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Legame con gli oggetti bambine 9 anni

CONSULTI PER BAMBINI ADOLESCENTI E FAMIGLIE

Buonasera, ho due gemelle di quasi 9 anni, in passato ci siamo incontrati per problemi di linguaggio, la logopedista diceva che una delle due bimbe avesse la disprassia. Ora a distanza di tanti anni, sono qui a chiederle un parere su un compartimento al quanto bizzarro. Sono due bambine estremamente viziate, non lo nego ed è tutta colpa di noi genitori. Hanno sempre ottenuto tutto quello che volevano. Spesso e volentieri i no sono mancati! Faccio questa premessa, perché magari fa parte del problema. Hanno in comune una particolarità, che da mamma mi ha sempre dato orgoglio e ora non so se anche questo fa parte del problema. Dall'età di 2 anni, abbiamo notato la loro particolare abilità nell'utilizzo della manualità fine. Hanno iniziato a camminare a 18 mesi, a parlare a tre anni passati, in compenso sapevano già disegnare molto bene. Ho un video che mostra una delle due a 2 anni e mezzo disegnare il prato, l'albero con le mele e il sole. Con il passare del tempo, quindi già dai 4 anni, sono passati a tralasciare il disegno per la progettazione, a costruire di tutto, facendo oggetti anche molto complessi con il solo ausilio di carta, scotch e forbici. Oggi hanno 9 anni e continuano nel loro interesse, i colloqui con le maestre sono incentrati su questo argomento piuttosto sul leggere e scrivere. La loro maestra d'asilo ogni giorno mi ripeteva di coltivare questa loro dote. La logopedista ha persino fatto una ricerca su qualche illustre inventrice per vedere se aveva un passato come loro. Ecco io da mamma ero solo che felice, ero già con la mente all'università... La loro stanza dei giochi, un macello, carta ovunque, pupazzetti, case e oggetti vari creati da loro, non si poteva entrare, ma le ho lasciate fare... Finché un gg... Nella loro stanza, quella dove dormono, dietro alla scaletta, ho trovato confezioni vuote di merendine, yogurt, vaschette del ketchup, cartellini dei vestiti, tutto lì, una discarica! Mi sono sentita morire. Loro hanno sempre conservato i rotoli carta igienica, ma ero d'accordo, ci facevano i lavoretti, ma il resto? Non posso neanche dire che hanno mangiato e poi la carta invece di buttarla l'hanno lasciata lì, perché queste cose le hanno prese dal cestino in casa. Il taglio delle unghie per es, per tagliarle uso un fazzolettino da mettere sotto alla mano, per non far cadere le unghie in terra. Ho avuto un dubbio, ho osservato la bambina, ha buttato tutto, poi con una scusa è tornata, ha ripreso il fazzoletto e lo ha nascosto. Stessa cosa per i capelli, non li vuole tagliare perché non vuole lasciarli. Adesso addirittura la carta igienica, si è dimenticata di scaricare, e ho visto che la carta nel water non c'era, ho sorvolato. La seconda volta uguale, ma questa volta era andata di corpo, quindi mi è sembrato ancora più strano non trovare la carta. Allora sono andata dietro la scaletta e ho trovata la cartigenica tutta appallotolata. L'ho aperta e fortunatamente era pulita. La bimba che fa questo quando viene ripresa mi guarda e mi parla con aria ostile ma poi alla fine getta tutto senza dire una parola. Mentre l'altra che non ha questa mania si dispera, perché le dispiace. Adesso hanno la mania di raccogliere sassi in spiaggia e per andare via è una guerra. Ho paura, tanta paura. Ho una sorella che ha la schizofrenia, e non le nego, soprattutto quando vedo questi atteggiamenti di essere in apprensione. Che ne pensa a riguardo? Grazie.

Commenti

(Alcuni anni fa scriveva così: "tende a raccogliere tutto quello che trova, sassi, erba, mi ritorna a casa con le tasche del grembiule pieno di robaccia. Se per strada vede un sassolino deve essere il suo, altrimenti una tragedia. Conserva tutto, persino il capello che le cade. "
Quindi è un comportamento di vecchia data, sembrerebbe.
Le preoccupazioni di un tempo, autismo, disprassia, sembrano passate, quindi.
Si tratta della stessa bambina?
E per il resto come va, in generale, sia in casa che fuori?
Mi aggiorni un po' sull'evoluzione di tutta la situazione.

No è l'altra questa volta, anche se un pochino lo fa anche lei ma non come all'asilo. Tanto che ultimamente difronte a questo comportamento le dico che all'epoca la maestra le diceva che aveva la sindrome della barbona. Ma lei stenta a ricordare l'accaduto. Cmq la bimba protagonista in misura "maggiore" questa volta, in casa è la più buona, quella con il carattere più mansueto diciamo, rispetto all'altra invece che ha un carattere più determinato e sicuro di sé. Non amano uscire, infatti per loro il lock down non è stato un problema, anzi... Questo perché la casa è il loro mondo, perché asseriscono di essere nate per costruire, e solo dentro casa possono farlo, fuori non hanno il materiale. Quindi una volta uscite è un continuo quando andiamo a casa... Fanno piscina e a loro piace entrambe. Poi facevano un laboratorio d'arte, sono due bambine molto educate, a scuola non hanno mai dato problemi, ma trattavano male l'insegnante del laboratorio, riprendendola in continuazione su come usava il materiale. Le sto parlando al plurale perché pressapoco il comportamento è lo stesso. Vivono molto in simbiosi cmq, la loro migliore amica è l'altra. Al mare hanno fatto amicizia con altre bimbe, ed erano entusiaste, però alla fine si ritrovano a giocare sempre insieme. La bimba se la sorella sta male va tranquillamente ovunque, scuola, piscina, ecc... L'altra invece no, fa i capricci, ma alla fine va cmq. Quello che più mi dispiace è che mi nasconda le cose. I sassi raccolti in spiaggia non potendoli portare a casa lì hanno seppelliti vicino all'ombrellone, per poi poterlo ritrovare. Lei invece è andata oltre, ha nascosto alcuni sassi nel costume. Le ho detto di non farlo più, invece ha continuato. Sinceramente non so più cosa fare.

Mi sembra quindi un segno di disagio, di difficoltà della bimba. Nei gemelli si crea spesso una situazione di 'simbiosi', come dice Lei, di dipendenza reciproca, in cui però una delle due è dominante, estroversa e l'altra introversa ne patisce nello sviluppo della sua personalità. Se ne vedono degli esempi in alcuni casi famosi, mi viene in mente quello delle gemelle Levi Montalcini, una scienziata conosciuta, accademica, senatrice a vita, l'altra forse un po' nell'ombra. Molti consigliano di offrire occasioni di spazi separati, a scuola, nelle attività, in modo da lasciar seguire e sviluppare i propri interessi in maniera differenziata, indipendente e diminuire la dipendenza reciproca, che crescendo può diventare un ostacolo.
Non è quindi tanto sul 'sintomo' in sè - la 'sindrome della barbona' è una buona denominazione - che bisogna concentrarsi, quanto sulla libertà di sviluppo della personalità di entrambe. Quanto ai fantasmi della schizofrenia, credo che bisogna cercare di tenerli a bada, forse Lei signora se li porta dietro dalla sua famiglia originaria, per l'esperienza che ha fatto. Può darsi che non siano abbastanza tenuti a bada e disturbino anche la sua esperienza attuale della sua nuova famiglia, riflettendosi sulla situazione familiare. Eventualmente dovrebbe forse cercare di elaborarli ( sensi di colpa?, ecc.), forse con l'aiuto di qualcuno, se è il caso.

Oggi nel pomeriggio ho osservato la bambina che andava al bagno e che subito dopo si è chiusa in camera, ho cercato di percepire i rumori di sottofondo e mi sono accorta che aveva aperto un'anta o un cassetto. A distanza di parecchio tempo sono andata a cercare e nei cassetti sotto al letto ho trovato carta igienica arrotolata e diversi tovaglioli con all'interno i resti di un dolce al cacao oramai ammuffito. L'ho chiamata e abbiamo parlato, cercava di trovare diverse scuse, ma sapevo che erano solo tali, a quanto pare neanche la sorella ne era a conoscenza. Nel pomeriggio siamo usciti, ha chiesto del materiale per costruire un peluche tra cui due gomitoli di lana. In serata ho chiesto alla bimba di buttare ciò che avevo trovato nel pomeriggio, anche se una parte ha cercato di nasconderla, capendo che non riusciva a fregarmi ha gettato tutto. Il problema è sorto dopo, i due gomitoli di lana hanno il pezzo di carta intorno. Ho chiesto alla bimba di gettarlo e lo ha fatto, quando l'ho chiesto all'altra è successo il finimondo, tra pianti e urla. Mi sono pure detta che era assurdo che "l'altra" non avesse detto nulla mentre lei no. E invece ho parlato troppo presto, perché ha iniziato a piangere anche lei e a confessare... Non vuole buttare le cose perché queste muoiono e poi vanno in paradiso e quindi non li rivedrebbe più. Lei aveva creato dei pupazzetti, una famiglia, composta da 10 figli. A lei sembravano vivi, perché ci giocava, li faceva parlare. Circa due settimane fa mentre giocava con tutti i pupazzetti, uno nella sua mente le ha detto basta, ha sentito chiaramente questa parola, e si è spaventata. Però da lì ha capito che non doveva più uccidere nessuno degli oggetti, cosa per cui ora conserva tutto. Anche se ragionando lo fa insieme alla sorella da molto più tempo, ricordo i tappi delle bottiglie nello zaino o quando temperavano le matite, trovavo il tutto nell'astuccio. Poi se ne è uscita fuori dicendo che a sei anni aveva visto una bolla di ossigeno sulla spalla. Entrambe poi mi hanno detto che dopo poco che ci siamo trasferite in questa casa, un anno fa, è sparito un loro pupazzetto Lulu, che aveva una ferita sul piede e ne era disperate. Ho detto loro di rifarlo, ma non possono perché non lo ricordano bene. Poi ho chiesto quando è iniziato il loro attaccamento alle cose, mi hanno risposto da quando non hanno più i lego friends. Mio marito con la scusa del trasloco li ha buttato e di tutti i giocattoli e sono tanti che abbiamo dato via, loro si sono accorte solo di quelli e ne hanno sofferto. Io non so più che fare e pensare, all'inizio mi sembrava una cosa normale, e ho lasciato fare, sicuramente sbagliando. A casa vecchia le bambine non riuscivano a dormire in cameretta e dormivano sempre nel lettone, da quando abbiamo cambiato casa invece dormono in camera loro. La bimba in questione invece nell'ultimo periodo chiede di dormire con noi, perché la sua mente le fa pensare ai mostri e ha paura. Cosa mi consiglia per favore? Cosa posso fare per aiutarle, perché il problema da quello che ho visto è di entrambe.

Mi sembra che ci sia da approfondire un po' la vostra situazione familiare. Ho l'impressione che Lei signora sia forse un po' preoccupata per l'esperienza con la sorella 'schizofrenica'. D'altronde le bambine si erano costruite come un mondo segreto, con varie fantasie più o meno condivise, e ora sono state 'scoperte'. Sembra quasi una scena teatrale. Manca la figura paterna, però, mi sembra. Non ha nessuna parte nella vicenda?
Questa cosa della segretezza fra di loro mi sembra da capire meglio e il ruolo della mamma che invece entra nel loro mondo segreto, mentre i papà resta fuori
Non so se continuare così sia sufficiente, perchè qui c'è solo la sua versione. Bisognerebbe sentire anche la versione delle bimbe e coinvolgere il padre.
Sto pensando a vederci via skype, parlando apertamente delle cose che succedono, con voi quattro. Sarebbe però non più una cosa pubblica, qui sul sito, ma privata, come descritto nella pagina dei consulti privati. Mi faccia sapere se è interessata.

Non credo che il papà accetti la cosa, anche perché, motivo per cui non l'ho citato, lui non vede il problema o cmq lo minimizza, come all'epoca lui non vedeva il problema dell'autismo. Non nego che l'esperienza avuto nel mio passato mi stia condizionando. Prendo di continuo l'argomento con le bambine oppure le metto alla prova, probabilmente per avere conferme che vada tutto bene. Da quando sono piccolissime che conservano tutto, ma non ci ho mai visto nulla di patologico ma solo di comportamento infantile, ora invece da quando ho visto le scatoline di ketchup, poi chissà perché gli involucri delle merendine non mi hanno suscitato la stessa reazione. Mio marito mi dice che io guardo le bimbe ma anche io sono come loro, conservo cose che non utilizzo e alcune non le butto perché mi dispiace o perché penso che poi in futuro li riutilizzero', che cmq in generale sono disordinata, quindi se questo è il loro esempio, è più che normale il loro atteggiamento. Oggi al mare hanno perso la maschera per andare sott'acqua, non le dico i pianti, la disperazione. Fortunatamente mio marito l'ha ritrovata, mi sono chiesta io che reazione avrei avuto? Volevo rimproverarle, per via di questo loro attaccamento. Ma credo che io avrei fatto lo stesso. Probabilmente quello che sta accadendo è frutto di una cattiva educazione, perché se quando erano piccole avrei detto loro di non avere quel comportamento, ed essere ordinate magari a quest'ora non eravamo a questo punto.

Non so, provi comunque a parlargliene. Mi sembra che rischia di mettersi in un circolo vizioso. Bisogna vedere tutta la situazione, da tutti i punti di vista, se possibile.

Diciamo che ho cercato di rivedere il tutto con più razionalità, purtroppo vengo da un periodo abbastanza pesante, mio padre che ho rischiato di perdere a causa di gravi problemi di salute, le bimbe mi hanno visto piangere e mi hanno consolato, dandomi anche forza per non mollare, mentre per me non c'era più niente da fare, per loro invece non era così... Poi c'è stato il lock dawn e essendo un'infermiera il lavoro è stato abbastanza stressante, poi mio marito con un suo problema di salute, che lo ha gettato nello sconforto e nel "panico", risoltosi dopo qualche mese. Ne parlavamo di nascosto ma credo che le bimbe se ne siano rese conto, perché spesso capitava che prendessero l'argomento e prendevano in giro il papà dicendogli che lo portavano in ospedale. La cartigienica raccolta ha pressappoco avuto inizio quando lui gli ha sequestrato ad entrambe il Tablet. Non so perché ad un certo punto le mie bambine che non hanno compiuto neanche 9 anni, avevo deciso che non fossero più bambine ma piccole adulte, quindi dovendo avere un comportamento meno infantile. In questi gg, con il mio comportamento, le ho notate meno sorridenti, e sa non mi è piaciuto, forse esagero, forse no. Ho deciso di vedere come va, essere più rigida sull'ordine, mettendo delle regole, senza però scrutare nei comportamenti. Grazie ancora.

Con queste cose che ha aggiunto forse si intravede meglio il quadro. Il comportamento delle bambine mi sembra il male minore rispetto alle preoccupazioni e alle ansie che hanno pervaso la famiglia. Per loro forse è stato come un modo di proteggersi, di rassicurarsi di fronte alla paura che qualcosa spazzasse via la loro casa, i genitori, la famiglia. Si sono attaccate e si sono messe a accumulare oggetti come quelli che a inizio chiusura per il virus andavano a comprare e accumulavano provviste ecc. Meglio quindi che lasci in pace le bimbe, mettendo solo qualche regola di igiene, e poi si dedichi a rinforzare la 'barca', cioè l'assetto familiare, in modo che torni a navigare stabile e senza troppi scossoni. Lasci che le bimbe crescano liberamente, senza forzarle, e cercate di superare il brutto periodo. Il loro comportamento mi sembra solo una reazione di fronte a difficoltà ambientali. Cercate di sistemare ed affrontare queste, e anche le bambine saranno più sicure e avranno meno bisogno di accumulare 'provviste'.

La ringrazio per tutto, in lei trovo sempre conforto. Questa notte la bambina ha pensato bene di alzarsi e andare nel secchio a riprendere una cosa che avevo fatto buttare ad entrambe, l'ho sentita e vista. Senza sapere che invece la sorella aveva fatto la stessa cosa, ma la sera prima. Ho spiegato a loro che le cose vengono riciclate, e quindi sono destinate ad un nuovo utilizzo. Nell'armadio ho trovato un fazzoletto usato arrotolato, l'ho preso dicendo che l'avrei buttato, la bimba me lo ha tolto dalle mani e ha detto al fazzoletto, non ti farò stare nei panni degli altri, punto il riciclo. Lo stare dentro casa, non vedere più gli amici, ha contribuito a farsi come amici ciò che le circonda. Hanno sempre mangiato il merendino e lasciato la carta a terra in camera, ma per pigrizia, disordine. Se buttavo non dicevano nulla, ora invece è impossibile. La bimba vedo che ha un'estrema difficoltà, questo pensiero di non rivedere più, e anche questo coronavirus, quando siamo fuori devo ordinarle di togliere la mascherina, la tiene anche in macchina. Cosa mi consiglia? Uscire e farle frequentare altri bimbi può essere di aiuto immagino. Ma se vedo che lei invece di buttare una cosa, la conserva invece, cosa devo fare? Fare finta di nulla, insistere, farla piangere, parlarci? Grazie.

Signora, ho l'impressione che non abbia letto la mia precedente risposta. Probabilmente è meglio non badare ai comportamenti delle bimbe ma cercare di capire meglio la situazione familiare, che forse ha degli aspetti disfunzionali. Temo che Lei si occupi degli aspetti esteriori e non di quelli essenziali, di fondo, che emergevano in parte dal suo post precedente.
Per fare un esempio, se l'acqua trabocca dal lavandino prima che asciugare serve chiudere il rubinetto. Ho l'impressione che il comportamento delle bambine corrisponda appunto alla fuoriuscita dell'acqua. Bisogna cercare dove c'è un rubinetto che è aperto o perde.

Non è facile, ho veramente difficoltà, la paura e l'ansia mi travolgono. Passo notti insonni, ascolto rumori e spesso li interpreto erroneamente. Scruto la bambina a distanza e come vedo qualcosa che non va, subito glielo faccio notare a volte la perquisisco. La sorella tendenzialmente mi ascolta di più, parla di più e cerca a suo modo di aiutarmi. Ho ideato un gioco, ho diviso le cose che tengono conservati attribuendo loro un valore numerico, tipo la carta igienica e i tovaglioli valgono una medaglia, le confezioni delle patatine 4 medaglie. Arrivate ad un tot avrebbero avuto un premio. La collaborante si è messa subito all'opera, all'altra non interessava. Poi abbiamo tagliato le unghie, ed è stata costretta a buttarle, le ho dato una medaglia e le è piaciuto. Hanno preso entrambe un foglio dove hanno scritto il totale delle medaglie, hanno disegnato il tutto. Poi all'improvviso la bambina ha iniziato a prendere oggetti che aveva nascosto, carta igienica, tovaglioli, contenitore di cartone delle patatine, che mezz'ora prima per uno identico che ho buttato io, si è messa a piangere. Aveva quindi rotto il ghiaccio. Nel pomeriggio siamo uscite a prendere il premio. Nel negozio abbiamo parlato e le ho chiesto se le era dispiaciuto. Lei mi ha detto che un pochino le era dispiaciuto ma la ricompensa era più bella. Era sorridente, felice e lo ero anch'io. La sera, avevamo le cugine a cena. Aveva sul comodino un pupazzetto trovato nelle patatine, come mi ha visto lo ha preso e nascosto. A fine cena, quando tutti sono andati via è venuta a tavola, che era da sparecchiare, ha preso il suo tovagliolo, lo ha guardato e lo ha portato via. L'ho seguita, lo aveva accartocciato e lo stava nascondendo. Le ho intimato di buttarlo. Lo ha fatto con le lacrime. Poi in camera parlava, riferendosi agli oggetti, sempre se la mia interpretazione non è sbagliata. Finalmente ho capito che questi tovaglioli, carta igienica, sono accartocciati, perché sono per lei dei pupazzetti. Quello di ieri sera già aveva un nome e io sono quella cattiva che gli ha fatto fare una brutta fine. Io voglio solo aiutarla, non vedo in lei stress nel compiere queste cose, lo vedo solo quando la riprendo io. Il padre non vuole vedere, per lui dovrei buttare tutto senza discussione e se piange prima o poi se ne farà una ragione. Io invece vorrei solo che capisse.

Signora io credo sia entrata in un circolo vizioso con le bimbe, con il padre che è rimasto fuori. Credo che bisogna interrompere questo circolo vizioso. Senza vedere la situazione di tutta la famiglia se ne esce poco facilmente. Intanto suggerirei che Lei prendesse alcuni giorni di 'riposo' e lasciasse gestire completamente le bimbe al padre. Lei potrebbe anche passare qualche giorno da parenti. A 9 anni possono cavarsela senza mamma per alcuni giorni, tutta la famiglia. Non è nè una provocazione nè un'arma di ricatto. Ma una mossa per uscire, appunto, dal circolo vizioso.

Io capisco che dovrei lasciar perdere le bambine ma per paradosso l'ho fatto per 8 anni, lasciando far loro tutto ciò che io critico oggi. Perché mi sembrava normale, sono bambine piccole, poi con il passare dei tempo è diventato normale tutto anche per me. Io stessa chiedevo loro, lo devo buttare, per caso vi serve, oppure sempre si su ogni richiesta di oggetti da cestinare, perché appunto loro li riciclavano. Oggi che stanno elaborando il concetto di morte, non come separazione momentanea, ma per sempre, mi destabilizza proprio per come sta avvenendo. Io quando ero piccola pensavo a mia madre, loro al tovagliolo. Che poi in realtà è solo una, la più sensibile. Io cercavo solo rassicurazione sul periodo che stanno vivendo e su consigli pratici. Quello del gioco per es sta aiutando la bimba a dar meno valore a quelle cose. Oggi a differenza di ieri, non voleva buttare un cartoncino, ci ha provato a chiedermi di tenerlo, al no lo ha buttato senza dire nulla. Il mio errore è stato acconsentire a tutto per 8 anni. Cmq tra qualche giorno tornerò a lavoro, servirà sia a me che a loro sicuramente. Cercherò di non stressarle però l'atteggiamento verso le cose inutili deve assolutamente cambiare.

Signora, capisco che voglia evitare troppe complicazioni. Il rischio è però che cerchi di asciugare l'acqua versata senza chiudere il rubinetto. A volte dall'interno non ci si accorge di qualche cosa che non funziona abbastanza e si insiste nelle proprie convinzioni, ma si rischia di lasciar peggiorare le cose. Meglio rivolgersi a qualcuno che può aiutarvi a vedere come uscire da questo circolo vizioso, come dicevo. Non sono sicuro che il suo persistere nel suo obiettivo sia la cosa migliore da fare, e magari non crei altre complicazioni peggiori.
Ora ha aggiunto che le bambine ( in effetti sono forse da differenziare meglio una dall'altra...) sono alle prese con il tema della morte. Questo chiarisce un po' il loro bisogno di conservare, spostato dalle persone alle cose. Anche i 'barboni' in effetti forse esprimono le loro paure represse, nel bisogno di conservare le loro cose...
Non è detto che impedire alle bambine di farlo, senza dar loro modo di esprimere diversamente le loro paure, ottenga risultati utili. Anche visto il precedente familiare che la preoccupa, c'è bisogno di un aiuto esterno, direi. Da soli a volte non ci si fa ed è bene chiedere aiuto. Ci vuole coraggio, consapevolezza e responsabilità, per farlo.

Sembra che stia un pochino migliorando il tutto, noto da parte loro un atteggiamento più rivolto a comprendere, un po' come a scuola. Da una parte sono anche contenta della cosa, mi ha portato a rivedere il mio ruolo di madre, prima ero quella che faceva la cena e andava a lavoro. Sono piccoline ancora, hanno ancora una visione infantile di ciò che le circonda. La bimba stava andando oltre, sembra che sia ritornata in carreggiata, sicuramente qualche scivolata l'avrà, ma piuttosto di lasciarla sola, voglio essere vicino a lei a spiegarle almeno, senza lasciarla a sé stessa. Grazie di tutto. Un imbocca al lupo per la presentazione del suo libro.

Grazie ( crepi o viva il lupo, ad libitum...) Ci tenga aggiornati.

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AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.