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Spettro autistico??

CONSULTI PER BAMBINI ADOLESCENTI E FAMIGLIE

Buongiorno Dottore,
Sono la mamma di una bimba di 25 mesi.
La contatto per chiederle un consulto.
Mia figlia ha avuto uno sviluppo nella norma fino all’anno e mezzo circa essendo anzi precoce in alcune cose (per esempio la parte motoria dove tutt’ora è avanti rispetto ai bambini della sua età).
Io e suo padre però eravamo in allarme per il fatto che la bimba non parlasse ancora (probabilmente io partivo prevenuta con la preoccupazione perché nella mia famiglia ed anche mio marito ci sono parecchi parlatori tardivi).
Diceva solo mamma, orso, acqua e non indicava..
La bimba fino ai 21 mesi è rimasta a casa con me, non potendo contare su nessun aiuto (nonni, cugini, non presenti..) è cresciuta con i soli stimoli che potessi darle io in casa.
Io l’anno scorso ho avuto un crollo di stress e sono stata poco bene, per aiutarmi a gestire tutto da sola ho iniziato a dare il telefonino alla bambina per farla stare buona.
Stessa cosa faceva la sera il papà quando tornava a casa.. e qui sta tutta la mia sincerità nel dirle che abbiamo esagerato e che la bimba ha abusato ( per colpa nostra) dell’utilizzo del telefonino..
Decidiamo io e mio marito di mandarla al nido da settembre per ‘respirare’ io ma soprattutto perché ci rendiamo conto che io da sola non sono in grado di darle gli stimoli di cui ha bisogno..
La bimba è da sempre molto vivace, il padre la chiama ‘piccolo terremoto’, è una bimba molto solare ed affettuosa e , nel carattere per il resto rispetta completamente suo padre, è testarda e sa già quello che vuole.
Comunque noi segnaliamo al pediatra che la bimba non parla e ci tranquillizza..
Inizia l’inserimento al nido, io pensavo sarebbe stata una tragedia, invece dopo una settimana dormiva già li.
Le maestre mi dicono che la bambina è bravissima e che va tutto benissimo..
A fine ottobre mi confronto con le maestre per il linguaggio della bambina, dove faccio presente che al compimento dei due anni se la bimba non avrà fatto progressi la porteremo a fare una visita specialistica.
Le maestre mi rassicurano dicendomi che la bimba è piccola e che si fa capire benissimo e quindi di darle tempo.
A fine novembre vengo chiamata per un colloquio dove mi trovo anche la coordinatrice insieme alle maestre, mi dicono che hanno osservato la bimba e si sono accorte che non vuole partecipare alle attività svolte da loro, non gioca con i compagni e non tiene lo sguardo.
Mi è crollato il mondo addosso.. possibile che non mi sono accorta di niente? È possibile che fino a fine ottobre andasse tutto benissimo ed ora ci sono problemi così grandi?
Ci attiviamo subito io e mio marito e contattiamo un np a pagamento.
Fa una visita di un ora circa, con domande a noi ed osserva la bimba che naturalmente corre da una parte all’altra battendosi le mani sul petto non prestando la minima attenzione ai giochi che ci sono ma cercando solo la mia di attenzione.
La np ci dice che ha delle peculiarità da spettro autistico ma che non può fare una diagnosi ora e che se vogliamo andiamo
avanti con i test.
Naturalmente accettiamo
Nel frattempo io e mio marito cadiamo nello sconforto totale, all’asilo le maestre mi dicono che la bimba adesso ‘le guarda di più’..
Io inizio ad informarmi ed a cercare di stimolare la bimba cercando di distrarla dal non stare mai ferma..
Nel giro di due mesi la bimba è molto più tranquilla, ha imparato ad usare le posate, non indica ma adesso quando vuole qualcosa ci prende per mano e ci porta dove ci vuole dire qualcosa, ci porta i giochi che vuole che facciamo
Insieme (lei adora i libri e vuole che leggiamo sempre)’ quando le chiedo il caffè mi porta il bicchiere della sua cucina finta che finora non ha mai usato, addormentiamo insieme la sua bambola.. tutte cose che finora non ha mai fatto perché era concentrata solo a correre in giro per casa sbattendo le mani (cosa che è comparsa poco prima di iniziare l’asilo).
Se la rimprovero capisce e si mette a piangere e vuole essere consolata, capisce i piccoli comandi tipo siediti oppure mettiamo una crema sul viso, oppure alza le braccia per mettere la maglia..
Insomma, potrei dilungarmi tantissimo solo per dirle che ha fatto tantissimo progressi solo con il mio aiuto senza ancora ‘diagnosi’ e ‘terapie’.
Quello che mi preoccupa e per questo le scrivo è il ritardo del linguaggio.. ad oggi ancora lallazione oppure parla una sua lingua che nessuno capisce
E mi preoccupa molto il fatto che vedo la ‘moda’ dello spettro autistico, bimbi che magari non hanno questo problema a cui viene diagnosticato e magari si toglie l’attenzione da quello che è veramente l’aiuto di cui hanno bisogno.
Non vorrei ritrovarmi con una diagnosi di spettro e poi non lo è!! Appunto come è possibile che in due mesi ci siano stati tutti questi cambiamenti ed ancora non abbiamo fatto nulla??devo fidarmi delle persone a cui ci siamo affidate? E poi è vero che dallo spettro autistico si può ‘rientrare’?
Spero di essere stata chiara in qualche modo e se ha bisogno di altre indicazioni le dirò tutto ciò che serve.
La ringrazio

Commenti

Come ho appena finito di scrivere in altra pagina, il concetto e la diagnosi di spettro autistico e di autismo sono da qualche anno oggetto di critica, specialmente all'estero, con invito a non utilizzarli più, perchè più dannosi che utili.
Come giustamente scrive, meglio occuparsi del bambino che di avere una diagnosi di questo tipo, come vi è stato prospettato accennando ai test, che oggi sono per i più una specie di giudizio di Dio medioevale.
Vi proporrei quindi di guardare un po' di più nella vostra situazione, che già dalla sua descrizione sembra far propendere per una componente ambientale relazionale. Mandatemi quindi il questionario della colonna qui a sinistra, per ampliare le informazioni. Per scrupolo però vi anticipo che nei ritardi del linguaggio è utile, se persistono alla fine del terzo anno, fare un EEG nel sonno e nella veglia, per escludere la sindrome di Landau-Kleffner, caratterizzata dalla regressione o dal mancato sviluppo del linguaggio.

QUESTIONARIO SULLO SVILUPPO PSICOMOTORIO SIMBOLICO-LINGUISTICO E RELAZIONALE
composizione familiare; età dei componenti .....; altre notizie ( bilinguismo, immigrazione, ecc.)
La famiglia è composta da 3 componenti: Mamma (35 anni), Papà (35 anni)
età del bambino/a
2 anni
problemi in gravidanza………….
Primi tre mesi nausea e vomito. Per il resto tutto bene.
NASCITA
a che settimana …………. 39+2
Parto ( naturale, cesareo - eventuali motivi-, difficoltà)……………
Parto naturale indotto dopo 30 ore dalle rotture delle acque

alla nascita : peso, altezza, circonferenza cranica …
2,775 Kg - 49 cm - 33,2 cm

(eventuali curve di accrescimento epoche successive)……...
indice di Apgar: 1'……./ 5'……….. durata del ricovero in ospedale……..
Apgar 10/10 - ricovero 7 giorni di cui 5 in patologia neonatale per valore PCR elevato.
PRIMI MESI
allattamento: materno ……. artificiale ……… a orario o a richiesta... difficoltà...
inizio pappine, minestrine, ecc…
Allattamento materno a richiesta, nessuna difficoltà nell’allattare.

svezzamento (DISTACCO DAL SENO, o dal biberon, se allattamento artificiale), età ……… facile ... difficile ....
eventuali difficoltà....
ritmo sonno veglia nei primi mesi, orari, difficoltà...
persone che lo accudivano...
eventuale ritorno al lavoro della mamma: a quanti mesi?... reazioni del bimbo?
Inizio svezzamento a 6 mesi senza particolari difficoltà. Distacco dal seno a 12 mesi, nessuna difficoltà. Di notte fino ai 12 mesi si svegliava dalle 3/4 volte a notte. Finito l’allattamento, sonno continuo per tutta la notte.
Accudita solo dalla mamma che è sempre rimasta a casa, non è rientrata al lavoro.
EPOCA SUCCESSIVA
alimentazione..., sonno ...., orari e modalità (dove dorme, come si addormenta, ecc)
abitudini ( ciuccio, biberon, orsacchiotto, copertina, ecc) ..... tempo video: televisione, telefonini, tablet…
Mangia più o meno tutto, dorme 2 ore al pomeriggio. La sera fa molta fatica ad addormentarsi, dorme dalle 8/9 ore a notte. All’inizio si è abusato del telefonino, attualmente non più di un’ora al giorno di tv.
- SVILUPPO PSICO-MOTORIO:
dove veniva tenuto preferenzialmente dopo i primi mesi, da sveglio: in braccio, nel lettino, nel box, sul passeggino, sul tappeto, libero di muoversi ecc. ....
seduto da solo a che età .....
primi spostamenti a che età e come: rotolando, strisciando, uso del girello ...
primi passi da solo........
capacità motorie attuali....
controllo sfinterico (pipì e popò nel vasino/wc) a che età…..
È sempre stata libera di muoversi sul tappeto. Ha iniziato a stare seduta dal sola verso i 5 mesi. Primi spostamenti intorno ai 7/8 mesi. Primi passi a 12 mesi.
Capacità motorie attuali molto avanti, cammina bene, corre, sale e scende le scale con appoggio. Salta e sta iniziando ad usare il triciclo.
Sta usando il pannolino.
- SVILUPPO RELAZIONALE
RELAZIONE e COMUNICAZIONE nel primo anno di vita
primi sorrisi ...
curiosità verso oggetti e persone, attenzione,seguire con lo sguardo
Modi di comunicare e richiamare l'attenzione.
Successivamente:
facilità a capirlo e interagire...
facilità al pianto e facilità a consolarlo, coccolarlo, ecc ...
reazione di fronte a persone e ambienti nuovi (diffidenza, paura, pianto...) ...
modalità di accudimento: ansioso, apprensivo, preoccupato, tranquillo, sicuro …
Primi sorrisi intorno ai 2/3 mesi. Inizialmente curiosità sia verso gli oggetti che verso le persone. Guardava tutto e seguiva tutto.
Per comunicare non indicava, ma usava lo sguardo. La facilità di comprensione e di interazione solo nelle cose di suo interesse.
Piange se sgridata o rimproverata e se si fa male. È facilmente consolabile.
In ambiente nuovi e con persone nuove, tende a correre ed a battere le mani sul petto o sulla pancia ignorando ciò che la circonda.
Modalità di accudimento: papà tendenzialmente tranquillo, mamma un po’ più apprensiva.
FIGURE PRINCIPALI cui è attaccato............ i bambino è abituato a vedere altri adulti, parenti, amici?…..
Attaccata alla Mamma. Vede poco le altre persone, anche se ultimamente è più legata ai nonni paterni.
REAZIONI AL DISTACCO dai genitori…………….
Abbastanza tranquillo il distacco dai genitori, a volte piange quando si distacca dalla mamma.
INTERESSE E CURIOSITÀ VERSO LE PERSONE .... adulti ...... bambini…..
Disinteressata verso le persone, specialmente all’inizio, tende ad avvicinarsi alle figure più grandi di lei soprattutto se ha necessità di aiuto per i suoi giochi (lettura libri, canto filastrocche)
CONDIVISIONE cerca di condividere interessi, attività, stati d'animo cercando l'attenzione delle altre persone, magari per farsi battere le mani, o dire bravo, ecc? Attivamente.... Solo passivamente .... Non è interessato a condividere …
Condivide interessi e stati d’animo solo con la mamma ed il papà, di recente con gli adulti con cui prende confidenza
- SVILUPPO SIMBOLICO - LINGUISTICO
LINGUAGGIO (età di inizio dei vari punti indicati):
lallazione, gorgheggi… 5 mesi
prime parole …… 8 mesi
due parole insieme … mai
uso del no e del sì …. Sta iniziando ora (il si lo dice non benissimo)
frase minima (verbo e sostantivo )…. no
capacità di dialogo … no

INTERESSE E CURIOSITÀ PER GLI OGGETTI
USO DEI GIOCHI e degli oggetti ( gioco funzionale ....imitativo .....rappresentativo ), descrivete come usa giochi e oggetti.
DISEGNO SPONTANEO
scarabocchio , linee, cerchi... omino-testone ... figure, casetta, ecc …
È interessata ai libri (una vera passione). Le piacciono anche i giochi musicali, le filastrocche, il nascondino, il cucù.
Nel gioco simbolico inizia ora a portare un bicchiere se le viene chiesto il caffè (solo alla mamma). Si porta una bambola quando deve andare a fare la nanna.
Non usa i giochi che richiedono la manipolazione (pongo, farina, ecc).
Imita abbastanza ma ha difficoltà ad usare le sue mani. Per esempio se le faccio gnam gnam con il dito sulla guancia afferra la mia mano per farlo anche lei su di me e su lei stessa
ATTENZIONE nelle varie attività e interessi: breve ... lunga .... … breve, a meno che non siano di sua interesse
COMPRENSIONE DELLE COSE E DELLE RICHIESTE …. Sembra capire tutto, ma risponde solo quando interessata.
COMUNICAZIONE DEI SUOI BISOGNI E DESIDERI …. In qualche modo si fa capire.
- COMPORTAMENTO
(tranquillo, iperattivo, capriccioso, ecc)…., molto vivace
adesione a regole, orari, limiti, …. Rispetta le regole, ma bisogna continuamente ricordargliele.
obbedienza agli adulti ….. è abbastanza ubbidiente.
reazione a divieti, frustrazioni …. Piange e cerca gli abbracci della mamma.
capricci, bizze ...
paure, fissazioni....
- SCOLARIZZAZIONE
asilo nido ………. A che età ……………. Reazioni eventuali ………….
Scuola materna …………….. eventuali difficoltà di inserimento, ambientamento............
Successive scuole ....... apprendimento ........ comportamento ………
Ha iniziato il nido a 21 mesi, l’inserimento è stato abbastanza tranquillo.
RAPPORTI SOCIALI, occasioni di incontri con altri, parenti, amicizie, ambiente extrafamiliare ........ …
Vede poco i parenti, gli amici soprattutto il sabato sera ed i nonni paterni la domenica.
- SITUAZIONE AMBIENTALE E FAMILIARE
altri conviventi (nonni, parenti, ecc) ………… inserimento sociale della famiglia (emigrati, trasferiti, ecc).... contatti sociali...
Organizzazione familiare per l'accudimento (orari dei genitori, nonni, baby sitter, ecc: descrivete come siete organizzati, la giornata tipo del bambino e della famiglia).......
modalità educative (permissive, ferme, severe, variabili, orari di sonno, dove dorme, chi 'comanda': adulti o bimbo? ecc .....).........,
tempo video (cioè passato alla televisione, video-giochi, telefonino ecc)
Il papà esce alle 7 del mattino e rincasa alle 19:30 di sera. La mamma porta all’asilo la bambina e la va a riprendere alle 16 del pomeriggio. Vengono svolte varie attività fino alle 19:30 solo con la mamma(merenda,
Bagnetto, giochi). Alle 20 cena, poi un po’ di giochi con papà e poi a nanna.
Mamma permissiva fino ai 18 mesi, il papà più variabile. Dorme nel lettone con mamma e papà, televisione un’ora giorno. Da due mesi niente più telefonino.
- EVENTI PARTICOLARI,
cambiamenti, trasferimenti, nascite, lutti, malattie di familiari, difficoltà, ecc....
Visite mediche, ospedale, altro......
Eventuali esami fatti e referti (Udito, vista, eeg, rmn,...)
Altre osservazioni ……….
………………
Appena nata la bambina, il nonno paterno si è gravemente malato.
C’è stata una crisi tra mamma e papà nei primi mesi di vita della bambina.
È stato fatto un trasloco quando la bambina aveva 9 mesi.
Quando la bambina aveva 18 mesi il papà ha perso il lavoro, ed è rimasto a casa 3 mesi.

Abbiamo notato che al rientro al nido dopo le vacanze natalizie la bimba ha ‘regredito’ in alcuni progressi che aveva fatto, tipo gli sfarfallamenti ed il fatto che si girava subito se chiamata.
Mi sono accorta che comunque al nido viene lasciata libera di fare ciò che vuole e quindi correre da una parte all’altra sbattendo le mani e che non viene molto coinvolta nelle attività che naturalmente non sono di suo interesse.
Mentre a casa ho cercato di distrarla il più possibile in questa attività e di stimolarla il più possibile.
La ringrazio in anticipo.

La 'regressione' al ritorno al nido forse indica che la bimba nonostante le apparenze non si è ancora adattata bene e così forse manifesta il suo disagio. Probabilmente potrebbe essere utile diminuire l'orario e riprenderla subito dopo pranzo. Per avere contatto con i coetanei e l'ambiente di comunità può essere abbastanza, per adesso. L'andata al nido può essere stata stressante anche perchè più o meno contemporaneamente c'erano altri stress ambientali in famiglia ( crisi dei genitori, della mamma. trasloco, problemi di lavoro, ...) e una situazione forse non ottimale. Mi sembra che il tutto sia sufficiente per giustificare una situazione di disagio della bimba che si può provare a diminuire diminuendo le cause possibili di stress e con l'esperienza rassicurante di ritrovare una situazione solida e sicura a casa. Eventualmente potrebbe essere utile un aiuto ai genitori a rinsaldare la situazione, e non un approfondimento o un intervento rivolto alla bambina.
La presenza di parenti parlatori tardivi dovrebbe tranquillizzare, più che preoccupare, sul suo linguaggio. Tanto più che dal punto di vista simbolico, nel gioco, sembra a livello adeguato.
Cercherei quindi di tranquillizzare tutta la situazione e stabilizzare 'la barca', come dico spesso.... Aggiornatemi fra qualche tempo.

Grazie Dott.re per le risposte.
Nel frattempo abbiamo effettuato la seconda visita con la psicologa e naturalmente M. Non ha collaborato minimamente correndo da una parte all’altra dalla stanza battendosi le mani sul petto..
È riuscita ad interagire con le bolle di sapone e facendo il girotondo ed il cucù.
La psicologa non ha parlato di nessuno spettro o fantasmi ma, anzi ha detto che M. Ha un ottima apertura, e quindi di lavorare sull’aggancio visivo prima della prossima visita.
Le ho segnalato i problemi di ‘mancati stimoli’ nei mesi precedenti ma lei sostiene che non possono essere la causa di certi comportamenti..ha suggerito di parlare con le maestre del nido perché, a suo dire, quando ci sono bimbi come M tendono ad assecondarli invece di ‘aiutarli’
Intanto andiamo avanti così e, in attesa della prossima visita vedremo come svilupperà.
Io sono molto fiduciosa perché vedo un evoluzione continua in mia figlia, e non credo di essere completamente accecata dal fatto che sono sua madre.
Per la familiarità con il ritardo del linguaggio, sono preoccupata perché uno dei miei nipoti, che ora ha 17 anni ha iniziato a parlare a sei.
Seguito da np fino all’anno scorso, non si è riuscito a trovare la ‘causa’. Lui ora non ha un linguaggio corretto ed in pochi riusciamo a capire cosa dice.. è anche un pochino più lento rispetto ai suoi coetanei..
Sua sorella, 20 anni, ho saputo recentemente che le era stato riscontrato lo spettro intorno agli 11 anni ma che , presi dal fratello, i genitori non hanno applicato nessun aiuto facendo evolvere la situazione.
La ragazza ad oggi è autonoma e frequenta l’università.
Non dimostra però i suoi anni, sembra una quindicenne, sia dall’approccio che dal modo di relazione e di interessi.
Io ho sempre pensato che fosse la conseguenza di genitori che li tenessero sotto una campana di vetro (tuttora li vedo così).
Però a questo punto ho paura che la mia bimba abbia delle caratteristiche simili (magari per motivi genetici) e ci siano veramente problemi a livello di linguaggio e di ritardo..
Ho comunque un altro nipote da un altra sorella che ha iniziato a parlare a due anni e mezzo ed ad oggi non ha nessun problema..
Non so Dott.re, lei cosa ne pensa?
Grazie per l’attenzione

Bisognerebbe sapere di più su questi parenti ed eventualmente, visto che restano delle difficoltà di linguaggio e anche di ritardo cognitivo, fare indagini mediche, (neurologiche, genetiche) alla ricerca di possibili cause. Solo se si trovasse una diagnosi medica ("spettro autistico" non è una diagnosi medica, ma solo un calderone e un guazzabuglio indistinto) sarebbe possibile valutare la familiarità, cioè il rischio di trasmissione genetica.
Visto che la bimba sembra in evoluzione positiva ed ha solo due anni, penso che si possa aspettare cercando di controllare l'inevitabile ansia che i genitori possono avere. Se volete mandatemi dei video, secondo le istruzioni nella colonna qui a sinistra.

Ho visto cinque video: tre con la mamma, uno col papà e uno col nonno. Quello che salta all'occhio è che quando voi fate delle richieste alla bimba, spesso cercando di allontanarla da quanto sta facendo, la bimba non risponde e fa per conto suo senza darvi la minima retta. Quando invece è lei che vi fa delle richieste, a modo suo, e voi la capite, la bimba sta con voi e interagisce e comunica con gli occhi, come quando guarda la mamma per farsi leggere il libro. Qualche volta, irritata o stressata, fa delle corsette eccetera come per scaricarsi la tensione.
Nel complesso quindi mi sembra che c'è una difficoltà a capirsi e interagire con la bambina. Solo quando voi seguite i suoi interessi e capite le sue richieste, anche se senza parole, la situazione si sviluppa in modo positivo, Direi quindi che è appunto questo che bisogna fare, seguire gli interessi e le richieste della bimba, cercare di capirla e di fare quello che lei chiede, in modo che ci sia una relazione con lei. Invece se non la capite e se non tenete conto di quello che le interessa in quel momento e le chiedete di fare altro la bambina si irrigidisce e si isola. Dalla vostra storia mi sembra che la bambina abbia reagito così alla situazione difficile che avete attraversato, quando la mamma era in crisi. Di fronte a un mondo che non capiva più e non la capiva più la bimba si è irrigidita chiudendosi e rifiutando le richieste, per fare solo quello che voleva lei, trovando anche nelle corsette ecc il modo di scaricare ansie e tensione. Si è creata così questa situazione di difficoltà di interazione e comunicazione, e anche arresto del linguaggio. E' come un circolo vizioso, da cui direi si può uscire facendo come dicevo. Ovviamente non si può accontentare la bimba in tutto e ci vorranno anche dei no se del caso, cercando di aiutarla a sopportarli, ma evitate di farle richieste fuori dai suoi interessi in quel momento. Dovete essere voi a capire le sue richieste e risponderle, non viceversa. Così forse l'atteggiamento rigido potrà sciogliersi man mano che la bimba recupera fiducia in voi.
Ovviamente se andate a visita specialistica, con ogni probabilità non baderanno minimamente a queste cose ma vi diranno che "è nello spettro autistico", senza capire in realtà nulla della situazione. Facendo, a mio avviso, un clamoroso errore e mancando la possibilità di aiutarvi a vedere i problemi e a uscirne.
Il video in cui la bimba si fa leggere il libro, chiedendole con gli occhi di farlo pagina dopo pagina, basta da solo a vedere che la bimba non ha in sè difetti o mancanze, ma fa così "a ragion veduta", dal suo punto di vista, per l'esperienza che ha avuto. Armatevi di pazienza e cercate di capirla, osservandola bene e rispondendo alle sue richieste seguendola nelle sue iniziative, invece che volerla interessare a cose che proponete voi. Vediamo in questo modo come potrà evolversi.

Buongiorno Dottore,
Volevo aggiornarla sulla situazione di mia figlia che ha da poco compiuto 28 mesi.
Negli ultimi mesi i cambiamenti sono stati davvero tanti..
facciamo un passo indietro, eravamo rimasti alle osservazioni fatte da psicologa e neuropsichiatria.
Devo dire che siamo capitati bene perché ci hanno consegnato una relazione dove non forniscono una diagnosi perché (ci dicono) la bimba è troppo piccola e ci sono già cambiamenti in atto, quindi quello che c’è scritto è che la bimba presenta atipie di comportamento. Ci consigliano di effettuare un controllo all’udito e di effettuare un ora di psicomotricità una volta a settimana.
Abbiamo iniziato la psicomotricità a marzo, già da prima la bimba aveva iniziato i suoi cambiamenti.. a livello di linguaggio siamo ancora indietro, anche se i suoi vocalizzi sono cambiati, adesso è tutta una chiacchiera tipo: tatata, eccco sisisi..
a livello di comprensione, sembra capire praticamente tutto, ha imparato a dire no contestualmente ma non ancora propriamente il si.
Guarda tantissimo negli occhi tutti quanti e si è anche avvicinata ed incuriosita ai giochi .
Continuano le stereotipie (se è corretto chiamarle così) ovvero le sue corsette con le mani che batte sulla pancia, ma sono in diminuzione anche quelle..
Insomma tanti altri cambiamenti che non le scrivo se no mi dilungo troppo.
A detta della neuropsichiatria è al momento una evoluzione naturale perché di psicomotricità ha fatto davvero poco.
Abbiamo fatto i primi di aprile l’ABR,
È risultato che la bimba è talmente piena di catarro da non sentire per 50db dall’orecchio sinistro e 40 db dall’orecchio destro e non percepisce alcuni suoni..
Stiamo per effettuare un’altra visita specialistica da un noto otorino di zona perché quella che l’ha visitata (che è stata un altra persona rispetto ad i tecnici che hanno fatto i potenziali e tutti gli altri esami) non ha dato alcuna cura alla bimba, ma del semplice aerosol sentenziando che questo problema di udito (la bimba sente come fosse sott’acqua a suo dire) non crea alcun problema col ritardo del linguaggio e che ci sono bambini che vanno avanti fino a 6/7 anni in questa maniera, cioè sentendo male per colpa del catarro..
Ora, mi fa piacere aggiornarla e spero che nei prossimi mesi i miei aggiornamenti saranno sempre positivi fino ad arrivare alla conclusione di questo calvario.
Quello che volevo chiederle è se in base alla sua esperienza i problemi di udito possono essere degli ostacoli allo sviluppo dei bambini. Visto che appunto sono stati sia la neuropsichiatria che la psicologa a chiederci di fare questo esame perché avevano dei dubbi sull’udito della bambina.
Mi piace pensare alla mia bimba come ad un treno che durante il suo viaggio ha avuto un intoppo (magari una ruota è scesa un attimo da un binario) e, rimessa la ruota a posto, stia recuperando la sua corsa.
La ringrazio per i suoi consigli e le auguri una buona giornata!

Sì, i disturbi dell'udito di un certo livello possono ostacolare lo sviluppo del linguaggio e varrebbe la pena fare sempre un controllo dell'udito in questi casi. Sott'acqua appunto non si sente e non si parla...
Le notizie sono comunque positive sullo sviluppo globale della bimba e il progresso in così poco tempo è anche prognosticamente favorevole. Forse si è sbloccato qualcosa.
Non ricordo se avete fatto l'EEG nel sonno per escludere la sindrome di Landau-Kleffner, un'altra condizione che ostacola il linguaggio e si riconosce solo con questo esame, e richiede eventualmente una cura farmacologica specifica.

No Dottore, al momento nessun EEG.
Non ci hanno detto di farlo..
dice che è il caso di farlo subito visto i progressi della bimba o eventualmente possiamo aspettare un po’?
Grazie ancora

Se continua l'evoluzione positiva si può aspettare, direi.

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AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.