Scuola materna

CONSULTI PER BAMBINI ADOLESCENTI E FAMIGLIE

Buongiorno caro dottore, vorrei aprire una discussione relativa alla scuola materna, sono svariate volte che scrivo sul suo portale riportandole tutti i problemi riscontrati con nostro figlio, che adesso ha 3 anni e mezzo, prima con i pediatri e poi con la sua iscrizione alla scuola materna. Praticamente avevamo già parlato della Dad e di una valutazione fatta dalle sue maestre alla fine del primo quadrimestre che aveva sollevato da parte mia molto dubbi visto che riscontravo cose che non vedo in mio figlio. Dopo essere tornato a scuola (in seguito al lockdown di 2 mesi) i primi giorni mi sembrava che andava volentieri, poi ha cominciato ad essere molto capriccioso e a dirmi chiaramente di non volerci andare. Io l'ho portato lo stesso rassicurandolo del fatto che sarebbe andato tutto bene...un giorno però sono stata contattata dalla maestra che me l'ha fatto riprendere in anticipo perché mi ha detto che aveva i decimi di febbre (ma in realtà non li aveva) e chiedeva di tornare a casa dalla mamma e dal papà. Ho sospettato che lui avesse avuto qualche problema con le maestre o i compagni, ma non mi sono allarmata visto che credo sia fisiologico e normale!!! Le difficoltà permettono di crescere!!! Il giorno dopo pero' come l'abbiamo ripreso da scuola la maestra ha detto a me e mio marito che dopo questo lockdown il bambino è regredito tanto, che non vuole giocare con gli altri bambini, (quando sta con noi invece vuole giocare con chiunque incontra, quindi stento a credere a questa sua affermazione) che si isola e a lei dice sempre di no, che noi genitori a casa dobbiamo essere ASSERTIVI, ma in realtà se intende che devo comandare a bacchetta il bambino a me non sta proprio bene!!! Al contrario io sto instaurando con lui un rapporto basato sulla fiducia e sul dialogo e certo non cambierò idea sui miei metodi educativi per la maestra!!!
Onestamente non noto niente di tutto ciò, anzi, secondo me il bambino è maturato tantissimo, semmai credo che il problema a questo punto sia la maestra che non capisce le sue esigenze e non comprende che ha bisogno di essere rassicurato e confortato soprattutto dopo aver vissuto questa condizione di "isolamento".
Intanto sempre con il dialogo e la positività sono riuscita a fargli apprezzare nuovamente la scuola ma temo che se le maestre non comprenderanno le sue esigenze molto presto tornerà a rifiutarla, cosa poi che fino a prima del lockdown non aveva mai fatto!!!
Vorrei sapere se altri genitori con i propri figli alla riapertura della scuola hanno vissuto situazioni simili alla nostra: sono molto amareggiata, noto infatti una totale indifferenza da parte delle maestre alle esigenze reali dei bambini e noto anche una certa tendenza a discriminare chi non è stato educato in maniera rigida.

Io non ho più un rapporto diretto con le scuole e gli insegnanti, ma molti genitori mi riferiscono crescenti difficoltà e atteggiamenti rigidi e giudicanti da parte di insegnanti e educatori. Da varie parti, ultimi il libro di Zappella 'Bambini con l'etichetta' e quello di Novara 'I bambini sono sempre gli ultimi', si segnala un cambiamento negativo nell'atteggiamento della scuola. Rispetto ai tempi dell'inserimento nelle classi normali anche dei bambini con handicap vari ( e 'veri') e dell'aiuto che tutto il gruppo classe, sia adulti che coetanei, davano all'integrazione del bambino con gli altri, oggi sembra esserci invece una spinta a rendere 'diversi' i bambini che presentano qualche difficoltà ed 'etichettarli' con diagnosi di fantomatici disturbi neurologici. Invece che aiutarli a inserirli e cercare di affrontare le eventuali difficoltà con gli strumenti pedagogici che la scuola dovrebbe avere (alcune scuole in passato, ad esempio quelle del movimento pedagogico dei CEMEA, rifiutavano persino il sostegno esterno per affrontare con i loro strumenti tutte le difficoltà), oggi la scuola si limita a segnalare qualsiasi problema e richiedere l'intervento dei servizi sanitari, delegando così ogni problema e attribuendolo subito al bambino. In questo modo introduce di nuovo una separazione, un'esclusione: i bambini sono etichettati come 'diversi', con varie tipologie, handicap (L 104/92), DSA (Disturbi di Apprendimento), Bisogni educativi speciali (BES). Le difficoltà dei bambini, che possono essere dei più svariati motivi, come in ogni campo, vengono subito attribuiti a malattia o anomalie genetiche, individuali, delegate agli 'esperti', e vengono scotomizzati tutti i possibili fattori di gruppo e di organizzazione della scuola rispetto al disagio del bambino. Specialmente verso i bambini piccoli ( nido, scuola materna) il cambiamento è stato macroscopico, da ambiente accogliente e simil-familiare dove il bambino sperimenta un ambiente extrafamiliare comunque protetto, facendo un'esperienza molto utile al suo sviluppo, la scuola si è trasformata mi sembra in un ambiente più distaccato, attento più ai programmi didattici e alle prestazioni, fin dai primissimi anni, che ai bisogni del bambino. Giustamente il pedagogista Daniele Novara denuncia la sparizione della pedagogia dalla scuola italiana. E da molte parti si comincia a temere che ci sia una spinta a emarginare e ricostituire classi e scuole speciali, come era fino agli anni 80 e come è tuttora in molti paesi, dove i bambini sono selezionati e separati fin dai primissimi anni differenziando fin dall'inizio le loro carriere scolastiche e le loro aspettative vitali, lavorative e sociali.

Buonasera caro dottore, scrivo questo aggiornamento più che altro per informare altri genitori inconsapevoli che possono trovarsi nelle stesse nostre situazioni così sgradevoli con i propri bambini.
Ho avuto un colloquio online con le maestre di mio figlio, sono stati usati termini come " dobbiamo contenerlo" e "ubbidisce agli ordini" che a me non sono piaciuti per niente. La scuola dell'infanzia pubblica è diventata questo? I nostri figli in che mani stanno?
E pensare che, come avevo scritto, mi sembrava (e in realtà ci era stato detto dalla stessa maestra) che andava tutto bene, che il bambino aveva tante doti...invece siamo arrivati adesso a dover sentire certi termini e certe cose che mi preoccupano....Io, a differenza delle esperienze passate, sono ben consapevole del fatto che il bambino non ha alcun problema, anzi, è molto più maturo della sua età.... quindi non capisco perché ci sia stato questo cambiamento di opinione da parte di queste maestre (che poi si sono contraddette più volte, una delle due ha detto che il bambino gioca con tutti i compagni, l'altra invece ha detto il contrario) ...ho il timore che dietro ci sia un gioco dettato dal fatto che questa sua sezione dispone di ben 4 insegnanti di sostegno (non si sa per quale ragione) e che inventino problemi inesistenti per giustificare la loro presenza... non vorrei cambiare la scuola al bambino perché ha fatto amicizia con i suoi compagni e può nonostante tutto giocare all'aperto (motivo per cui l'avevo scelta), però in realtà sono molto preoccupata anche perché lui non ci va più volentieri come prima e noto in lui la mattina prima di andare una certa agitazione...temo che queste maestre lo sgridino continuamente e non sanno né capirlo né mettersi minimamente nei suoi panni di bambino di 3 anni e mezzo...a questo punto non so se semplicemente per incompetenza o per altri motivi .

Bisogna comunque guardare caso per caso. Dei 'problemi' possono crearsi anche senza 'disturbi' più o meno diagnosticati. Le direi di cercare di sapere cosa sta succedendo, perchè mi sembra che il bimbo mostri segni di disagio e quindi bisognerebbe capire meglio e affrontare le difficoltà. Questo però direi nel blog del consulto.

Il bambino quando è con noi è il bambino più sereno, più equilibrato e più socievole che esiste, è molto intelligente e amante del gioco con altri bambini e del contatto con gli adulti, quindi credo che il suo disagio dipenda dalla scuola e da nient'altro. Era solo per informare i genitori di quello che succede in alcune scuole e che mi viene raccontato da altri genitori. Perché sentir dire "ubbidisce ai comandi" da una maestra di materna onestamente mi fa rabbrividire. Ma è un cane?!?! O un bambino???

Oppure sentir dire da una maestra "dobbiamo contenerlo perche' a volte vuole giocare con i giochi dell'altra classe ma per i regolamenti scolastici per il Covid non può farlo..."Contenere" era un termine che veniva utilizzato quando si parlava di manicomi... è questa la piega che ha preso la scuola pubblica? Allora ci deve essere il coraggio da parte delle istituzioni di dire che la scuola pubblica è finita perché parte del personale è carente e non propenso ad ascoltare i bambini e mandiamo i nostri figli tutte alle private.

Mi scuso per scrivere qui e non sul blog, comunque era per chiarire cosa ci è accaduto... praticamente nella classe di nostro figlio la lamentela ormai è generale da parte dei genitori di tutti i bambini in merito ad una delle due maestre che non si sta comportando bene e pretende di comandare su colleghe e bambini. Consiglio a tutti i genitori di fare molta attenzione alla scuola che si sceglie e di informarsi su chi ci lavora, purtroppo stiamo vivendo una fase molto brutta in Italia anche per quanto riguarda l'istruzione. E consiglio di non sottovalutare eventuali malesseri e disagi di bambini anche piccoli (dalla materna) perché possono celare qualcosa che non va a livello di ambiente e persone con cui hanno a che fare.

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AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.