regressione del linguaggio

CONSULTI PER BAMBINI ADOLESCENTI E FAMIGLIE

buongiorno dottore, sono la mamma di un bimbo di 28 mesi che presenta una regressione del linguaggio.
fino a marza diceva alcune parole (mamma papà nonna acqua tetta) poi durante il lockdown non ha più visto i nonni e ha perso alcune parole (nonna e mamma) e mano a mano sono sparite anche le altre 8le ultime papà e tettando a luglio). devo dire che durante quel periodo ha iniziato a vedere la tv e noi abbiamo smesso di giocare con lui perché lavoravamo da casa.
a settembre in un paio di occasioni ha detto di nuovo papà, in contesti corretti. poi nulla più. non è che non comunichi ma fa solo versi tipo ooohhhhh per stupore oppure ah oppure urla. a settembre per vedere se si sbloccava abbiamo provato a inserirlo all'asilo nido ma si disperava talmente che l'abbiamo ritirato. da quel momento abbiamo il problema che se vede situazioni simili all'asilo si dispera. presenta anche paura per gli estranei, ma non per tutti.
Per meglio specificare, a inizio settembre abbiamo fatto un'incontro con la logopedista e lui è stato tranquillo e curioso a giocare tutto il tempo; questa settimana siamo tornati e ha pianto tutto il tempo.
per il resto è un Bambino allegro, affettuoso, sa mangiare da solo, si toglie scarpe e vestiti, fa capriole, si arrampica, corre.
sa fare brevi sequenze di compiti (tipo fa il caffè da solo oppure monta e usa l'aspirapolvere).
imita quel che vede in tv, ha il gioco simbolico. guarda negli occhi per condividere cose che lo attraggono. si gira se chiamato. ogni tanto però se vuole qualcosa guarda solo l'oggetto ma in linea di massima ha l'attenzione condivisa.
fa il verso di alcuni animali.
fa finta di telefonare ma non escono parole ma solo urla e vocalici.
mangia quello che mangiamo noi e non ha difficoltà di deglutizione.
è ancora allattato e di notte dorme. nessuna stereotipi o rigidità nelle routine. si ambienta bene nei luoghi nuovi (esempio vari alberghi al mare quest'estate).
ma non capiamo perché non riesca a parlare. potrebbe essere disprassia verbale come ha ipotizzato la logopedista? ma in questo caso è normale che prima riuscisse ad articolare alcune parole?
grazie per la disponibilità

Commenti

Avete ragione, se ci fosse una 'malattia' congenita, ce l'avrebbe sempre. Con qualche eccezione, come forse la sindrome di landau-kleffner che appunto ha come sintomo la regressione nel linguaggio. Si puo' escludere con un EEG nel sonno, sentite il pediatra. Per avere una valutazione più completa dello sviluppo mandatemi il questionario in colonna sinistra, con risposte attente e esaurienti. Il linguaggio fa parte dello sviluppo psichico e può essere influenzato da cambiamenti e aspetti ambientali.

QUESTIONARIO SULLO SVILUPPO PSICOMOTORIO SIMBOLICO-LINGUISTICO E RELAZIONALE

composizione familiare; madre 42 anni, padre 44

età del bambino/a (data di nascita)
09/08/2018
problemi in gravidanza: nessuno ma fecondazione assistita quindi progesterone per le prime 12 settimane

NASCITA
a che settimana 39
Parto cesareo programmato per problemi schiena miei (spondilolisi e distesi)
alla nascita : peso 3620, altezza 53 , circonferenza cranica (non ricordo ma nessuna segnalazione)
(eventuali curve di accrescimento epoche successive) è sempre stato al 90esimo percentuale per altezza e peso perché grande come bambino.
indice di Apgar: 1' 10
durata del ricovero in ospedale 3 giorni.
effettuato taglio frenulo lingua al primo giorno.

PRIMI MESI
allattamento: materno a richiesta senza difficoltà. ancora allattato per dormire
inizio pappine, minestrine, ecc : a 6 mesi svezzamento classico senza difficoltà
svezzamento (DISTACCO DAL SENO, o dal biberon, se allattamento artificiale). non ancora staccato dal seno anche se mangia quello che mangiamo noi.

ritmo sonno veglia nei primi mesi, orari, difficoltà: nei primi mesi poppava ogni ora e mezza, poi aumentato a 2-3 ore verso i 3 mesi.
è sempre stato un bimbo ad alto contatto fin dall'ospedale per cui si addormentava in braccio e si svegliava se messo nel lettino. quindi ha sempre dormito con me (co-sleeping)
persone che lo accudivano: madre e nonna
eventuale ritorno al lavoro della mamma: a 6 mesi del bambino con 12 ore settimanali. reazioni del bimbo buone perché stava con nonna materna

EPOCA SUCCESSIVA
alimentazione normale (mangia quello che mangiamo noi), sonno pomeridiano: dalle 14 alle 16, si addormenta con chiunque, se si addormenta con me, ciuccia 3 minuti e dorme. però se mi alzo dal letto dopo 10 minuti si sveglia.
di notte: si addormenta con seno alle 21. di notte ciuccia 3 volte (di più quando fa i denti). sveglia alle 8.
abitudini ( ciuccio, biberon, orsacchiotto, copertina, ecc) nessuna. tempo video: televisione, telefonini, tablet... fino al lockdown scorso niente tv perché non interessato. dal lockdown tanta tv e telefonino (4-5 ore al giorno) perché noi lavoravamo da casa.
adesso 2 ore al giorno (1 dopo pranzo e 1 dopo cena)

- SVILUPPO PSICO-MOTORIO:
dove veniva tenuto preferenzialmente dopo i primi mesi, da sveglio: in braccio, nel lettino, nel box, sul passeggino, sul tappeto, libero di muoversi ecc. : in fascia poiché non voleva stare in passeggino o culla oppure sul tappeto e libero di muoversi
seduto da solo a che età 5 mesi
primi spostamenti a che età e come: rotolando, strisciando, uso del girello : non ricordo l'età ma nella norma. non usato girello
primi passi da solo: a 11 mesi camminava appoggiato al divano o a qualcosa. a 13 camminava e correva da solo
capacità motorie attuali: corre, cammina, fa scale con piede alternato, si arrampica, fa capriole, salta.
motricità fine: mangia con forchetta finché non si stanca, maggior competenza con cucchiaino. impugna penna o colori.
controllo sfinterico (pipì e popò nel vasino/wc) a che età: non ancora provato

- SVILUPPO RELAZIONALE
RELAZIONE e COMUNICAZIONE nel primo anno di vita
primi sorrisi : primi sorrisi presto (non ricordo i mesi) ma già dai primi mesi.
curiosità verso oggetti e persone, attenzione,seguire con lo sguardo: curioso verso gli oggetti e le persone.
Modi di comunicare e richiamare l'attenzione: urletti
dopo l'anno ha presentato più timidezza verso gli estranei ma è sempre stato interessato alle relazioni sociali.
dopo l'esperienza dell'asilo a settembre, evita luoghi dove ci sono altri bimbi e piange se il luogo ricorda l'asilo. mostra paura con gli estranei (con alcuni addirittura piange se li vede o si nasconde gli occhi). con le figure conosciute mantiene l'interesse a relazionarsi.
Successivamente:
facilità a capirlo e interagire: facile a interagire nonostante non parli
facilità al pianto e facilità a consolarlo, coccolarlo, ecc : facile al pianto in alcune situazioni (paura abbandono tipo situazioni che ricordano l'asilo, o con alcuni estranei e appare inconsolabile). nelle altre situazioni facilità a consolarlo.
reazione di fronte a persone (diffidenza, paura, pianto...): diffidenza verso alcune, paura e pianto inconsolabile verso altre. se le persone le ha viste più volte (tipo commessi supermercato) socievole e saluta.
luoghi: nessun turbamento per luoghi differenti da casa, tranne quelli che ricordano asilo o studi medici dalla situazione dell'asilo (settembre)
modalità di accudimento: ansioso, apprensivo, preoccupato, tranquillo, sicuro : direi apprensivo visto la difficoltà ad averlo e l'aborto precedente

FIGURE PRINCIPALI cui è attaccato: mamma e papà, nonna materna e zia materna.
i bambino è abituato a vedere altri adulti, parenti, amici?.ora no causa situazione pandemica attuale. da marzo a giugno nessuno, poi in estate un pò di più. ora completo isolamento causa zona con forte indice covid

REAZIONI AL DISTACCO dai genitori: se va via cn la nonna o la zia nessun problema. Fa ciao con la mano e se ne va. inserimento al nido invece tragico: piangeva per un'ora intera e poi si addormentava in braccio alla maestra. ritirato quindi dal nido

INTERESSE E CURIOSITÀ VERSO LE PERSONE fino a settembre interessato tanto ai bimbi, ora no. poco interesse verso i bimbi.
verso gli adulti mantiene grande interesse verso le figure conosciute (nonna, compagno della nonna, zia)

CONDIVISIONE cerca di coinvolgere, condividere interessi, attività, stati d'animo? cerca l'attenzione delle altre persone, magari per farsi battere le mani, o dire bravo, ecc?
commenta e cerca di coinvolgere l'adulto nelle cose che vede ad esempio in tv o all'esterno (fa ohh indicando la cosa e si gira per guardare l'interlocutore e condividere ).
fa finta di cadere dalla moto e imita infortunio per far ridere ed essere guardato.

- SVILUPPO SIMBOLICO - LINGUISTICO
LINGUAGGIO (età di inizio dei vari punti indicati):
lallazione, gorgheggi: nella norma 8non ricordo il mese ma corretto come sviluppo)
prime parole: 16-18 mesi
due parole insieme : mai
uso del no e del si. con la testa presto. Attualmente per dire no dice ah facendo il gesto con la testa. per dire si dice eh facendo il gesto con la testa.
frase minima (verbo e sostantivo ).assente
capacità di dialogo: a parole ... senza parole... non parla, ma finge di parlare al telefono facendo versi vocalici. oppure anche con noi risponde con versi vocalici
INTERESSE E CURIOSITÀ PER GLI OGGETTI
USO DEI GIOCHI e degli oggetti ( gioco funzionale ....imitativo .....rappresentativo ), descrivete come usa giochi e oggetti.
gioco preferito è andare in moto elettrica. ultimamente passione per le ruspe e gioca scaricando e caricando camion. gioco di finzione facendo finta di cucinare. altri giochi: taglio cibo di legno, fa finta di aggiustare la moto. macchinine. passare dentro il tubo gioco. Palla. bici.
DISEGNO SPONTANEO
scarabocchio , linee, cerchi... omino-testone ... figure, casetta, ecc ...
fa linee e cerchi
ATTENZIONE nelle varie attività e interessi: lunga su cose che gli interessano.

COMPRENSIONE DELLE COSE E DELLE RICHIESTE fatto test di comprensione verbale Ping: comprensione parole nella norma, comprensione predicati: 26 mesi (due indietro)

COMUNICAZIONE DEI SUOI BISOGNI E DESIDERI: fa capire cosa vuole indicando o portando la persona dove vuole

UMORE

- COMPORTAMENTO
(tranquillo, iperattivo, capriccioso, ecc): tranquillo
adesione a regole, orari, limiti: buona adesione alle regole anche se a volte si impunta su delle cose e piange per due minuti se contrariato
obbedienza agli adulti : buona
reazione a divieti, frustrazioni : se non riesce a fare una cosa piange
capricci, bizze : niente di particolare
paure, fissazioni: niente in particolare

- SCOLARIZZAZIONE
asilo nido solo inserimento: buona adesione finché c'ero io, poi una tragedia. pianti per tutto il tempo

RAPPORTI SOCIALI, occasioni di incontri con altri, parenti, amicizie, ambiente extrafamiliare : molto limitate causa covid

- SITUAZIONE AMBIENTALE E FAMILIARE
nessun altro convivente.
giornata tipo: al mattino sta un paio d'ore con la nonna mentre io lavoro (attualmente in smart working). pranzo con me, pomeriggio con me e con papà
modalità educative :variabili,
orari di sonno, dove dorme, chi 'comanda': adulti o bimbo? ecc .....).........,orari di sonno normale, dorme nel lettone con me.
tempo video (cioè passato alla televisione, video-giochi, telefonino ecc) attualmente 2 ore, prima molto di più.

- EVENTI PARTICOLARI,
cambiamenti, trasferimenti, nascite, lutti, malattie di familiari, difficoltà, ecc.... situazione covid e chiusura
Visite mediche, ospedale, altro.: nulla

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Bene. Innanzitutto va detto che a 2 anni e 4 mesi è ancora non preoccupante che non abbia cominciato a parlare. L'età canonica di fioritura del linguaggio è intorno ai due anni e mezzo, ma come si sa ci sono i fiori che sbocciano tardi, naturalmente.
Però dall'insieme direi che il bambino è particolarmente sensibile all'estraneo e al distacco dall'ambiente familiare, perché appunto non ne ha avuto quasi esperienza, se non quella 'traumatica' e non 'digerita' del nido, che ora è rimasto come un fantasma minaccioso incombente. Forse c'è anche una certa apprensione dei genitori nel gestire questa fase, per cui si rischia un circolo vizioso. Questo è cominciato forse proprio col nido che, invece che essere una fase di avanzamento, ovviamente con una fatica iniziale inevitabile, è invece diventato quasi un tabù di cui il bambino ha paura, e resta ora quasi un luogo da evitare.
Anche il permanere a questa età di un rapporto molto fisico con la mamma (purtroppo reclamizzato da molte istituzioni, a mio avviso erroneamente), per il seno e per il dormire solo attaccato a lei, può essere nella mia esperienza un fattore di ritardo del linguaggio: in fondo la 'cultura' si è sviluppata dopo la cacciata dal 'paradiso terrestre', e molti bambini ricalcano il mito originario.
In realtà il bimbo sente che si sta avvicinando il distacco dalla mamma ma cerca di evitarlo e per così dire di fermare la crescita, come Peter Pan.
Per il resto il bambino mi sembra pienamente nella norma per sviluppo e comportamento.
Quindi mi sembra che ci sia solo da percorrere questa fase di distacco, gradualmente, cominciando dal seno, prima di giorno, poi anche di notte, e poi passando al dormire in un lettino da solo, prima in camera dei genitori poi in un'altra. E quando possibile, fra alcuni mesi, speriamo, affrontare di nuovo il passo del nido, gradualmente ma anche senza spaventarsi troppo delle reazioni del bambino, per aiutarlo a sopportare la 'fatica' di questo passaggio. Questo quando il bambino avrà raggiunto il distacco fisico dalla mamma in casa.
Non vedo necessità di altro, in particolare non occorre intervenire sul bambino, mentre forse ci vorrebbe un po' di sostegno ai genitori per affrontare questa fase e uscire dal circolo vizioso di paura e ansia.
Se credete si può cercare di seguire da qui l'evoluzione di questa fase.

Grazie mille, faccio tesoro di tutto ciò che mi ha detto e cerco di attuare fin da subito i suoi consigli. Sicuramente c’e Una parte emotiva di insicurezza molto importante.
Vorrei però che mi togliesse questo dubbio che mi ha messo la logopedista (che ha visto una volta) sulla disprassia.
Lui ha una grande volontà comunicativa; non sta zitto tutto il tempo, bensì interagisce commentando eventi in tv o della quotidianità però fa solo suoni vocalici.
Finge di parlare al telefono urlando “ahhhhh” in un lungo discorso che sembra quasi un dialogo.
Se facciamo i versi degli animali il leone lo fa correttamente perché fa “ahhh”, mentre la mucca a volte dice “mmm” e a volte “muuu”. Se chiedo la pecora non riesce a dire “ne”, fa un altro suono.
Inoltre non riesce a tirar fuori la lingua tipo per leccare e spesso sta contratto con la mandibola.

La disprassia va di moda fra molte logopediste e psicomotriciste e altre 'iste' varie, che sembra abbiano bisogno di trovare 'malattie' in tutti i bambini. Ma e' una malattia inventata, che non ha basi mediche. Purtroppo sono persone che non hanno una preparazione adeguata per vedere tutti i fattori dello sviluppo del linguaggio, che e' la funzione mentale più complessa ed evoluta dello sviluppo cerebrale e mentale. Cerchi di non farsi intrappolare.

Grazie mille!
Questa sua opinione mi solleva. Le faccio sapere i progressi!
Grazie ancora e buone feste

Buongiorno dottore, mi sono permessa di inviarle tre video.

Nel primo video si vede il gioco e l’interazione con Noi (dove è sul letto col palloncino guarda di lato perché si specchia).
Un altro video sulla modifica del linguaggio.
Un terzo video di varie situazioni.

Siamo stati dalla foniatra ieri e ovviamente lui non è stato collaborativo (le ho già detto che è sempre stato timido con sconosciuti e dopo l’inserimento andato male all’asilo ora piange in posti nuovi che ricordano situazioni simili). Fatto sta che ha pianto per un po’ durante la seduta e poi non ha voluto indicare le figure che lei proponeva .

Abbiamo mostrato i video di come è a casa anche a lei che ha commentato che in studio ci si fa un’impressione diversa e ci ha raccomandato di farli vedere al neuropsichiatra alla prima visita che ci farà.

Ci ha consigliato per accelerare i tempi della visita di cambiare la dicitura nell’impegnativa da “dist del linguaggio” a sospetto spettro autistico oppure disturbo della comunicazione.

Beh non mi pare tanto corretta la cosa.

Le chiedo se lei vedendo i video nota qualcosa che io da mamma non vedo, riferito allo spettro autistico.

A me non sembra, un certo occhio clinico lo dovrei avere essendo Psicoterapeuta ma dopo la visita di ieri mi è venuta l’ansia. Non le dico che ora stiamo cadendo nell’angoscia e non siamo più obiettivi. Ogni minimo movimento che fa lo analizziamo per vedere segnali in un senso o nell’altro. E così non va bene.
Spero che Lei riesca a darci un’opinione.

Grazie mille

Ho visto i filmati, montati insieme variamente. Si vede un bambino che risponde a tutte le comunicazioni e le richieste, ma non dice quasi parole, e si esprime con un mugolio, mi sembra. Lasci perdere l'autismo, non si faccia intrappolare ( per evitare la trappola legga il mio libro La Bolla dell'Autismo, lo trova in internet anche e-book,: se si conoscono ci si difende meglio...).
Rilegga la mia prima risposta e lasciate il bambino crescere con i suoi tempi. Non si può insegnare a parlare e a crescere, ma si possono togliere di mezzo ostacoli e impedimenti.

Grazie mille!
Si sì ho ben presente la sua prima mail e mi sto già attivando per togliere poppate (consolatorie) del giorno. Abbiamo iniziato oggi pomeriggio e per il momento io tengo duro! Conto di togliere anche quelle della notte a breve.
Grazie mille e buon Natale

Tanto più se è una psicoterapeuta e state per andare in ansia vi ripeto di leggere il mio libro, che riunisce scritti pubblicati in queste pagine negli ultimi anni... Forse siete ancora in tempo ad evitare il 'tunnel dell'autismo'...

Si sì grazie!
Ho appena controllato per il libro. Arriva per il 2 gennaio...
Seguo alla lettera le sue indicazioni e Le dico che già le sue parole hanno cambiato il nostro atteggiamento. Cerchiamo di non cadere nel tunnel!
Grazie

Buongiorno dottore, libro arrivato e letto tutto in un pomeriggio!

Le scrivo per informarla che stiamo seguendo le sue indicazioni. Ho tolto completamente il seno durante il giorno ; ora manca la notte.
Abbiamo fatto 4 incontri di psicomotricità più per far provare al bimbo l’incontro con adulto estraneo.
Ora con la psicomotricista è a suo agio, ci va volentieri e gioca con lei.
In queste settimane abbiamo notato una ripresa della lallazione, ma non sappiamo se sia un buon segno (almeno dice bababa o mamama) oppure no (è tipica di bambini piccoli).
Lei che dice?

Perchè non dovrebbe essere un buon segno? Qualcosa evidentemente si muove , e non all'indietro. Anche chi ricomincia a camminare dopo un trauma all'inizio è incerto, come se dovesse ricominciare da capo...
Vediamo fra qualche tempo. Siete presenti anche voi alle sedute di psicomotricità? Io lo consiglio.

Si si sono presente io perché avevamo il problema della paura dell’estraneo x cui ho concordato la presenza del genitore. Inoltre ci da indicazioni su come giocare con lui e su altri aspetti.
Grazie per il suo parere. Speriamo in miglioramenti

Se volete possiamo fare una seduta di osservazione via Skype o whatsapp, per vedere voi e bimbo insieme ...

Certo!
Mi dica lei come dobbiamo fare

Le istruzioni, le modalità, il costo sulla pagina dei consulti privati
Se vi interessa scrivetemi un'email facendo riferimento a questo blog.

Buonasera dottore, le scrivo ancora in attesa della seduta di osservazione perché siamo in preda all’ansia.
Oggi ci hanno contattato per la visita dal neuropsichiatra dell’asl che avremo giovedì (pensavamo di dover aspettare mesi in realtà) e quindi la psicomotricista ci ha rilasciato una sua relazione, che leggendola ci ha raggelati.
Sottolinea che il bimbo nella relazione non mantiene lo sguardo con lei (è vero, lo fa solo nei giochi di movimento) e che presenta altre difficoltà.
Guardi non riusciamo nemmeno a connettere, non sappiamo nemmeno se fare la visita giovedì e cosa aspettarci con una relazione del genere.
Con noi il bimbo guarda sempre negli occhi, ma proprio sempre.
Le allego qui sotto la relazione, nella speranza che lei possa sollevarci da questa angoscia che ci sia qualcosa di grave.
Grazie

Data dell'osservazione: Dicembre 2020 e Gennaio 2021
Età cronologica: 2 anni, 5 mesi
Xx è giunto alla mia osservazione su richiesta dei genitori. A preoccupare i genitori è soprattutto un ritardo del linguaggio. Ad Ottobre, inoltre, ha iniziato l'inserimento in un asilo nido, che non è stato completato in quanto Xx ha dimostrato difficoltà nella separazionedalla mamma ed è stato ritirato. La valutazione logopedica non è stata possibile vista la scarsa collaborazione del bambino. A Dicembre 2020 abbiamo quindi iniziato delle sedute di osservazione neuropsicomotoria (per un totale, ad oggi, di 5 incontri).
Anamnesi: Nato a termine senza complicanze da gravidanza avuta con fecondazione assistita. I genitori riferiscono che Xx ha sempre gradito e ricercato il contatto fisico con loro e fin da neonato è stato molto tranquillo e gestibile. I genitori inoltre riportano che fino a febbraio 2020 Xx diceva circa 10 parole e che poi si è verificata una regressione del linguaggio.
Area senso-motoria: Nel corso di questi 5 incontri il comportamento di Xx si è modificato molto. Inizialmente infatti il bambino dimostrava una resistenza ad interagire con la terapista e con il nuovo ambiente, rimanendo sempre in braccio alla mamma. Nel corso degli incontri Xx ha iniziato ad esplorare l'ambiente e gli oggetti e ad interagire con la terapista, accettando anche il contatto fisico. Dal punto di vista sensoriale Xx dimostra di apprezzare dondolii e scivolamenti attivi (il movimento passivo da parte della terapista non sempre viene tollerato). Nelle ultime sedute ha dimostrato di essere attivo e dinamico, cerca di arrampicarsi sui cubi e di saltare anche se il movimento non è ancora sicuro e fluido (ha bisogno che l'adulto gli stia vicino per garantirgli maggiore equilibrio). Rispetto alla motricità fine la presa degli oggetti è globale ma su richiesta dimostra di saper singolarizzare l'uso dell'indice (ad esempio per
scoppiare le bolle di sapone).
Gioco: I ritmi di gioco sono molto veloci, Xx tende a passare da un'attività all'altra senza concludere ciò che inizia. I genitori riferiscono che a casa, con i mezzi di trasporto (che al momento sono il suo interesse principale) il bambino rimane fecalizzato su quell'attività per molto tempo, senza distrarsi. Il gioco di XX è perlopiù sensomotorio e solitario, spesso cerca e richiede la presenza della mamma vicino a lui (rivolgendosi verso di lei o andando a prendere la sua mano), ma di fatto è lei a coinvolgerlo nel gioco e non viceversa. Spesso durante il gioco si rivolge verso la mamma per condividere i momenti di forte emozione (eccitazione o frustrazione). Nel gioco Xx ripete sequenzegià sperimentate in precedenza (es: buttare giù la torre), le variazioni vengono introdotte dall'adulto e non sempre vengono da lui accettate. Siosserva inoltre una scarsa tolleranza alla frustrazione (se non riesce a fare qualcosa o se non ottiene subito quello che vuole piange e contrariato va verso la mamma). Il bambino inoltre si ricorda i giochi che abbiamo fatto nelle sedute precedenti e li ripropone.
Area comunicativo-relazionale: II bambino necessita di tempo per adattarsi alle nuove situazioni, visto anche il particolare attaccamento nei confronti della mamma. Anche quando XX è a proprio agio fatica a mettersi in relazione con l'altro (genitore o terapista): l'attenzione e l'intenzionalità condivise non sempre
sono adeguate nell'interazione, spesso lo sguardo è sfuggente (rivolto verso il basso o verso l'oggetto) ed agganciabile solo con facilitazione e per breve tempo. I genitori riportano la presenza del pointing richiestivo e dichiarativo, anche se soprattutto quest'ultimo non è ancora consolidato (talvolta indica l'oggetto senza guardare l'altro, oppure prende l'adulto per mano conducendolo davanti a ciò che desidera). Se gli viene presentata una scelta binaria d'istinto cerca di prendere (senza indicare) uno o entrambi gli oggetti proposti (questo se gli oggetti sono posti vicino a lui, se sono lontani il pointing viene utilizzato più spesso). I tempi di attesa sono ridotti e non è presente la turnazione nel gioco. Di fronte a semplici richieste da parte dell'adulto non sempre è collaborante. A volte, inoltre, sembra non sentire quello che gli viene detto e c'è la necessità di ripetere più volte la richiesta.
Dal punto di vista linguistico attualmente Xx emette dei vocalizzi, anche a scopo comunicativo (quando è felice, arrabbiato o quando sembra voler dire qualcosa e si rivolge verso l'adulto). Comprende semplici frasi/richieste e a semplici domande risponde facendo sì e no con la testa.
CONCLUSIONI:
Viste le difficoltà del bambino in particolare riguardanti l'area comunicatico-relazionale si consiglia:
• l'effettuazione di unavisita Neuropsichiatrica Infantile;
• il proseguimento della Terapia Neuropsicomotoria per lavorare in particolare su reciprocità/condivisione nel gioco, aumento dei tempi di attesa ed attenzione ed aumento della tolleranza alla frustrazione.

Dunque, dopo l'osservazione videotelefonica posso confermarvi che il vostro bimbo non ha alcun 'disturbo', o malattia, o handicap mentale, soltanto non ha ancora cominciato a parlare, ma per il resto ha assolutamente tutte le capacità adeguate alla sua età. Quello che è in ballo in questo momento è il distacco dalle figure familiari per imparare a stare anche in posti estranei e con persone estranee, di cui i genitori si fidano, ma lui ancora no, come all'asilo. Per così dire è a metà del guado, ha lasciato la sponda sicura dell'ambiente esclusivamente familiare, dei bambini piccoli, ma non è ancora arrivato alla sponda del mondo esterno, fuori della famiglia, dove i bambini imparano a vivere nella società, nei modi adatti e trovano sicurezza anche lì. Anche nel rapporto con la mamma è a metà del guado: non ha più il seno di giorno ma ce lo ha ancora la notte, e lo chiede più volte. E questo è un comportamento da bambino piccolo, neonato infante ( guarda caso vuol dire 'non-parla'), invece che da bambino nel terzo anno lanciato alla conquista del mondo... E in mezzo al guado si sta male, è il posto più scomodo. Vediamo di completare la traversata e vediamo come si va avanti. Non farei altro e baderei solo a tranquillizzare l'ambiente e recuperare la calma.

Grazie infinite per la disponibilità.
Siamo molto più sereni. A presto le manderemo gli sviluppi

Buonasera dottore,
Le scrivo per dirle che come da lei suggerito abbiamo tolto il seno ormai da 10 giorni. Non ci sono stati particolari problemi e il bimbo è stato molto bravo e in una sera abbiamo chiuso la questione.
Sul versante linguaggio nessuna novità se non che ha detto “tetta” un paio di volte da quando non allatto più e “zia” una volta.
Lo abbiamo iscritto a un laboratorio di musico terapia per dargli la possibilità di vedere altri bimbi e superare la diffidenza verso gli estranei.Per il resto attendiamo.

Bene. Vi consiglierei di fare quello che descrivo nella pagina intitolata 'guardami giocare'. E vediamo i prossimi tempi. Non essendoci una malattia non farei nessuna 'terapia', nemmeno musicale.

Si sì il gioco libero come ci ha consigliato già lo facciamo.
Il gruppo di musico espressiva in realtà lo facciamo perché è l’unica occasione che ha di vedere altri bimbi. Non so quanto ci sia di terapia visto che passano l’ora a battere sui tamburi e a correre... ma almeno socializza

E allora chiamiamola esperienza musicale di gruppo, che è molto meglio e anche meno truffaldino. Tutto quello che uno fa volentieri fa bene, senza scomodare le 'terapie', che per lo più sono fasulle. Ma non ci sono vicino a voi giardini pubblici con altri bimbi?

Eh anche io nutro dei dubbi sulla valenza terapeutica. Ma poco importa, basta che socializzi.
Purtroppo non ci sono giardini pubblici aperti. Ne abbiamo 10 nel nostro paese, tutti chiusi (con le giostre con i sigilli!!!!) causa misure anti covid.
Perfino la biblioteca dei piccoli è chiusa.
Era l’unico modo per farlo incontrare con altri bimbi

Buongiorno dottore, volevo aggiornarla sul mio bimbo.
Al momento vista la possibilità di uscire e frequentare giardini e quindi altri bimbi, ha recuperato la sfera relazionale. Non ha più paura degli estranei e gioca felice con gli altri bimbi o anche con i genitori che conosce.
Dal punto di vista del linguaggio Nessun miglioramento. Ancora non parla e ad agosto farà 3 anni.
Abbiamo fatto la valutazione logopedica di cui ancora dobbiamo avere la relazione ma già la logopedista ci ha detto che per completezza dovremo fare esame udito (anche se secondo lei ci sente benissimo) e valutazione neuropsichiatrica. Perché sostiene che se fosse stato ritardo del linguaggio sarebbe già partito a parlare. In più ha notato che nel gioco non gradisce interferenze. Cioè mentre giocava da lei, lui aveva in testa uno scenario di gioco simbolico e non voleva che lei cambiasse questo scenario.
Me lo ha detto come se fosse una cosa di cui preoccuparsi e a dir il vero mi son anche un po’ alterata perche francamente mi sembra un voler trovare qualcosa per forza.
Mio figlio ha passato un anno e mezzo in lock down a casa isolato a giocar da solo. Trovo normale che sia abituato a dirigere il gioco.
Tra l’altro al parco con gli altri bimbi è adeguato nell’interazione e nei giochi.
Inoltre ravvisa un problema nell’attaccamento perché il bimbo fa fatica a staccarsi da me o dalle figure di accudimento. Cioè non rimane da solo con lei nella stanza.
Vorrei comunque evidenziare che ha avuto si un periodo, a seguito del fallito inserimento all’asilo, in cui era molto timoroso ma ora esplora l’ambiente tranquillamente, anche se è un ambiente nuovo.
Ora non so se far fare sta benedetta visita neuropsichiatrica oppure come mi aveva consigliato il pediatra due mesi fa di non portarlo da nessuna parte e aspettare l’inserimento all’asilo.
La ringrazio per la disponibilità

Bene. Sembra confermare che il rallentamento dello sviluppo era dovuto a cause esterne, chiusura da covid, ecc.
Forse faceva meglio a dar retta al pediatra. Le logopediste non hanno la competenza e l'autorizzazione a fare una valutazione dello sviluppo di un bambino, se non per aspetti tecnici del linguaggio, difetti di pronuncia, ecc, perciò devono chiedere una valutazione del npi. Non possono prendersi responsabilità, ma spesso dicono un sacco di cavolate, come tutte quelle che ha detto, per darsi aria da esperte. Anche i pediatri spesso non si prendono responsabilità e mandano subito dal npi. Ma di questi tempi il rischio di finire nel 'tunnel dell'autismo' è alta, perciò aspetterei.
Ci sono bambini che, senza altri problemi, parlano dopo i tre o anche quattro e più anni...
Comunque verso i tre anni ai bambini con problemi di linguaggio è indicato fare un EEG nel sonno spontaneo per escludere una forma di afasia che si può vedere solo con quest'esame, e va curata eventualmente con medicine. Ma è molto rara, si fa solo per scrupolo. Si può fare facilmente a livello ambulatoriale, da molte parti, con qualche accorgimento per fare addormentare il bambino in braccio alla mamma subito prima dell'esame, magari nel pomeriggio, dopo mangiato, avendolo svegliato molto presto la mattina... Ma si può rimandare a dopo l'estate, direi.
Per il resto se volete fra qualche mese ci possiamo rivedere per videotelefono.

Certo grazie mille. Aspettiamo l’inizio dell’asilo per vedere se ci sono sviluppi e la contattiamo per la videochiamata

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AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.