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dottore vorrei un suo parere

CONSULTI PER BAMBINI ADOLESCENTI E FAMIGLIE

Gentile Dottore,
dopo qualche tempo sono tornata sul suo blog e sono molto contenta sul suo libro.

Però mi presento di nuovo sono una mamma di 3 bambini e ho 27 anni.
E vorrei un parere riguardo il mio primo bambino di quasi otto anni a cui è stata diagnostica la diagnosi lieve di cui lei parla nel suo libro, le spiego tutto dalla nascita.
Il bambino nasce a termine con un cesareo d’urgenza per bradicardia fetale, indice di apgar 9su 10 e pesa 3330 kg. A 3 mesi iniziamo le vaccinazioni come prassi anche se io dissi alla mia pediatra dell’epoca visto che io da bambina svenivo dopo le vaccinazioni non volevo vaccinare e lei mi disse che se non vaccinavo venivo denunciata ma a distanza di anni mi sono informata e ho visto che non era cosi.
Lo sviluppo è normale, ricordo tempo guardando le foto del bambino soprattutto intorno ai 12 mesi era un bambino che sorrideva, ti guardava, tutto ok insomma; poi a 13 mesi in una calda estate facciamo il vaccino morbillo-parotite- rosolia e il bambino ha febbre a 40 difficile da debellare e anche la pediatra preoccupata mi mandava spesso messaggi per sapere come stava (forse pentita di avermi forzato a vaccinare).
Dopo poco tempo ecco le regressioni: il bambino non mi guarda più, non gioca più, non lalla più, la sua motricità è debole, non mastica più e iniziano giornalmente episodi di diarrea, muco e cibi nelle feci (anche sei al giorno); a 16 mesi dico alla pediatra che il bambino non cammina (io ho camminato a 16 mesi) e mi manda alla neuropsichiatra infantile della asl. A 17 mesi alla visita il bambino faceva la navigazione costiera e mi dissero che aveva bisogno di psicomotricità perché non interessato al gioco (nella visita le dottoresse facevano degli urli per vedere come reagiva il bambino, cose da matti!). Iniziai a vedere su internet qualche soluzione e scrivendo i sintomi di mio figlio mi veniva fuori ABA E PROTOCOLLO DAN DIETA.
Dico alla psicomotricista che forse a mio figlio serve l’ABA (senza sapere di cosa si trattava) e lei mi disse che non c’era bisogno perché non autistico. Dopo terapie di psicomotricità arriva la diagnosi : disturbo multisistemico dello sviluppo (il bambino butta i giochi proposti e usa il ciuccio che lo porta in uno stato letargico). A 19 mesi il bambino cammina e di linguaggio nemmeno una traccia. Contatto un medico Dan che si rivelò un ciarlatano. Allora la dieta la feci da sola eliminai glutine, latte, e soia la diarrea scompare. Iscrivo il bambino ad un nido privato religioso e un giorno vidi che faceva apri e chiudi con una porta scorrevole e le maestre dissero “che ci vuoi fare è un vizio”, ne parlai con la direttrice e mi disse “signora i bambini con questo problema a questa età ti fanno tanta tenerezza ma a vederli cosi a 6-7 mi viene di riempirli di schiaffi”, tolsi il bambino dall’asilo. Lo iscrissi ad un altro nido privato vicino casa dove il bambino andava con i pianti ma il comportamento a casa andava meglio, la maestra lo faceva ubbidire come tutti gli altri bambini. La asl ci manda al Bambin Gesù per la masticazione che con un training ospedale-casa recuperiamo pienamente anche grazie alla logopedista che era l’angelo di quel reparto. Durante le dimissioni dalla masticazione era prevista visita fisiatrica e psicologica e queste due dottoresse mi dissero che mio figlio non avrebbe mai parlato, sarebbe rimasto cosi e io risposi “ma come c’è la sto mettendo tutta e voi mi dite cosi?” loro risposero “signora lo so è duro accettare questa patologia. Stetti male per tutto il giorno, il giorno dopo chiamai la psicologa dicendole che non si doveva permettere e che aveva fatto stare male una mamma ai primi mesi di gravidanza; lei si scusò e mi disse che la sera stessa della mia ultima visita le fisiatra si era rotta la gamba in una caduta (ben gli stava dopo avermi demoralizzata, come si dice dio vede e provvede).
La psicomotricità alla asl inizia ad andare bene, il bambino reagisce ma purtroppo le sedute sono finite.
Intanto vado da un’omeopata che fa cure disintossicanti dai vaccini, faccio vedere alla mia pediatra tutta la cura e mi consiglia di lasciar perdere gli stregoni e cosi ho fatto.
Ero alla gravidanza della mia seconda figlia e vado da una terapista aba privata che mi fa da supervisore e io con mio figlio ho applicato la classica aba ad esempio con tre carte limone pera mela e gli dicevo tocca mela e poi facendo pronunciare tutte le parole di tutti gli oggetti di uso comune ma non ho mai usato il rinforzo perché a me non piace. Tutto procede bene.
La asl mi indirizza ad un centro accreditato per logopedia e psicomotricità. Questo il risultato dopo un anno di ambulatoriale: per la logopedia nessun miglioramento a parte le cose imparate da me (terapista svogliata) e per la psicomotricità molta collaborazione (terapista volenterosa).
Per il bambino è il primo anno della scuola dell’infanzia, non voglio il sostegno e lo mettono in una classe dove c’è sostegno per un ‘altra bambina. La maestra di sostegno molto anziana si rende disponibile a seguire anche mio figlio ma dopo qualche tempo mi dicono che il bambino non sa stare in classe, disturba e un giorno mi dice che se il bambino fa il monello lei gli dava una radiolina per farlo calmare, tolsi il bambino dall’asilo. Al centro accreditato mi avevano proposto il regime semiresidenziale stavo per accettare perché dovevo partorire, il bambino non aveva il sostegno ma all’ultimo minuto volevo vedere con ii miei occhi di cosa si trattava e vidi quella classe con bambini gravissimi e meno gravi lasciati soli a stessi a urlare e buttarsi per terra e fissarsi con le proprie stereotipie un vero e proprio manicomio dei piccoli dove vicino c’era anche il semiresidenziale per adulti dove vidi le stesse scene. Rifiutai tutto ricordo solo le parole della neuropsichiatra infantile di quel centro che mi disse “signora lei sta facendo un buon lavoro sul bambino, è recuperabile ha un punteggio di scala cars che indica lievemente autistico, e poi sa ne conosco di danneggiati da vaccino”. Tramite questo centro approdai all’ospedale Umberto primo di Roma dove feci al bambino test x-fragile e snp array entrambi negativi. Il neuropsichiatra della struttura non lo classificò come autistico ma con ritardo psicomotorio.
Poi andammo alle Molinette di Torino da un gastroenterologo esperto di patologie intestinali ed autismo, oltre la dieta che già facevo mi diede anche dei fermenti lattici molto utili al bambino e analisi da fare su celiachia e intolleranze alimentari tutte negative . A Torino il bambino fece anche la risonanza magnetica cerebrale che diede esito nella norma. Intanto iniziamo logopedia privata e la logopedista mi dice che il bambino non è autistico perché ha la triangolazione di sguardo,l’intenzionalità comunicativa e emerge il gioco simbolico ma il suo metodo di Zora e Prompt non diede risultati il bambino faceva solo cantilene. Intanto cambio pediatra. Mi consiglio di togliere dall’alimentazione anche pomodoro, suini, uova, zucchero e lievito e dopo qualche tempo il bambino inizio a collaborare dal punto di vista linguistico e scomparve lo sfarfallamento delle mani. Abbiamo fatto il mineralogramma del capello che rilevò intossicazione da mercurio, alluminio, cadmio e arsenico; per disintossicare provammo zeolite e argilla ma nulla. A 4 anni facciamo l’ados che diagnostica disturbo dello spettro autistico di grado lieve. Secondo anno di asilo la maestra di sostegno era molto svogliata e veniva da quel centro da dove ero scappata per il semiresidenziale. Alla recita il bambino sta nel suo mondo. Visto che il bambino piange durante la doccia lo iscrivo in piscina: all’inizio in acqua in braccio a me, poi immobile in acqua dandomi solo la mano, poi camminiamo in acqua insieme e poi finalmente da solo con tubo e braccioli si fa tutta la vasca e obbedisce alle richieste dell’istruttrice di nuoto e io fuori dall’acqua tutto questo in un anno di nuoto. Mi suggeriscono una terapista aba privata ci vado ma passa tutto il tempo a dare rinforzi tipo video sul cellulare e mi disse che mio figlio doveva comunicare con le pecs. Chiamai la logopedista privata e mi disse lascia stare provaci lui può parlare! Ultimo anno di asilo la maestra di sostegno è una giovane mamma solare e sorridente. Dal primo giorno mi trovo bene, lavoriamo insieme intanto facciamo sedute di psicomotricità alla asl e tutti insieme collaboriamo. Lei è riuscita a lavorare all’asilo sul gioco simbolico e con mia sorpresa riusci a fargli imparare poesie per le festività si impegnò con il bambino perché sapeva che a casa stavo lavorando molto sul linguaggio. Intanto mi parlano di un centro aba a Roma, vado li a fare terapia ma non andò bene. Il tutto durò un mese: il bambino regredi perché per andare e tornare ci mettevamo 4 ore e li al centro passarono un mese solo a testare i rinforzi preferiti dal bambino e quello che gli proponevano erano giochi sonori e luminosi per bambini di 1 anno.
Passato questo duro periodo il centro aba mi propose che venivano loro a casa e io dovevo andare li una volta a mese e accettai. Arrivò un nuovo supervisore, mi piaceva una giovane mamma energica soddisfatta del lavoro che stavo facendo e dei progressi del bambino che riuscii a recuperare dopo quella breve regressione. Andammo in visita al centro: il supervisore parlò con la maestra che affermava il mio impegno verso il bambino e il supervisore mi disse “brava mamma, sei quasi più brava di noi posso dirti che al bambino dell’autismo è rimasto poco e niente” ero felice! Dopo un mese tornai al centro: il supervisore aveva relazionato la situazione del bambino al responsabile della struttura e le cose cambiarono finchè mi disse “signora noi non possiamo venire più a domicilio, non si illuda dall’autismo non si guarisce” non riuscii mai a capire questo cambio di idea lasciai il centro. Il bambino fa la recita di fine anno all’asilo ha la maestra vicino ma partecipa a da la mano ad una compagna. Feci una breve esperienza di aba privata ma lui usavano il rinforzo alimentare tipo cosi “bravo hai risposto bene la vuoi una patatina?dimmi patatina” e si passava la seduta cosi a dire patatina, non faceva per il bambino. Lui non aveva bisogno di rinforzi per avere un comportamento adeguato ma doveva comportarsi bene perché era una regola quotidiana. Tornammo alla asl per sedute di educazionale e psicomotricità e mi dissero “signora il bambino è migliorato molto, complimenti lei è l’unica mamma che conosciamo che ci lavora molto”.
Mi indirizzano da un omotossicologo per curare danni da vaccini che mi disse “signora i genitori mi odiano tutti lei faccia la cura all’inizio peggiorerà ma poi andrà bene”. Appena iniziammo la cura il bambino perse il controllo sfinterico e attuò tante stereotipie, buttai tutto.
Una signora mi consigliò un medico dan che aveva guarito suo figlio dall’autismo con la chelazione. Ci andai ma i supplementi vitaminici agitavano il bambino e poi mi diede compresse per l’alzaimer che non diedi mai e alla chelazione non ci arrivammo. Chiesi risarcimento per il danno da vaccino, mi dissero che non c’era correlazione tra vaccini e autismo. Chiesi il ricorso e il minestero della salute mi disse che nei vaccini non ci sono metalli pesanti senza neppure considerare il mineralogramma del capello. Potevo chiamare in causa il ministero in tribunale ma mi dissero che in caso di perdita anche se avevo il gratuito patrocinio dovevo dei soldi al ministero della salute e lasciai stare. Ci preparammo ad imparare lettere e numeri per la prima elementare.
Eccoci alla prima elementare al primo giorno di scuola conosco la maestra di sostegno molto anziana e per niente empatica, un giorno me lo riporta non prendendolo per mano ma per un braccio; lei non sorrideva mai mio figlio non voleva andare più a scuola un giorno lei mi disse “signora sa che non si può parlare dell’andamento scolastico nei corridoi ma se mi vuole parlare di una ricetta di cucina ben volentieri” andai dalla preside e la feci togliere su mio figlio. Arrivò un maestro che il primo giorno fece fare scarabocchi a mio figlio (il bambino sapeva scrivere)e mi arrabbiai molto. Poco dopo annunciai al maestro la mia terza gravidanza e lui verso me e mio marito si mostro comprensibile, ci assecondava in tutto e in poco tempo diventò il nostro punto di riferimento, forse l’unico a scuola. Intanto i compagni conoscono mio figlio, all’inizio andò male ma poi vedevo andando ai compleanni che lo accettarono e mio figlio si comportava bene seppur con il mio supporto. Il pomeriggio andavamo alla ludoteca un posto con area gioco e laboratorio creativo. All’inizio il bambino voleva solo giocare ma poi si appassionò ai lavoretti proposti dalla ludotecaria e alle regole che a merenda si sta seduti, cominciò a fare qualche gioco da tavolo con qualche bambino. A volte capitava che apriva la porta e scappava o che tirava lo sciaquone del bagno ma non lo faceva come un’autistico fissato con la sua stereotipia ma guardandomi e ridendo.
La asl mi indirizza ad un centro centro riabilitativo, la prima impressione non è stata buona: si terapiste volenterose ma manovrate dai responsabili, responsabili della struttura con tanto di trucco e parrucco che passavano il tempo a passeggiare nei corridoi come se stessero facendo una sfilata di moda. Per quel centro i bambini erano solo numeri e soldi da riscuotere dalla regione. Il bambino a casa e a scuola non si reggeva più ma al centro collaborava dicevano le terapiste. Il bambino non aveva più una vita: mattina scuola, pranzo al volo in autobus, terapie al centro, tornavamo a casa che già era buio e una volta a casa il bambino andava a letto. Niente compiti e andò in fumo tutto il lavoro che facevo io a casa. Lasciai il centro e il bambino dopo qualche giorno era come rinato a casa e a scuola. Dissi alla asl questo problema del bambino e mi anche scontrai con il responsabile della neuropsichiatria infantile a cui dissi “il bambino si è trovato bene qua a fare terapia e voi mi mandate in questi centri dove mio figlio non migliora, lui è verbale grazie a me!” e lui rispose “signora lei non è una terapista, qui da noi non c’è posto e poi si ricordi che lei accumula oggi accumula domani prima o poi scoppia e va in esaurimento” poi con un sorriso da prendermi in giro mi dice “ho capito signora lei vuole fare la terapista gli serve solo un supervisore”. Volevo arrabbiarmi ma ero in stato di gravidanza ed evitai ma pensai “sono mamma di quasi tre bimbi, non posso scoppiare anzi ogni giorno devo avere la forza di andare avanti”. Fortunatamente la asl per non fare stressare il bambino mi accettò di fare terapia domiciliare. Mi mandarono una psicomotricista giovane che si presentò a casa con un lettino e degli attrezzi e mi disse guardando mio figlio “mi hanno detto che il bambino da assistere è affetto da paralisi, sicuramente si sono sbagliati. Che patologia ha il bambino?” gli dissi “spettro autistico lieve e lei disse “non lo avrei mai immaginato” quelle parole per me furono un briciolo di speranza. La terapista mi piace gli faccio vedere tutto il lavoro che faccio a casa e le cose su cui il bambino ha difficoltà(io stavo anche lavorando su delle abilità da acquisire uscite fuori dal test scala griffith fatto alla asl). Lei esegue tutto quello da recuperare, usa giochi educativi lisciani e clementoni e svolge anche attività didattiche. All’inizio fa il test rustioni emerge 5 anni di età poi lo rifà dopo 3 mesi ed emerge 6,5 anni di età il bambino era migliorato. Il bambino è felice di fare terapia, la ragazza diventa una sua amica lui gli sorride e durante le terapia gli dice giochiamo ancora!
Eccoci in seconda elementare dopo tante battaglie per avere il maestro dell’anno precedente nulla. Arriva una maestra di sostegno giovane e determinata che mi piace, il bambino è sereno. A fine settembre chiedo un incontro con tutte le insegnanti e la terapista . l’insegnante principale della classe (con cui non andavo tanto d’accordo per aver mandato via la prima maestra di sostegno )mi disse che quel colloquio era prematuro e mentre elencavo le difficoltà del bambino mi disse che io non dovevo insegnare il mestiere alle insegnanti. Fortunatamente la docente di sostegno mi ascoltava e prendeva appunti su come lavorare sul bambino. A fine colloquio l’insegante di sostegno dice di essere incinta e che sarebbe andata via, mi crolla il mondo addosso proprio ora che mi stavo trovando bene. Ritorna il maestro dell’anno precedente ma molto cambiato, un giorno tira fuori un libro della erickson intitolato “matematica per l’autismo” da li non mi piacque più perché io stavo facendo l’impossibile per mio figlio e lui non mi appoggiava e il bambino era in grado di seguire il programma. Anche io ho usato libri della erikson per la disprassia verbale ma non per l’autismo. Fanno una recita a scuola il bambino sta in fila tiene il suo fiore in mano poi è il suo turno di parlare ma al suo posto parlano i bambini e la maestra si riprende la fila di bambini e mio figlio rimane con l’insegnante di sostegno anche lui deluso. Si avvicina il glh e con la terapista decidiamo che il bambino può fare il programma semplificato ma in sede di glh il maestro insiste per un differenziato volevo arrabbiarmi ma evitai e lui stesso mi disse mi raccomando non lamentarti per la recita (ma come se mi disse che il primo deluso era lui). L’anno scolastico prosegue ma mi porto dentro tanti dubbi il rapporto con il maestro cambia : nelle sue parole mi dice che è contento di essere stimato in questa scuola da altri insegnanti e genitori e meglio qui che altre scuole. Ogni giorno mi parla di autismo e mi fa stare male. In classe fanno un progetto lettura a cui mio figlio a scuola non partecipa attivamente perché penso non glielo propongono. Vedo mio figlio sempre più strano, ha iniziato ad avere attaccamento agli oggetti anche di notte si sveglia per cercarli e alla fine scopro che il maestro a scuola applicava l’aba e dava giocattolini da tenere in mano in modo non funzionale. Arriva l’emergenza covid riesco a recuperare il bambino e con la didattica a distanza decido di seguire il programma della classe che con il mio supporto il bambino segue bene. Riesco ad acquistare di nuovo il libro del progetto lettura, mio figlio è indietro rispetto ad altri ma lo stiamo recuperando, il bambino è appassionato ai personaggi del libro. Adesso con il bambino facciamo comprensione del testo, grammatica, matematica (tabelline e moltiplicazioni), inglese, religione (a scuola non gliela facevano fare).
Inoltre a casa lavoro su autonomie personali (alcune già acquisite), didattica, perfezionamento della scrittura e lettura, gioco di interazione sociale con la sorellina (gioco da tavolo e altro).
Purtroppo il bambino ha le sue difficoltà: qualche stereotipia, non sempre accetta le regole, deve socializzare di più (ascolta e parla con genitori e sorellina anche se fa brevi frasi, saluta vicini di casa). Purtroppo nessun amichetto a scuola gioca al di fuori della scuola con lui, secondo me con un coetaneo lui riesce a sbloccarsi e per questo non so come fare.
Vorrei fargli fare uno sport: piscina che gli piace oppure calcio che può socializzare?
Visto un nostro trasferimento pensiamo di cambiare scuola (potremmo rimanere in questa scuola ma non so più di chi fidarmi invece nella nuova ipotetica scuola la preside è molto disponibile e può già farmi conoscere la maestra di sostegno)secondo lei sbaglio a fare questo cambiamento?oppure meglio stare con i compagni che conosce?
Cosa mi consiglia per la socializzazione?
Vorrei rifare l’ados, se a 4 anni usci autismo lieve adesso che è migliorato cosa può uscire fuori?
Mi scuso di essermi dilungata ma nessuno vuole capire che mio figlio è migliorato con un approccio diverso ovvero non trattandolo da autistico. In attesa di una sua risposta le porgo cordiali saluto.

Commenti

grazie anticipatamente!

Signora, il suo è stato proprio un viaggio con suo figlio nel mondo dell'autismo. La sua descrizione dei vostri incontri con tutti quei personaggi mi fa venire in mente il viaggio di Alice attraverso il Paese delle Meraviglie, e non so se sono più strampalati i personaggi che avete incontrato voi nel vostro viaggio o quelli che ha incontrato Alice. Sono curioso di vedere suo figlio, perchè non mi manda qualche video? ( veda nella colonna qui a sinistra le modalità)
Mi sembra che Lei abbia imparato ad orientarsi in quel mondo e a prender quello che c'è di buono e lasciare quello che è dannoso. Le reazioni di suo figlio sono una bussola con cui la aiuta a distinguere quello che gli va bene da qiello che lo danneggia.
Mi sembra che il passo da fare ora è buttar via la parola 'autismo', che non significa nulla, e i pensieri sulle ipotetiche cause di cui si occupa il mondo dell'autismo, forse come il Cappellaio Pazzo che incontra Alice, con le sue assurdità e vanneggiamenti. E uscire dall'incubo per occuparsi invece sempre di più di suo figlio come persona che sta crescendo, con le sue esigenze e i suoi diritti, prima di tutto di non essere disturbato, e che sta andando avanti per la sua strada. L'importante è badare che non gli mettano ostacoli che lo blocchino, come spesso ha visto che è successo.
Se una famiglia si trasferisce è giocoforza che i figli vanno dietro ai genitori. Nessuno ha la sfera di cristallo per predire come andranno le cose e qual' è la scelta migliore. Come avete fatto finora, se ci saranno difficoltà le affronterete, quando arriveranno.
Congratulazioni per la sua energia e resistenza e perseveranza e i migliori auguri di uscire al più presto da quel tunnel, incubo, mondo assurdo che è il Sistema Autismo.

dottore,
grazie della risposta e del suo incoraggiamento. appena posso gli manderò dei video. Le ho raccontato la mia esperienza adesso vorrei parlarle nello specifico del bambino delle sue abilità e delle sue difficoltà.
ABILITà
-VAI IN BAGNO DA SOLO
-SA TAGLIARE CON LE POSATE
-SA ARROTOLARE GLI SPAGHETTI SULLA FORCHETTA
-LEGGE, SCRIVE, COLORA, DISEGNA
-SA FARE CALCOLI IN COLONNA, TABELLINE, CONTA FINO A 100
-SA FARE COMPRENSIONE SEMPLICE DEL TESTO
-CAPISCE QUELLO CHE VEDE IN TV
-RICONOSCE I LUOGHI SA SE PASSIAMO IN UNA STRADA COSA C'è IN PROSSIMITà
-SA VESTIRSI E LAVARSI, PETTINARSI, METTERE LE SCARPE E ALLACCIARLE
-SE DICO TROVA QUESTA PAGINA SU UN LIBRO LA SA TROVARE
-SE DICO DOBBIAMO COLORARE IL SOLE COME LO COLORI?TROVA IL COLORE NELL'ASTUCCIO
-SA TEMPERARE
-SA TAGLIARE E INCOLLARE
-APPARECCHIA LA TAVOLA
- SA STARE IN FILA ALLA CASSA DEL SUPERMERCATO (UN AUTISTICO NON LO AVREBBE FATTO)
-SOPPORTA RUMORI (ANCHE QUESTO UN AUTISTICO NON LO AVREBBE FARE)
-NEL GIOCO DEL NASCONDINO CONTA E CON CURIOSITà CERCA L'ALTRA PERSONA E LA CHIAMA
-IN QUESTO PERIODO DI COVID 19 TIENE LA MASCHERINA SENZA STORIE (UN AUTISTICO NON LO AVREBBE FATTO)
-A CARNEVALE TIENE IL SUO VESTITO (UN AUTISTICO SE LO SAREBBE LEVATO DI DOSSO)
-A NATALE FA CON NOI ALBERO E PRESEPE (UN AUTISTICO SI SAREBBE RIFIUTATO)
-SE LA SORELLINA GLI FA QUALCHE DOMANDA LUI RISPONDE
-LUI CHIAMA LA SORELLINA PER GIOCARE
-INIZIANO A GIOCARE CON LE COSTRUZIONI INSIEME
-SEMPRE CON LA SORELLINA FANNO GARE CON LA BICI LUI ASPETTA CHE LEI DA IL VIA OPPURE è LUI A DARE IL VIA
-SI FA SPINGERE ALL'ALTALENA DALLA SORELLINA
-SA UN Pò DI INGLESE
-L'ALTRO GIORNO HA FATTO CAREZZE AL FRATELLINO PICCOLO, QUANDO GLIELO CHIEDO MI PORTA IL CIUCCIO E IL PANNOLINO
-ANDIAMO AL FAST FOOD LUI STA SEDUTO E CON LE POSATE SI TAGLIA IL SUO HAMBURGER
-MI AIUTA A FARE LA SPESA, PRENDE LE COSE DAGLI SCAFFALI E PORTA IL CARRELLO
-fa giochi da tavolo con attesa turno

DIFFICOLTà
-PER IL PROGRAMMA SCOLASTICO TUTTO QUELLO CHE SA FARE LO SVOLGE A TAVOLINO CON IL MIO SUPPORTO. IL COMPITO LO FACCIO SVOLGERE A LUI. IL MIO SUPPORTO SERVE PER RIPORTARLO AL COMPITO SE SI DISTRAE E PER SEMPLIFICARE QUALCOSA. VISTO CHE IL SUPPORTO SERVE SIA PE RIL PROGRAMMA DIFFERENZIATO CHE PER IL SEMPLIFICATO HO OPTATO PER IL SEMPLIFICATO.
-DI NOTTE VIENE NEL LETTONE COME TOGLIERE QUESTO VIZIO?
-IN BAGNO FA DA SOLO MA PER PULIRSI LO DEVO AIUTAARE
-ANCHE VESTIZIONE E LAVARSI DA SOLO MA MI DEVO METTERE VICINO A LUI ALTRIMENTI SI DISTRAE
- VIVE IN CASA CON MAMMA, PAPà, FRATELLINO E SORELLINA MA QUANDO ANDIAMO DA NONNA LUI GLI DICE SOLO CIAO NONNA SENZA DIRGLI QUALCOS ALTRO. SE LA NONNA GLI CHIEDE QUALCOSA LUI LA ESEGUE. A VOLTE PER DISPETTO LUI GLI DA QUALCHE SPINTA E RIDE.
-AI COMPLEANNI DEGLI AMICHETTI SI COMPORTA BENE MA SEMPRE CON ME VICINO CHE LO INCORAGGIO A FARE CIò CHE FANNO GLI ALTRI
- HA QUALCHE STEREOTIPIA TIPO ANNUSARE OGGETTI, SALTARE NELLE POZZANGHERE, TENERE OGGETTI IN MANO (QUEST'ULTIMA STO CERCANDO DI EVITARLA)

Ora le parlo di brevi episodi/fatti/miglioramenti:
-a 3 anni non sapeva dare calci ad un pallone ora fai dei tiri fortissimi
- un anno fa durante la vestizione e l'acquisizione di tale autonomia lui si lamentava non collaborando perchè voleva subito uscire invece ora prima di uscire si prepara con calma e quando ha finito dice bravo!
-un paio di anni fa lui era sul divano nel suo mondo e la sorellina lo chiama ma lui non risponde. lei viene da me e mi dice "mamma ma è sordo?" ora giocano e combinano anche qualche marachella insieme
- prima apriva e chiudeva tutto in modo compulsivo, fissava luci, si specchiava nelle posate, si mordeva il braccio tutto questo non lo fa più
Ora le descrivo alcune difficoltà giornaliere che non riesco a capire se sono della sua diagnosi o sono dispetti e non accetazione delle regole:
- durante i pasti si alza spesso, si lamenta se obbligato a stare seduto oppure se rimproverato ci guarda e ride per provocarci...altri giorni mangia tranquillamente
-se lasciato solo in giardino a volte gioca in modo funzionale, si siede a leggere un libro, a volte si isola in un angolo a guardare il paesaggio
- vuole la tv accesa ai pasti e nei momenti vuoti ma mio marito l'ha tolta abbiamo spiegato che nei pasti non serve la tv e nei momenti vuoti si fa gioco simbolico...la concediamo una volta a settimana
- lui comunica con noi per fare richieste se vuole l'acqua mi dice "acqua" e io gli dico "come mi divi dire che non ho capito?" poi dice "mamma dammi l'acqua" e ride perchè lui lo sa dire ma non gli va e abbrevia
- comunica anche per farci notare molte cose: tipo ci indica cosa che vede per strada, se vede pubblicità di giochi in tv mi dice "mi compri quello"
a breve video...
mi dica intanto che ne pensa
cordiali saluti

Penso che fa un sacco di cose come un bambino della sua età. Non si è fermato, è andato avanti imparando molte cose. Il dubbio che mi viene è che fare sempre riferimento agli 'autistici' e doversi scontrare con il Sistema Autismo possa condizionare molte cose. Come avrà visto io penso che il concetto di autismo e di persone autistiche siano dei concetti sbagliati e dannosi, perchè mettono insieme le persone più diverse e rischiano di trasformarle in automi indifferenziati. Come persone che camminano su una strada polverosa e alla fine non si riconoscono più, sotto la patina della stessa polvere. Visti dall'esterno potrebbero sembrare tutti uguali, ma è effetto della polvere che li ha ricoperti.

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AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.