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secondo la npi ha un disturbo dello spettro autistico

CONSULTI PER BAMBINI ADOLESCENTI E FAMIGLIE

Buonasera,

siamo i genitori di F. Scriviamo perché vorremmo chiederle un consulto.

F ha 3 anni e 8 mesi. E’ sempre stato un bambino molto allegro e socievole, molto curioso per ciò che lo circondava. Ha iniziato presto a muovere i primi passi e le prime paroline (intorno ai 2 anni aveva un vocabolario di circa 70 paroline, compresi i versi degli animali) e piccole frasi da 2/3 parole. Gli è sempre piaciuto giocare con le macchinine da guidare, la palla e i libri sonori da sfogliare e farsi leggere le storie da noi. Gli piace correre, arrampicarsi, saltare, correre libero al parco, fare l’altalena, lo scivolo, e si diverte tanto al mare in acqua e con la sabbia. Imitava le nostre telefonate come gioco, passa l’aspirapolvere e la scopa, porta e sistema i suoi cuscini sulla sedia al momento di mangiare.

Ha iniziato ad andare al nido a 18 mesi, frequentando solo fino al pranzetto. L’ingresso al nido è stato traumatico, con quotidiani pianti al momento di accompagnarlo. Al nido svolgeva comunque tante attività, come la ginnastica, ripeteva gli esercizi a casa, e gli piaceva stare in compagnia degli altri bambini.

A 2 anni e 3 mesi è nato il fratellino. La sua reazione è stata un pianto disperato in ospedale. Quando il fratellino è stato portato a casa si è mostrato incuriosito per i primi mesi, poi è passato all’indifferenza.

Quando il fratellino ha iniziato ad interagire con noi sono iniziate le prime gelosie. Nel frattempo aveva cambiato asilo nido, nel quale si è trovato bene da subito. La permanenza in questo era più lunga (8 ore circa) . Dopo qualche mese di frequentazione abbiamo notato un cambiamento : ha iniziato a non parlare più, ad essere più triste e nervoso con noi e con il fratellino (morsi e graffi). Questo cambiamento ci è stato fatto notare anche dalle insegnanti che fino ad allora lo avevano sempre definito un bambino molto buono. A febbraio aveva imparato a fare i bisogni nel vaso con il riduttore. La mancata collaborazione da parte dell’asilo (giustificato col fatto che loro toglievano il panno all’inizio dell’estate) ,ha fatto si che dopo 10 giorni abbia perso tale abilità. L’ultimo periodo dell’asilo era molto impaurito, quando veniva ripreso in casa si proteggeva con le mani. Un giorno, alla semplice richiesta se si fosse divertito all’asilo, ha iniziato a piangere disperato. Non sappiamo se possa essere successo qualcosa li. E’ regredito molto, imita in tutto e per tutto il fratellino (dito in bocca, mai fatto prima, versi).

Continua ad essere un bambino molto allegro e vivace, corre in continuazione. Il suo nervoso è peggiorato, spesso si sfoga mordendo giocattoli di gomma o oggetti di plastica, e ogni tanto fa scenate di gelosia al momento dei pasti con pianto. Ora dice solo qualche parolina. Spesso è difficile da gestire, e riceve diversi no. E’ abbastanza oppositivo e ci “sfida”.

Preoccupati del protrarsi della situazione, dietro consiglio della pediatra che fino ad allora non aveva riscontrato nessuna anomalia ed ha sempre sostenuto che fossero due grossi traumi l’arrivo del fratellino e l’asilo, abbiamo fatto una visita da una neuropsichiatra. In mezz’ora ha osservato F, nel mentre parlava con la mamma e prendeva appunti. Alla fine della visita ha precisato che non era una diagnosi, che occorreva fare altri controlli, però secondo il suo parere F. ha un disturbo dello spettro autistico.

Alla maggior parte delle domande che lei ha posto le risposte erano negative: F non allinea oggetti, anzi è molto disordinato, non ha attacchi isterici senza motivo, non si isola ma preferisce stare in compagnia. E’ sempre alla ricerca di coccole, da confidenza subito alle persone, gradisce la compagnia di amici e parenti, non dondola come movimento ripetitivo ma solamente con la musica per ballare con noi. E’ molto affettuoso, ci abbraccia in continuazione e bacia, gli piace fare il bagnetto e non ha paura dei rumori. Ci guarda dritto negli occhi. L’unica cosa che ha fatto nello studio della dottoressa è stato correre da una parte all’altra e frugare. Quando è contento o quando corre, certe volte, fa movimenti che fanno pensare allo sfarfallio delle mani e agita degli oggetti, e quando era più piccolo qualche volta ha camminato in punta di piedi.

Secondo lei non faceva nessun gioco funzionale (nel suo studio non c’erano giochi) e non rispondeva alla chiamata, preciso che F. risponde sempre al suo nome anche quando si trova dall’altra parte della casa arriva di corsa quando si tratta di qualcosa che gli interessa (bere il latte, mangiare, proporgli di ascoltare le canzoncine) non risponde solo quando è intento a fare altro (frugare in casa).

Non capiamo come in un arco di tempo così ristretto si possa ipotizzare una cosa del genere.

Fortunatamente abbiamo trovato il suo sito e deciso di acquistare il suo libro che ci ha dato la speranza che ci possano essere altre spiegazioni.

Le inoltriamo qualche foto e video di F in diversi periodi.

Confidando in una sua risposta porgiamo i nostri cordiali saluti.

Commenti

Come avete letto sul sito e sul mio libro non ritengo utile occuparmi della diagnosi di autismo o spettro autistico, ma cercare di capire meglio l'evoluzione del bambino , le sue difficoltà e i possibili fattori in gioco.
Visto che voi riferite una regressione anche del linguaggio, la prima cosa da fare è un EEG nel sonno per escludere la sindrome di Landau Kleffner, un tipo di epilessia che ha come sintomo appunto una regressione del linguaggio nei primissimi anni, e si può vedere solo con l'EEG nel sonno spontaneo. E' una malattia molto rara, ma è prudente escluderla. E' un esame che nei laboratori EEG per bambini viene fatto comunemente, senza ricovero, di solito nel pomeriggio, svegliando presto il bambino la mattina in modo che cada addormentato in braccio alla mamma nell'attesa dell'esame, che viene fatto con una cuffietta in testa, senza alcun male al bambino. La durata è di circa mezz'ora.
Purtroppo i questo periodo molti specialisti invece che cercare di capire le eventuali difficoltà di sviluppo di un bambino, mirano soltanto a stabilire una diagnosi di disturbo dello spettro autistico e basta, senza approfondire tutti i possibili fattori che possono disturbare lo sviluppo di un bambino. Era stata più pratica la pediatra che aveva colto gli aspetti traumatici dell'andata al nido e poi dell'arrivo del fratellino, ma poi forse non ha voluto prendersi responsabilità ( oggi vige la medicina difensiva, e i medici devono pensare a cautelarsi da richieste di danni...).

A parte ciò le notizie che mi date non sono sufficienti a capire bene la situazione e gli eventuali altri fattori possibili in gioco nell'apparente regressione o rallentamento dello sviluppo del bambino. Anche i filmati sono troppo brevi e non sono sufficienti.
Vi proporrei di approfondire la valutazione, sempre online, cercando di mettere a fuoco di più la vostra organizzazione familiare e l'evoluzione , sia prima che dopo l'arrivo del fratellino, ripensandoci per valutare altri possibili aspetti critici. Ad esempio il dormire spesso dai nonni, lui solo, non con il fratellino, può essere un aspetto critico. Inoltre ora penso abbia cominciato la scuola materna: ci sta andando, come ha reagito in questi primi mesi? Mandatemi se volete anche altri filmati, un po' più lunghi, circa un minuto, del bambino insieme a un genitore o al fratellino, magari anche dai nonni.

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AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.