualcosa che non si può avere. A 2 anni facevamo fatica a farle capire che certe cose non si possono fare o non si possono prendere, dopo l’inizio della scuola materna i capricci sono diminuiti ed è più facile fare capire che certe cose non si possono fare.

paure, fissazioni....ha paura degli oggetti rumorosi, ha paura anche di oggetti nuovi che non ha mai visto prima, però dopo che prende confidenza le usa. Per quanto riguarda gli oggetti rumorosi, se sono usati dalla mamma lei piange e si preoccupa, invece se sono usati dal papà lei è tranquilla e si avvicina a guardarli e toccarli. Fissazioni: Quando aveva 2 anni aveva la fissa dei cucchiaini, quando andava dalla nonna prendeva tutti i cucchiaini che trovava, a 2 anni andava allo spazio gioco e prendeva tutte le posate giocattolo e dopo 10 minuti le lasciava, questa fissa è durata circa 2 mesi. Una volta iniziato la scuola materna ha iniziato a volere le scatoline di cartone, noi crediamo che abbia usato una scatolina alla scuola come oggetto per consolarsi dal distacco della mamma. Durante la quarantena la bimba ha avuto l’otite e dal quel momento per circa tre mesi si è fissata e teneva in mano una bambolina, un orsacchiotto e un ferma capelli rosa, non se ne separava mai, li portava sul tavolo mentre mangiava e nel letto mentre dormiva, li lascava solo durante il bagno, ma appena era asciutta li riprendeva. Se non li trovava iniziava a piangere e a lamentarsi. Un’altra fissa è che all’età di 4 anni prendere ancora il seno, ma non esce più nulla oramai, lei non ha mai preso ne ciuccio e ne biberon. Poi aveva la fissa delle foto, quando giocava prendeva delle immagini e le teneva vicino a se mentre giocava con altri giochi. Spesso le immagini erano le foto dei genitori. Un’altra cosa che ha fa è strappare i fogli.

- SCOLARIZZAZIONE

asilo nido ………. non è andata

Scuola materna è andata a 3 anni. eventuali difficoltà di inserimento ha pianto i primi 2 giorni perché era un ambiente nuovo con persone che non aveva mai visto, ambientamento si è ambientata abbastanza bene dopo qualche giorno, il primo anno, da quando ha aperto fino al lock down andava solo la mattina e non mangiava, avevamo in programma con le maestre di farla ,mangiare a marzo ma poi la scuola ha chiuso. Ora invece resta a mangiare e tra 2 settimane inizierà i pomeriggi, per ora non ci sono problemi, visto che al momento non parla ancora bene abbiamo deciso di mettere la maestra di sostegno.

Successive scuole ....... apprendimento ........ comportamento ......... va ancora alla scuola materna

RAPPORTI SOCIALI, occasioni di incontri con altri, parenti, amicizie, ambiente extrafamiliare ........ è sempre stata molto amichevole con le persone, in ascensore saluta sempre tutti, gioca con tutti i bambini al parco, quando degli amici vengono a trovarci a casa lei è sempre contenta e vuole stare al centro dell’attenzione, spesso per farsi vedere balla o canta, secondo noi vuole che tutti le dicano che è brava. Una cosa che faceva quando andavamo a casa di amici e parenti era girare tutta la casa, crediamo che lo facesse per curiosità. Durante il lock down cercava le sue compagne di scuola per giocare. Ha chiamato due bambole con il nome delle sue amiche.

- SITUAZIONE AMBIENTALE E FAMILIARE

altri conviventi (nonni, parenti, ecc) ………… inserimento sociale della famiglia (emigrati, trasferiti, ecc).... contatti sociali...Con i nonni va molto d’accordo anche perché è la loro unica nipote e le fanno fare praticamente tutto quello che vuole anche se non si dovrebbe.

Organizzazione familiare per l'accudimento (orari dei genitori, nonni, baby sitter, ecc: descrivete come siete organizzati, la giornata tipo del bambino e della famiglia).......la mamma non lavora e il papà lavora su tre turni, principalmente passa il tempo con la mamma, al pomeriggio passa un paio d’ore con i nonni che spesso la fanno uscire portandola al parco, quando il padre lavora il pomeriggio la porta a scuola e la va a prendere, quando lavora la mattina passa il pomeriggio con lei, quando fa la notte la vede qualche ora nel pomeriggio e prima di andare al lavoro. Non ha mai avuto una baby sitter. La giornata tipo di nostra figlia. Si sveglia alle 8 la prepariamo e la portiamo a scuola e alle 13 andiamo a riprenderla, passa del tempo a casa con noi, poi verso le 17 se il tempo è bello la vengono a prendere i nonni e la fanno uscire per un paio d’ore e poi torna a casa, dopo verso le 21 e qualcosa va a dormire. Invece nei week end passa più tempo con i genitori.

modalità educative (permissive, ferme, severe, variabili, orari di sonno, dove dorme, chi 'comanda': adulti o bimbo? ecc .....).........,Variabili, su alcune cose siamo permissivi ma su altre cose cerchiamo di essere fermi. Orari di sonno prima praticamente dormiva quando voleva lei, ora siamo riusciti a darle una regolata, si sveglia alle 8 di mattina e va a dormire alle 21 e qualcosa la sera. Da quando è nata fino al ricovero per gastroenterite dormiva nella sua culla, dopo questo evento non voleva più dormire da sola, ora dorme nel lettone con i genitori o in camera sua nel lettino ma con sua madre, non da sola, però a volte capitava che la bimba andasse a cercare il papà, perché vuole avere entrambi i genitori vicino. Chi comanda, vorrebbe sempre comandare lei, noi fino a quando è possibile la accontentiamo ma poi quando è ora di smetterla ci imponiamo e la smette, fa qualche lagna ma poi si calma. Con i nonni comanda lei.

tempo video (cioè passato alla televisione, video-giochi, telefonino ecc) Non passa molto tempo davanti alla tv, mentre mangia più che altro, ma non supera i 15 minuti, più che altro lei accende la tv e mette le canzoni dei bambini e poi gioca ad altro, le piace solo sentire la musica, con il telefonino è la stessa cosa lo guarda per poco tempo, anche se abbiamo notato che quando guarda i video su youtube non li fa finire e li cambia spesso, cerca quello che le piace. Per i videogiochi sul cellulare, sono giochi educativi tipo comporre un puzzle e alla fine ti dice il nome dell’oggetto che ha composto, oppure giochi per imparare i numeri e l’alfabeto. Davanti a questi giochi passa non più di una quarantina di minuti, non arriva ad un’ora.

- EVENTI PARTICOLARI,

cambiamenti, trasferimenti, nascite, lutti, malattie di familiari, difficoltà, ecc.... 2 mesi prima della nascita la alla nonna paterna hanno trovato un tumore all’intestino e l’umore in casa non era dei migliori. Appena nata il padre ha perso il lavoro, quindi per circa un anno e mezzo la bambina si è trovata con 2 genitori presenti 24 ore al giorno, quindi era abituata a vederli entrambi, dopo un anno e mezzo il papà ha trovato lavoro su 3 turni e di punto in bianco si è trovata senza il papà che girava per casa e stava con lei. Nel 2017 e 2018 la mamma ha perso 2 parenti stretti e in quei periodi era molto giù di morale. Nel 2018 tutti i membri della famiglia, nonni compresi hanno avuto una gastroenterite, alcuni in forma più lieve e altri in forma più pesante, la mamma e la bimba sono state ricoverate in ospedale per diverse ore, la bambina vomitava e aveva la febbre, una mattina tremava forte tanto da farci credere che avesse delle convulsioni, abbiamo chiamo l’ambulanza i un attimo sono arrivati e ci hanno detto che aveva solo febbre, le hanno dato una tachipirina e l’hanno portata in ospedale per controlli, lì l’hanno trovata disidratata per il troppo vomitare e le hanno fatto una flebo, secondo noi devono averle fatto molto male quando le hanno bucato il braccio perché urlava parecchio ,alla fine è rimasta ricoverata 9 ore, secondo noi questo evento è una delle cause principali del perché nostra figlia non parli ancora bene.

Visite mediche, ospedale, altro......a 34 mesi ha fatto la visita NPI perché ci siamo accorti che non parlava come i suoi coetanei, ha fatto anche visite dalla logopedista. Ha fatto tutte le visite pediatriche, ha fatto tutti i faccini obbligatori e anche il meningococco B che era facoltativo, ha avuto l’otite 2 volte l’anno e ha fatto sempre la visita pediatrica un paio di queste otiti erano così forti che ha dovuto prendere gli antibiotici. Le visite con la pediatra a volte erano difficoltose, non voleva farsi toccare da un medico.

Eventuali esami fatti e referti (Udito, vista, eeg, rmn,...)ha fatto visita alla vista perché quando era piccola sembrava avesse un occhio un po’ storto, ma alla fine era solo un’illusione ,ha fatto l’ecografia alle anche quando era appena nata e anche li tutto ok.

Altre osservazioni ……….al momento sta facendo psicomotricità una volta alla settimana, 45 minuti a seduta.

Sono lieto che il mio libro vi abbia aiutato. La vostra mi sembra una storia e una situazione ben rappresentativa della situazione attuale della scuola e dei servizi sanitari, e della moda tremenda di mettere ogni difficoltà lieve o grande dello sviluppo nel calderone dello spettro autistico, senza badare ad altro e senza poi pensarci più. Per me è mala-sanità, ( e mala-scuola!) diagnosi sbagliate che complicano la vita a bambini e famiglie e mancato aiuto alle famiglie stesse a vedere le vere difficoltà e affrontarle.
Quello che si nota nella vostra situazione, dalle vostre informazioni è quanto segue.
Bilinguismo, (madre straniera), allattamento al seno protratto, tuttora uso consolatorio del seno. Dorme nel lettone: si addormenta al seno o strusciandosi sul papà(!). Qualche problema con la cacca.
Lieve ritardo del linguaggio. Gioco, disegno, imitazione ok. ‘Viziata’ e tirannica a casa, non all’asilo, in miglioramento

Quanto al linguaggio,è in modico ritardo, sembrerebbe, ma senza grossi problemi. Nei bambini bilingui si trova spesso e di solito non richiede interventi di sorta. Inoltre io ho trovato spesso un ritardo dei bambini allattati a lungo al seno, non in tutti, ovviamente. Insieme al contatto fisico con la mamma ( e con il papà: meglio non permettere il gioco auto-stimolatorio di strusciarsi le parti genitali contro il corpo del papà, è una abitudine non utile). Se hanno libero accesso al seno e al corpo materno, i bambini forse "non hanno bisogno di chiedere" e di parlare, e hanno meno stimolo a conoscere il mondo esterno, come se non avessero avuto la 'cacciata dal giardino dell'eden', che ha avviato, nel mito, lo sviluppo della civiltà. Inoltre è stata forse troppo 'viziata' ed era diventata una bambina tirannica che comandava lei. Permetterle tutto e trattarla da bambina piccola forse ha rallentato la sua autonomia.
La bimba non ha problemi cognitivi, relazionali, simbolici e non capisco cosa le serve la 'psicomotricità'. Forse ha aiutato voi avere un punto di riferimento. Tanto meno è indicato il sostegno a scuola, assolutamente 'illegale', per questa situazione. Come una pensione di invalidità senza essere invalidi. Non per colpa vostra.
Bisognerebbe invece modificare le modalità educative vizianti e le abitudini regressive ( seno, autostimolazione) e trattarla da bambina della sua età. L'andata all'asilo è stata utile per mettere un po' in riga la bimba, che sembra aver imparato meglio a stare al suo posto nella comunità extrafamiliare. Anche in famiglia bisogna che impari a stare al suo posto, ma bisogna indicarglielo, perchè finora non è stato fatto mi sembra. Quindi bisognerà che esca dal lettone e dalla camera dei genitori per trovare il suo letto e la sua camerina, se possibile, e lasciare ai genitori il loro posto, altrimenti si intrufola fra di loro e li disturba e ne viene forse anche eccessivamente stimolata e disturbata.
Quanto è stato fatto mi sembra tutto sbagliato, e non è stato invece approfondita la situazione educativa e psicologica, come sarebbe stato necessario. Non per colpa della bimba nè vostra, oggi purtroppo specialisti che guardano a queste cose se ne trovano pochi, temo, sono tutti accecati dallo spettro autistico, e non è compito e competenza di logopedisti o psicomotricisti o educatori, ci vorrebbero specialisti ( NPI, psicologi) competenti negli aspetti ambientali psicologici ed educativi dello sviluppo.
Non mi sembra ci siano aspetti medici da approfondire, cioè cause neurologiche più o meno evidenti, come se appunto la bimba fosse 'nata così', ma questo a distanza è poco valutabile.
Più che interventi sulla bambina penso che ci vorrebbe una consulenza a voi genitori per aiutarvi a organizzare e gestire meglio appunto gli aspetti familiari educativi e ambientali. Un volta lo facevano i neuropsichiatri infantili e gli psicologi ( almeno alcuni) delle USL. Oggi non so. Può darsi che ce ne sia ancora qualcuno. Forse quelli che hanno fatto una formazione psicoanalitica per bambini e famiglie, e si occupano dei bambini nella fascia di età da 0 a 5 anni.

Ho visto i video con la bimba in casa con voi: bellissimo quello che si prova il costume da bagno della mamma e si guarda allo specchio indossando il reggiseno. E anche gli altri, al compleanno, sul letto, per terra con il papà . Sembra una bambina vispa, allegra, serena, in ottimo contatto con voi e l'ambiente. Non vedo segni di nessuna patologia, direi, forse c'è un leggero ritardo del linguaggio per le cose che ho detto, ma con prospettive di una normale evoluzione, penserei.
Direi che il sostegno è assurdo e illegale, e poi si lamentano che manca per chi ne ha effettivo bisogno!
Consiglierei solo un periodo di osservazione mediante consulenze periodiche, tipo una al mese, per vedere l'evoluzione.

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AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.