Bambino di 10 anni

CONSULTI PER BAMBINI ADOLESCENTI E FAMIGLIE

In premessa, vorrei descrivere le ragioni della richiesta e le condizioni del bambino.
Mio figlio ha 10 anni, nei primi anni di vita sembrava che tutto procedesse regolarmente, anche se ha sempre avuto una certa irrequietezza.
Tuttavia è cresciuto come i primi due fratelli, accudito dalla mamma, dalla nonna, da una cugina molto affettuosa e, in generale, da tutti noi. Ha frequentato una ludoteca dove aveva normali rapporti con altri bambini.
Tutto sembrava procedere regolarmente, quando verso la fine del terzo anno di età, le insegnanti della scuola materna ci dicono che il bambino non parla e in generale si isola dal resto della classe.
A quel punto è iniziato il nostro dramma familiare!
Abbiamo iniziato ad osservare il bambino e, in effetti, abbiamo notato che non parlava più, che si isolava da tutti e rispondeva solo ad alcuni stimoli e sollecitazioni: soprattutto quando io lo portavo in giro per giocare in compagnia di due amichetti...
Abbiamo fatto diagnosticare il bambino da un centro specializzato delle nostre parti ed è uscita la diagnosi di disturbo dello spettro autistico.
Siamo andati a Siena, Ospedale Santa Maria Le Scotte, dove la diagnosi è stata analoga.
Abbiamo iniziando con psicoterapia, logopedia, terapia comportamentale.
Poi ci siamo rivolti ad un altro centro specializzato che ha iniziato a seguire il bambino a casa e a scuola.
A scuola elementare, dal primo al terzo anno, il bambino è stato affiancato da un assistente alla comunicazione per 4 ore al giorno.
Quest’anno, quarto anno di scuola elementare, abbiamo fatto assegnare un assistente alla comunicazione per 3 ore e un insegnante di sostegno per due ore: entra alle 8:30 ed esce alle 13:30.
Attualmente il bambino legge sillabando, scrive frasi semplici (grafia molto rudimentale) ed esegue semplici operazioni di matematica.
Dal punto di vista motorio il bambino è normalissimo, corre, nuota, va in bici, ma soprattutto si arrampica ed ha un notevole equilibrio.
Gioca alla Nintendo e, purtroppo, guarda molti cartoni animati in Tv e smartphone.
I problemi del bambino, in sintesi, sono:
- una forte ecolalia che lo accompagna durante tutta la giornata: ripete frasi dei cartoni animati o frasi di vita reale
- un linguaggio molto povero e non funzionale
- problemi comportamentali e relazionali dovuti alla ecolalia ed al linguaggio decontestualizzato
- una forte iperattività e disturbo dell’attenzione: sembra sempre su un altro mondo anche se ascolta attentamente e risponde se l’argomento è di suo interesse.
È molto selettivo nel mangiare ma, per molti aspetti, non è molto diverso da me, dalla sorella o dal fratello (anche io da piccolo mangiavo poche cose e lo stesso vale per la sorella).
In sintesi, il bambino è molto vivace, affettuoso, ha una grande voglia di vivere ma incontra grandi difficoltà con gli altri bambini che lo tengono lontano a causa delle sue stranezze nel linguaggio e nel comportamento.
Vorrei capire quale strada percorrere e se devo far ricorso a farmaci, come suggerito da tutti i medici che abbiamo consultato.
Ritengo che sarebbe opportuno un periodo di osservazione per il quale posso dire che siamo disponibili a venire a Firenze o altra località che vorrà indicarci.
Grazie!
...
Segue il questionario:

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QUESTIONARIO SULLO SVILUPPO PSICOMOTORIO SIMBOLICO-LINGUISTICO E RELAZIONALE

composizione familiare; età dei componenti: siamo una famiglia di 5 componenti, padre 51 anni, mamma 52 anni, la primogenita di 19 anni, il secondo di 18 anni e infine ...di 10 anni.

Nessun problema particolare nè di natura fisica, nè psichica nè neurologica per i primi due figli.

... è nato il 19 febbraio 2011 e, dunque, ha 10 anni compiuti

problemi in gravidanza: non ci sono stati particolari problemi. La mamma, durante le precedenti gravidanze, aveva avuto problemi legati ad un calo di ferritina che, durante l'ultima, sono stati limitati notevolmente.

NASCITA
a che settimana: ... è nato alla 42^ settimana
Parto ( naturale, cesareo - eventuali motivi-, difficoltà): cesareo,
alla nascita : peso, altezza, circonferenza cranica ...
(eventuali curve di accrescimento epoche successive)……...
indice di Apgar: 1'……./ 5'……….. durata del ricovero in ospedale: 3 giorni in clinica.

PRIMI MESI
allattamento: materno, fino a 2 anni e mezzo, il distacco non è stato semplice anche per un forte attaccamento della madre, il cui spirito di protezione è stato sempre molto elevato
inizio pappine, minestrine, ecc: è sempre stato molto selettivo, da piccolino, a parte il latte materno e, successivamente, quello artificiale, beveva molti succhi di frutta alla pera ed ha iniziato a mangiare con grande difficoltà pochi alimenti (pasta con pomodoro o con lenticchie, carne, uova), ha sempre bevuto poca acqua, niente frutta, niente pane. Mangia brioche e dolci che gli piacciono (non tutti).
ritmo sonno veglia nei primi mesi, orari, difficoltà: il bambino ha sempre dormito bene, anche in presenza di rumori (tv accesa, persone che parlavano)
persone che lo accudivano: il bambino è stato accudito soprattutto dalla mamma, dalla nonna e fino a due anni, da una cugina.

eventuale ritorno al lavoro della mamma: la mamma è tornata al lavoro dopo il periodo di astensione post partum, facendo gli orari di insegnante di scuola elementare, dunque, principalmente le mattine, quando il bimbo è rimasto con la nonna e la cugina, al quale era molto legato

persona sostitutiva ( nonni, babysitter,...): la nonna materna e la cugina, fino a circa due anni. Reazioni del bimbo: apparentemente sereno

EPOCA SUCCESSIVA
alimentazione: dai 3 anni/3 anni e mezzo, abbiamo iniziato a forzare l'alimentazione, mettendo da parte i succhi di frutta e forzando la somministrazione di pasta (pomodoro o lenticchie), carne (sia cotolette che bistecche), che uova. Il bambino mangia pure brioches. Non mangia frutta e beve ancora poca acqua.

Il bambino ha sempre dormito con i genitori e, di norma, va a dormire quando va la mamma. Di norma il sonno è regolare.

Da piccolino ha guardato tanta televisione (cartoni animati) e, a circa 3 anni e mezzo, quando le maestre dell'asilo hanno evidenziato alcune anomalie, ha fatto parecchio uso della Tv. A circa 3 anni e mezzo le maestre dell'asilo ci dicono che ... non parla e si isola e, in quel momento, ci accorgiamo che qualcosa non va.

In effetti, fino a quel momento non aveva dato particolari segni di anomalie; era affettuoso, parlava, andava in ludoteca dove giocava con i coetanei, insomma, a parte una certa iperattività, il resto sembrava normale.

Da quel momento, ossia dai 3 anni e mezzo, il vocabolario del bambino scompare quasi del tutto, non aggancia più lo sguardo, e cominciano i problemi comportamentali e relazionali nel senso che è iperattivo e non riesce ad avere un dialogo nè con i coetanei, nè con i grandi, seguendo con molta fatica i lavoretti durante l'orario scolastico.

- SVILUPPO PSICO-MOTORIO:dove veniva tenuto preferenzialmente dopo i primi mesi, da sveglio: il bambino stava in braccio della mamma, della nonna, della cugina, fino a due anni; il papà, la sorella ed il fratello facevano molta fatica a tenerlo in braccio.

Ha iniziato a camminare molto presto (9/10 mesi) ed ha avuto sempre grandi capacità motorie e di coordinamento

primi spostamenti a che età e come: ha iniziato a camminare molto presto, a circa 9/10 mesi
capacità motorie attuali: il bambino è molto dotato, ha grande resistenza, buona forza fisica e soprattutto grande equilibrio: ama tantissimo arrampicarsi
controllo sfinterico (pipì e popò nel vasino/wc) a che età: dai 3 ai 4 anni ha avuto grandi problemi di evacuazione, nel senso che, non evacuando frequentemente, produceva feci di notevoli dimensioni che talvolta provocavano anche ferite sanguinolente dell'ano. Bisognava molto spesso stimolare l'evacuazione con manovre fisiche.

- SVILUPPO RELAZIONALE RELAZIONE e COMUNICAZIONE nel primo anno di vita: apparentemente normale, nulla di strano

primi sorrisi: nella norma, 5/6 mesi
curiosità verso oggetti e persone, attenzione,seguire con lo sguardo: nei primi mesi tutto nella norma, salvo una evidente iperattività
Modi di comunicare e richiamare l'attenzione: modalità vocale e gestuale
Successivamente:
facilità a capirlo e interagire: fino ai 3 anni nella norma, intorno al 3 anni il bambino ha iniziato progressivamente a parlare di meno e relazionarsi di meno
facilità al pianto e facilità a consolarlo, coccolarlo: non è mai stato un piagnucolone
reazione di fronte a persone e ambienti nuovi (diffidenza, paura, pianto...): no, normalmente si è sempre adattato a tutti e soprattutto si è sempre affezionato a tutte le persone che hanno avuto contatti con lui
modalità di accudimento: la madre è sempre stata molto ansiosa; il padre nei primi anni non ha dedicato grandi attenzioni, anche perchè l'iperattività del bambino lo rendevano poco "docile" e, dunque, difficile (ad esempio, mentre aveva portato i primi due figli in bici, fin da piccoli, con ... non è stato possibile perchè una volta messo dentro il seggiolino ha voluto scendere immediatamente).

FIGURE PRINCIPALI cui è attaccato: attualmente il bambino è molto legato alla mamma, al papà, al fratello maggiore Ugo (meno alla sorella: ha un debole per i maschi). Poi è legato ad alcuni amichetti (), ma anche alla nonna e alcuni amici di famiglia ed i loro figli ( e i cuginetti ). In generale ama stare in compagnia e quando costoro si allontanano sprofonda in crisi di pianti e sconforto. Partecipa molto volentieri a tutti gli incontri con i familiari e, anzi, non vorrebbe mai separarsi.

REAZIONI AL DISTACCO dai genitori: quando manca la mamma o il papà chiede di loro, ma non è particolarmente apprensivo, apparentemente sembra un poco distaccato.

INTERESSE E CURIOSITÀ VERSO LE PERSONE: è molto interessato agli altri bambini, con i quali vorrebbe giocare ma non riesce per via del suo modo anomalo di parlare e interloquire. Mostra molto interesse anche verso gli adulti che conosce: amici e familiari. Il bambino ha una grande vitalità, una grande voglia di stare in compagnia e soprattutto con altri bambini, ma non riesce per via delle frasi strane che pronuncia e dei gesti e comportamenti altrettanto strani: parla sempre menzionando frasi di cartoni animati.

CONDIVISIONE cerca di coinvolgere, condividere interessi, attività, stati d'animo? cerca l'attenzione delle altre persone, magari per farsi battere le mani, o dire bravo, ecc? Attivamente.... Solo passivamente .... Non è interessato a condividere ...: cerca sempre di coinvolgere gli altri nei suoi giochi di movimento (vorrebbe sempre giocare a rincorrersi, nascondino, videogiochi, altri giochi come il Lego Mario). Quando gli diciamo "bravo" mostra un senso di imbarazzo ma lo gradisce.

- SVILUPPO SIMBOLICO - LINGUISTICO LINGUAGGIO (età di inizio dei vari punti indicati):
lallazione, gorgheggi: lo sviluppo linguistico del bambino è parso regolare, come per i primi due anni, abbiamo notato un arresto verso i 3 anni/ 3 anni e mezzo quando il linguaggio è quasi scomparso del tutto
prime parole: 11 mesi/1 anno
due parole insieme: non ricordo
uso del no e del sì: 15/18 mesi
frase minima (verbo e sostantivo): non ha mai pronunciato frasi articolate, ma solo frasi povere del tipo “papà, al campo” oppure “papà il treno”. Negli ultimi mesi riesce a pronunciare frasi leggermente più complesse e talvolta a raccontare quello che gli accade.
capacità di dialogo: il dialogo è molto difficoltoso, il bambino sembra avere in mente alcuni concetti che, però, non riesce ad esprimere in maniera corretta. Ha un vocabolario molto limitato e sta imparando lentamente a leggere e scrivere: frequenta il quarto anno di scuola elementare.

INTERESSE E CURIOSITÀ PER GLI OGGETTI
USO DEI GIOCHI e degli oggetti: sa andare in bici, nuota, usa l'hoverboard, usa molto bene tutti i giochi tipo altalena, scivole e, in generale, tutti i giochi di parchi. Usa bene anche il videogioco alla TV ed anche su Smarthphone. Ha difficoltà nei movimenti di precisione con le dita: la psicomotricista parla di difficile prensione fine. Di recente ha iniziato ad avere interesse per i Lego che monta solo quando solo quelli del suo personaggio preferito Super Mario Bros. Ama viaggiare con ogni forma di locomozione (in auto, treno, nave, motoscafo, aereo).

Ha qualche difficoltà nei giochi con la palla (calcio, tennis, ping pong). A 2/3 anni, invece, calciava benissimo di sinistro!

DISEGNO SPONTANEO

Da circa due anni disegna pupazzi per rappresentare mamma, papà, amichetti. Il disegno, però, è molto povero.

scarabocchio , linee, cerchi... omino-testone ... figure, casetta, ecc: è molto in ritardo, ha iniziato a colorare figure con grosse sbavature, adesso è molto migliorato; ...

ATTENZIONE nelle varie attività e interessi: per i giochi di suo interesse l'attenzione è prolungata. Per le cose che non gli aggradano, invece, l’attenzione è molto breve e inconstante.

COMPRENSIONE DELLE COSE E DELLE RICHIESTE: comprende bene i concetti semplici e le richieste semplici. Apparentemente sembra che capisca tutto quello che è di suo interesse. Il resto sembra che non lo interessi affatto.

COMUNICAZIONE DEI SUOI BISOGNI E DESIDERI: comunica bene i suoi bisogni quali la fame, il sonno, bisogni fisiologici

UMORE

- COMPORTAMENTO
(tranquillo, iperattivo, capriccioso, ecc): il bambino è iperattivo, molto oppositivo, distratto, mostra una scarsa propensione alle regole, agli orari, ai limiti. Obbedisce con molta fatica e dietro rinforzi o minacce.
Ha paura per il gattino, che abbiamo preso da circa un anno, non vuole farlo uscire al balcone e nemmeno nelle stanze di casa.

In generale è difficilmente gestibile.
Ha paura di alcuni pupazzi piccoli: quando si trova in una stanza e si accorge della presenza di alcune statuette (Madonna, Gesù) chiede che vengano messe dentro i cassetti

- SCOLARIZZAZIONE
asilo nido: fino a 6 anni. Dalle 9:30 alle 12:30.Molto difficile accompagnarlo e molto difficile la permanenza in classe, dove partecipava con molta fatica alle attività. Non ha avuto insegnante di sostegno.

Scuola materna: è andato a scuola a 6 anni e mezzo. Ha avuto fin dal primo anno un assistente alla comunicazione, frequentando dalle 8:30 alle 11:30. Ha seguito un programma molto ridotto. Quest'anno abbiamo affiancato all'assistente per la comunicazione anche una insegnante di sostegno: 3 ore la prima e 2 ore la seconda, dunque il bambino osserva l'orario 8:30 - 13:30 (arriva sempre verso le 8:45). In classe sembra ben inserito, anche se con le sue peculiarità dovute alla iperattività, ecolalie, povertà di linguaggio.
Successive scuole ....... apprendimento ........ comportamento .........

RAPPORTI SOCIALI, occasioni di incontri con altri, parenti, amicizie, ambiente extrafamiliare: il bambino esce tutti i pomeriggi con il padre che lo porta fuori con sè ed alcuni amici. Il fine settimana e tutte le volte che è possibile il padre lo fa incontrare con alcuni amichetti trascorrendo i pomeriggi dei fine settimana. Lo stesso avviene durante le vacanze estive o le feste, quando si cerca di offrire una frequentazione con amici o parenti (ospitati nella casa a mare, in campagna, etc. etc).

- SITUAZIONE AMBIENTALE E FAMILIARE
altri conviventi (nonni, parenti, ecc): a casa vivono i genitori, la sorella ed il fratello. La nonna viene quasi tutti i giorni per pranzo e molte volte rimane anche nel pomeriggio.

Sono molto frequenti le visite di amici e parenti o presso amici e parenti, anche per più giorni (soprattutto a mare).

Organizzazione familiare per l'accudimento (orari dei genitori, nonni, baby sitter, ecc: fino a 3 anni il bambino è rimasto a casa con la nonna e la cugina, frequentando la ludoteca dell'altra cugina. Quando ha iniziato a frequentare la scuola materna, nei pomeriggi ha continuato ad andare in ludoteca. Da quando ha iniziato ad andare a scuola elementare la mattina viene vestito dalla mamma, accompagnato dal padre che lo riprende alle 13:30. Durante l'orario scolastico è seguito da una assistente alla comunicazione (3 ore) e un insegnante di sostegno (2 0re). Il pomeriggio viene seguito per due pomeriggi la settimana circa terapie comportamentali (2 ore per due pomeriggi), esce con il padre (dalle 15:00 alle 17:00) e poi rimane con la madre o la nonna, talvolta uscendo anche per fare visita a parenti.

Nei fine settimana il bambino esce con il padre che favorisce la frequentazione con amichetti, parenti e amici, coinvolgendolo in svariate attività sportive: bici, hoverboard, nuoto, escursioni naturalistiche, gite fuori porta, campeggi all’aperto etc. etc. Tutte attività che gradisce tantissimo e che non vorrebbe mai che finissero.

Quando la sera il bambino arriva stanco a casa, invece di avere un comportamento rilassato e calmo, è ancora più irrequieto: gira vorticosamente per casa, salendo sui divani, sui mobili e in generale sembra inarrestabile!

La mamma è molto permissiva. Il papà è molto più precettivo, anche se consente al bambino di fare molte attività. La sorella non dedica molto tempo. Il fratello maggiore (attualmente 18 anni) vive con grande disagio la situazione e cerca di stare lontano, almeno fuori casa. In generale non ha accettato il problema, anche se vuole bene al fratellino.

Il bambino è molto oppositivo e tende ad essere prepotente e imporre le sue esigenze. Passa molto tempo davanti alla TV e con il telefonino.

- EVENTI PARTICOLARI,

cambiamenti, trasferimenti, nascite, lutti, malattie di familiari, difficoltà, ecc.: nulla di particolarmente rilevante
Visite mediche, ospedale, altro......
Eventuali esami fatti e referti (Udito, vista, eeg, rmn,...): il bambino è stato diagnostica presso l'IRCCCS Oasi Maria SS di Troina, con un disturbo dello spettro autistico e ADHD. Analoghe diagnosi sono state fatte dall'Ospedale Santa Maria Le Scotte di Siena.

Altre osservazioni: il bambino ha avuto uno sviluppo apparentemente nella norma fino a 3 anni e mezzo, quando le maestre dell'asilo ci hanno segnalato alcune anomalie (non parlava e si isolava). In quel momento, come all'improvviso, è sorto il problema e, in effetti, ... non ha più parlato e si è isolato da tutti. Sono iniziate le visite mediche, i consulti, le terapie (psicomotricità, logopedia, terapia comportamentale). A circa 5 anni ha ripreso a parlare in un crescendo continuo, fino a quando sono esplose le ecolalie che lo affliggono da circa 4 anni, in maniera continua e molto spesso incontrollabile (a casa, in classe, in qualunque condizione). Da qualche mese sembra che il fenomeno si sia leggermente attenuato. Permangono, invece, le difficoltà linguistiche, l'iperattività, un forte disturbo dell'attenzione che lo condiziona non poco sia durante le attività scolastiche che durante il resto della giornata. Attualmente il bambino ha una grande voglia di giocare con altri bambini ma incontra grandi difficoltà per via del linguaggio inappropriato e delle ecolalie: durante tutta la giornata ripeta continuamente le scene di cartoni animati o altre scene di vita realmente vissute.

La situazione mi sembra complessa e difficile da capire. La diagnosi ricevuta non spiega alcunchè, anche se dà l'idea di sapere di cosa si tratti, falsamente, a mio avviso, perchè non si sa cos'è lo spettro autistico, se non una spiegazione tautologica. ( é autistico perchè ha sintomi autistici...)
Mi sembra che ci siano aspetti ambientali, l'allattamento protratto, il rapporto fisico stretto con la madre, dorme tuttora con lei, la troppa televisione, che fanno pensare allo 'pseudo-autismo',( link nella colonna qui a destra) ma il ritardo cognitivo notevole, sembrerebbe, farebbe pensare a qualche sindrome neurologica con ritardo mentale, a meno che non sia il risultato di una esperienza scolastica insufficiente. La vita extrascolastica descritta, col papà, ecc, sembra molto più adeguata...
Sembra esserci stata una crisi di sviluppo fra i tre e i cinque anni, con regressione o arresto dello sviluppo, in parte forse coincidente con l'uscita dall'alveo familiare esclusivo in cui prima stava, forse con un effetto traumatico del contatto col mondo esterno, l'asilo, gli accertamenti vari, gli interventi fatti che a volte costruiscono come una gabbia, una bolla, intorno al bambino,impedendogli esperienze normali, per 'proteggerlo'...
Mandatemi qualche video attuale per cercare di capirne di più.

Nei video che ho visto, quello in cui recita un augurio al papà per la sua festa, e poi in quello in cui è in casa con i familiari, non so se c'è la tv accesa, lui è al tavolo con dei giochi di costruzioni, e poi si alza e vuole essere rincorso dal papà, che sta facendo il video.
Negli altri due è ai 'salterini' o come si chiamano e mostra che non ha nessun problema motorio a fare salti e capriole
Devo dire che nei due video sopra non mostra alcun problema di sviluppo o comportamento: il contatto, l'attenzione, il linguaggio mi sembrano normali. Appare un ragazzo sveglio, intelligente. Non mi sembra che ci sia alcuna malattia specifica ( tanto meno quel calderone privo di senso che è lo spettro autistico) alla base dei problemi descritti. Anche l'ADHD è una diagnosi fantasma: se uno è 'iperattivo', cioè sempre in movimento, e facilmente distratto, allora viene detto che ha il Disturbo di attenzione con iperattività: una tautologia ovviamente, un sintomo trasformato in una malattia di cui non c'è la minima dimostrazione medica.
Mi mandereste, in copia, le sue pagelle di scuola avute finora?

Sono riuscito a vedere il lungo filmato in cui il ragazzo gira intorno al tavolo di cucina parlando fra sè, facendo vari suoni, ( che si confondono con quelli della televisione accesa...). Ma si interrompe alcune volte per venire dal papà che sta registrando a chiedergli cosa sta facendo, interessato, anche qui con modo di fare normalissimo.
Bisognerebbe sapere come è nata questa abitudine. Ripeto, non mi sembra un ragazzo 'malato', ma forse ha preso abitudini strane. Non ha altro da fare in quei momenti? Non c'è modo di interromperlo ?( visto che per la curiosità si interrompe da sè, per poi riprendere.) che succede se viene invitato a fare qualcosa... Non sarà che si annoia? Non fa qualche sport, qualche attività fuori di scuola ( a parte il Covid ora...)? Andate in bicicletta, a volte? Avete mai cambiato una gomma, ecc, forse gli interesserebbero cose pratiche, da fare... mi sa che imparerebbe in fretta.
Sareste disposti a chiacchierare con me in una video chiamata per parlare di queste cose? Con tutti insieme...
E qualcuno vorrebbe dargli dei farmaci... mi dice quali e perchè e a che scopo?

buonasera Dott. Benedetti,
Lei mi chiede com'è nata l'abitudine del bambino a girare intorno al tavolo: in realtà è una cosa che fa tutti i giorni, a tarda serata. Alcune volte, in estate, ma anche in inverno, ho portato il bambino a fare delle lunghe passeggiate che a lui piacciono tantissimo ma, al ritorno, se non è proprio distrutto, ripete il rituale. La mia sensazione, anzi, è che la stanchezza causi una sorta di eccesso di adrenalina che lo spinge a camminare per casa: in passato saliva e scendeva dai divani, dai tavoli, dai mobili, etc. etc. In realtà non c'è modo di interromperlo, nè attirando la sua attenzione, nè, tanto meno, invitandolo semplicemente a arrestarsi. In passato pensavo che facendolo stancare durante la giornata avrei evitato questo ma ho ottenuto risultati opposti, persino peggiorando le cose.
Il bambino fa molti sports e li fa molto bene: gli ho insegnato ad andare in bici, a nuotare, ad andare sull'hoverboard (cosa difficilissima!) e persino in moto (gli ho aggiustato un motorino da cross che aveva il fratellino ed ha imparato molto facilmente a guidarla). Di recente sta tornando a manifestare interesse per il calcio ma fino ad oggi non sono riuscito ad aggregarlo ad attività di sport di squadra. Considerato che negli ultimi tempi sta notevolmente migliorando, tanto che ha iniziato a frequentare un corso di Karate (non senza difficoltà dovute alla irrequietezza), voglio provare ad inserirlo nella pallamano, dove un c'è un istruttore particolarmente attento ed in grado di supportarlo. Prima del Covid frequentava quotidianamente una ludoteca che, però, non credo l'abbia aiutato molto, anzi da piccolino stava tutto il giorno davanti il videogiochi a guardare i più grandi giocare e non credo affatto che sia stato un male non averla più frequentata anche a causa della pandemia.
Ribadisco che proprio in questi ultimi giorni il bambino sta facendo tanti piccoli, costanti e quotidiani passi avanti, ma il problema dell'ecolalia persiste (anche se le maestre riferiscono che è più attenuato), così come esiste il problema del linguaggio, ancora molto povero e decontestualizzato (anche in questo caso, però, aumentano ogni giorno le frasi, seppur semplici, agganciate alla realtà: ad esempio, molto spesso prova a raccontare cosa ha fatto.
A breve le invierò le pagelle scolastiche ma le anticipo che è molto indietro con il programma: frequenta la quarta elementare e finalmente ha iniziato a leggere sillabando e fare qualche semplice operazione aritmetica. Il fatto che possa essere uno, due o tre anni indietro non è un problema, essendo più importante che il bambino acquisisca in tempi non troppo lontani le competenze necessarie per una vita regolare.
Mio figlio presenta molti aspetti di un bambino (o, come lo chiama lei, ragazzo) normalissimo, anzi, per certi versi, è veramente un fenomeno (soprattutto nelle attività motorie) ma, allo stesso tempo, presenza alcuni sintomi che gli impediscono di vivere bene nei contesti in cui si trova perchè i suoi coetanei non riescono ad "accettare" il fatto che uno di loro ripeta continuamente le frasi di cartoni animati piuttosto che frasi pronunciate da altri in contesti diversi, così come non riescono ad "agganciare" una discussione seppur semplice vista l'età dei protagonisti: ad esempio, quando uno dei suoi amichetti con i quali lo faccio uscire nei fine settimana gli chiede "cosa hai fatto stamattina a scuola", il bambino non risponde affatto perchè distratto in altri pensieri ovvero, quando non lo è, non riesce a farlo perchè sembra che non riesca ad elaborare il pensiero: si vede che prova inizialmente a sforzarsi ma poi non riesce e abbandona quasi frustrato.
Io sono perfettamente d'accordo con lei nel non voler somministrare alcun farmaco, ma vorrei aiutarlo ancora di più ad evitare le ecolalie, i versi ed i gridolini strani, così come gli eccessi motori. Lo vorrei aiutare nella concentrazione e consentirgli di elaborare correttamente un pensiero, pronunciarlo e partecipare attivamente ad una conversazione soprattutto con i coetanei. Devo dire che negli ultimi anni è migliorato tantissimo, essendo impensabile che potesse rimanere in classe ben 5 ore senza creare il pandemonio e, invece, ci siamo riusciti, così come siamo riusciti a fargli imparare e mangiare con le proprie mani, lavarsi, andare in bagno, vestirsi (a parte il rito dei lacci delle scarpe) e, in generale, fare molte delle cose che fanno i bambini alla sua età, ma sono consapevole che vi sono aspetti che gli impediscono di vivere una vita normale e che, forse, potrebbero essere attenuati o persino eliminati.
Mi faccia sapere quando le verrebbe meglio per la video chiamata, magari ci sentiamo prima telefonicamente per discutere dei particolari.
Grazie sempre

Per la videochiamata mi contatti per email, per favore.

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AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.