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Ritardo psicomotorio (gemelle di 34 mesi)

CONSULTI PER BAMBINI ADOLESCENTI E FAMIGLIE

Buongiorno Professore, è da tempo che la seguo e finalmente prendo il coraggio di scriverle.
Ho 2 bimbe, gemelle omozigoti, nate leggermente premature (36 sett.) ma piccole per l’età gestazionale (l'ultimo mese, dalle 32 settimane circa, sono state come" monitorate” in utero ma si sono formate senza aumentare sostanzialmente il peso), una delle 2 UGR.
Alla nascita hanno respirato da subito da sole e dimostrato grande adattamento al mondo. Sono state 20 giorni in neonatologia per raggiungere il peso necessario alla dimissione.
Al controllo dei 13 mesi una delle 2 bimbe non ha risposto perfettamente alle stimolazioni del follow up in NPN, determinando l'indicazione di ritardo psicomotorio.
La bimba A. , mi dissero, risultava un pò indietro rispetto anche ai 12 mesi, pur avendo una grande socialità. Effettivamente, non aveva mai lallato (feci notare subito questo) nonostante avesse sempre vocalizzato molto da neonata. Scopriremmo in seguito (su nostra intuizione e successive indagini) che aveva un'ipoacusia trasmissiva da catarro, dovuta alle febbri avute durante l'inserimento al nido.
Mi si parlò di necessità di "facilitarla", immaginando un percorso di psicomotricità, con successiva logopedia, nel quale includere per sicurezza anche la sorellina G. (ex UGR).
All'epoca non capii bene cosa le mie figlie avrebbero dovuto fare e non facevano. Riprovammo a casa alcuni dei giochini fatti in ambulatorio e le bimbe li fecero (come trovare l'oggetto nascosto). Questa sensazione di incertezza mi accompagna tuttora, generando in me un’ansia da osservazione e confronto, nel tentativo di capire cosa non vada nelle mie bimbe.

I successivi confronti con gli specialisti non sono sempre stati esaustivi. Le bimbe sono nate in un’ASL diversa dalla residenza e demandate per la presa in carico in quella di residenza, che ha fatto ciò solo sotto mia insistenza non vedendo nessuna gravità nelle piccole. In seguito, siamo state spostate in un centro convenzionato dove la figura del NPI cambia ogni 6 mesi e le valutazioni vengono quindi effettuate solo attraverso i nostri racconti. Da poco più di un anno fanno 2 sedute di psicomotricità e 1 di logopedia a settimana. Le terapiste – molto brave per fortuna - sottolineano la loro grande spinta comunicativa, un riallineamento nei tempi dell'attenzione con l'età per A. e un recupero sul piano motorio, particolarmente visibile in G.. Loro sono il nostro vero punto di riferimento.
Lo sviluppo delle acquisizioni delle 2 piccole, oggi 3 anni e 2 mesi ,è stato ed è caratterizzato da tratti di grande ambivalenza e situazioni borderline, seppur globali:
- camminato tardi (G. a 20 mesi e A. a 22 mesi) ma acquisizione di tutti i passaggi posturali da molto tempo prima (per capirci, non camminavano sole, ma lo facevano afferrando il dito degli altri, salivano e scendevano dai mobili, strisciavano e gattonavano)- G. in quella fase pesava 9Kg e noi pensammo che non si sentiva abbastanza forte da abbandonare il nostro dito, appena lo fece iniziò a correre; A. ci sembrava invece più instabile, nonostante un peso migliore, in seguito ci domandammo se l’ipoacusia avesse potuto influire
- mangiano tutto, hanno iniziato a masticare i solidi prima di avere i denti e gestito ottimamente bocconi anche grandi
- rapporto con il sonno altalenante: fasi serene si alternano a fasi con risvegli. Abbiamo notato dei movimenti delle mani prima di addormentarsi come nel ripeter il racconto della giornata. A. non lo fa più da tempo, G. lo fa più frequentemente, ma solo prima di addormentarsi.
- sono sicuramente in ritardo nel linguaggio (hanno un vocabolario ridottissimo e non sempre chiaro) ma un'ottima comprensione (parere nostro e delle terapiste), notevole spinta comunicativa (è impossibile non interagire con loro, hanno una forte comunicazione non verbale, si fanno comprendere, eseguono consegne e sono attratte dalle persone)
Abbiamo in famiglia parlatori tardivi, ma non le vedo pronte alla famosa esplosione seppur apprendano nuove parole da qualche settimana con più frequenza. L'associazione di due parole è rara e senza verbi.
Rispondono alle domande: Come ti chiami? Come si chiama la sorellina? Dov’è mamma/papà? Dove vuoi stare? Quanti anni hai? Come fa il cane, etc…? Lo vuoi? Hai capito? Hai fame?
- hanno un rapporto con l’ambiente adeguato: usano gli oggetti in maniera strumentale (penne, posate, chiavi, telefono), hanno il senso del pericolo, dribblano gli ostacoli, salgono le scale alternando i piedi ma se sono tante si appoggiano; sono esuberanti ma se c’è un animale si fermano per osservare le sue reazioni e farsi conoscere pian piano; hanno memoria dei luoghi e dei tragitti
- imitano i balletti, giocano anche simbolicamente da tempo (mettono a nanna i pupazzi, danno da mangiare alle bambole), giocano sia insieme che da sole (A. è più focalizzata)
- fanno da tempo le capriole, si arrampicano, corrono, stanno con un piede, saltano su due (G. è più agile)
- hanno ancora una certa riluttanza ai “no”, è migliorata la gestione della frustrazione ma a volte persiste, soprattutto se sono stanche
- mettono ancora a volte gli oggetti in bocca, togliendoli appena gli si dice di non farlo; hanno abbandonato il ciuccio senza drammi “regalandolo ai gattini” (storia nella quale si riconoscono); abbiamo tolto il panno di giorno (per la notte, aspetto per mia scelta)
- G. si abbassa pantaloni e mutandine per andare in bagno, A. idem e tira l’acqua. Provano a vestirsi e svestirsi. Infilano i chiodini nella tavolozza, amano la plastilina
- nel disegnare, i tratti sono ancora acerbi: G. ha un tratto ellittico, A. vuole che disegniamo l’omino e fa una linea come per ricopiarlo, sa comporre dei segni ellittici ma lo fa meno spesso di G., pur volendo disegnare di più

Le bimbe non hanno mai fatto dei test oggettivi. Non hanno mai fatto una RM. Non c’è insomma una diagnosi vera.
In autunno abbiamo vissuto un momento di grande difficoltà. Dopo uno dei colloqui che di prassi le nostre terapiste organizzano con le educatrici del nido, emerse la preoccupazione di quest’ultime nel non vederle giocare né con gli altri bimbi né fra loro, oltre che nel notare una forte riluttanza ai no.
Per noi fu una doccia gelata. Innanzitutto, per l’averlo saputo in questo modo e non direttamente. E soprattutto perché non riconoscevamo, né noi né le terapiste, il quadro che ci veniva riportato, sia perché le bimbe vivevano un momento di grandi progressi nella terapia sia perché passavano il tempo a casa giocando insieme. Peraltro, in ogni occasione di incontro con altri bimbi le vedevamo felici e partecipative, seppur con modalità diverse. G. si inserisce con più facilità nei gruppi, A. è molto aperta verso gli altri (saluta tutti, abbraccia le persone se le vede tristi) ma preferisce gruppi piccoli. Inoltre, non capivamo come mai fossero molto cercate da alcuni bimbi, se presente quest’isolamento. G. e A., a discapito del loro notevole ritardo linguistico, sono due bimbe definite da tutti gli specialisti che le hanno viste “estremamente comunicative”. Vederle in difficoltà sul loro punto di forza ci preoccupò moltissimo.
Le terapiste all'inizio pensarono all'inserimento del sostegno per l'anno venturo alla materna, per facilitare il rapporto 1 a 1, ma in seguito vedendo i progressi delle bimbe concordammo che forse l’ambiente del nido non era in realtà, in quel momento, favorevole. Era stata una fase infatti di grandi cambiamenti: trasloco, spannolinamento, cameretta. Le reazioni delle bimbe erano state viste come capricci. A mio avviso, potevano essere i segni di questo vissuto e la probabile difficoltà ad adattarsi con amichetti che linguisticamente andavano avanti e scoprivano nuovi modi di interagire, che loro ancora non avevano e non hanno.

A Dicembre si è finalmente deciso di colmare la mancanza di informazioni oggettive e siamo state nuovamente dirottati verso la prima ASL. La NPI che le ha visitate si occupa di sindromi genetiche e abbiamo concordato un percorso atto a scoprire e/o escludere eventuali problemi di questo tipo. Tuttavia, considerando l’emergenza Coronavirus e le liste d’attesa, credo che solo in estate potremmo fare un set di indagini ed esami più oggettivi (Griffiths, etc..)
Da questa visita emerse l’esistenza nelle bimbe di paramorfismi “normali” (occhi allungati come la mamma, bocca grande come il papà, etc…),non immediatamente riconducibili ad una qualche sindrome. La NPI ci disse che le trovava si un po' indietro ma con una buona relazione e che l’importante era che pur con tempi più lenti le acquisizioni arrivassero. Le trovò un po' ipercinetiche, in difficoltà con la frustrazione, ma non escluse una reazione alla situazione (lungo viaggio, attese, etc..) e ci consigliò una terapia comportamentale. Pur sottolineando l’importanza di analisi oggettive ci disse che non vedeva nulla di veramente preoccupante.
La nostra psicomotricista non ritenne utile la terapia comportamentale perché le bimbe, secondo la sua osservazione, non necessitavano ancora di interventi così rigorosi.

Ad oggi, devo ammettere, che con il compimento dei tre anni, entrambe le bimbe hanno guadagnato, pur nella loro vivacità, una calma che non gli conoscevamo: sostano di più sulle attività, si fermano a guardare la televisione, giocano anche da sole pur cercando spesso la nostra presenza.
La situazione al nido, che non abbiamo cambiato per non aggiungere cambiamenti su cambiamenti, è migliorata. Le bimbe giocano tra loro, meno in maniera strutturata con gli altri. Giocano però con gli altri bimbi se abbiamo visite a casa.

Io e mio marito alterniamo fasi di grande ansia a momenti di serenità, pensando che la prematurità e la gemellarità (un rapporto spesso di 2 a 1) abbia influito in questo ritardo ma che entrambe stanno dimostrando la resilienza giusta per recuperare. Io credo molto nell’esperienza ambientale e sottolineo ai medici che non sempre le bimbe sono state messe di fronte alle stesse esperienze degli altri bimbi, per problemi di gestione familiare (sono spesso stata sola, soprattutto quando erano piccole nella quotidianità, per via dei turni di lavoro di mio marito e oggi capita frequentemente la situazione inversa). Dall’altro hanno vissuto ovviamente anche esperienze alternative (mamma/papà in mezzo che abbraccia 2 bimbe insieme, imparare a rispettare i turni, a condividere, a dare un biscotto). A volte penso che il nostro modo di crescerle non le ha esposte ad alcune esperienze, a cui i bimbi di oggi sono soliti e lì i paragoni. Ad esempio, hanno scoperto tardi cartoni animati e cellulare. Di conseguenza, hanno imparato solo una volta che li hanno visti i balletti che i loro compagni magari fanno già. Le porto pochissimo al parco giochi, perché una scappa sullo scivolo e l’altra vorrebbe l’altalena, ma utilizzo spiaggia e campagna come alternative. Per cui magari non sanno arrampicarsi sulle reti ma provano a scalare piccole roccette.
Da mamma mi chiedo se questi ritardi possano essere recuperati nel tempo e in concreto quali siano le strategie, le stimolazioni necessarie per aiutare le mie cucciole.
Mi rendo conto che il mio racconto è molto confusionario e la mia domanda non possa avere risposte certe. Mi scuso in anticipo, Cordiali saluti

Una mamma molto preoccupata

Commenti

Dalla sua descrizione di quanto vedete 'a casa', sembra che alle bimbe manchi solo la parola, e le osservazioni delle educatrici del nido mi sembrano da prendere con le pinze, di questi tempi. Il loro sviluppo sembra procedere con un modico ritardo sugli 'orari' previsti, per camminare e parlare: si potrebbe pensare quindi a un'immaturità motoria, cui qualcuno dà il nome di 'disprassia', trasformando il sintomo in malattia, a mio avviso indebitamente. Ma lo sviluppo sembra procedere in modo armonico e continuo e quindi dovrebbe continuare garantendo le normali acquisizioni, spontaneamente, senza necessità di interventi particolari. Anche quelli fatti penso siano inutili, bastava probabilmente seguire periodicamente l'andamento dello sviluppo, a livello globale.

Non ci sono indagini oggettive per lo sviluppo , a parte gli esami medici/biologici ( EEG, Risonanza, cromosomi, ecc). I test psicologici e di prestazioni non hanno nessuna oggettività, a mio avviso (sarebbe come valutare lo stato del motore di un treno in ritardo misurando i suoi tempi...) e sono inutili se non ingannevoli, e da evitare, a meno che uno non voglia chiedere i provvedimenti della Legge 180 per l''handicap, cosa che mi sembra assolutamente fuori luogo...
Cosa vogliono dire gli acronimi UGR e NPN, scusate la mia ignoranza?

La ringrazio per la sua celere risposta.
UGR: ritardo di crescita intrauterino
NPN: Neuropsichiatria neonatale
Le bimbe sono state seguite li fino ai 13 mesi.
Non abbiamo mai pensato di riferirci della legge 180 e per prima sono spaventata da questi test perchè mi sembrano a volte molto standardizzati. Avrei però preferito fosse stata fatta loro l'ecografia cerebrale alla nascita (fatta invece solo a 8 mesi) e l'RM, per avere un quadro più chiaro.
Per la scuola materna abbiamo optato per una scuola con un approccio attendista, basato sull'osservazione del gioco libero dei bimbi.
Secondo lei, quindi, dovremmo "solo" aspettare e monitorare?
La ringrazio ancora

Mi è rimasto nella penna di chiedervi di integrare le notizie con quelle indicate nel questionario, colonna qui a sinistra, e di mandarmi qualche filmato per vedere le bimbe insieme a voi, se volete. Meglio in youtube, per i miei dispositivi un po' antiquati, ma va bene anche con altri mezzi, spesso.

QUESTIONARIO SULLO SVILUPPO PSICOMOTORIO SIMBOLICO-LINGUISTICO E RELAZIONALE
composizione familiare: mamma, papà, A. e G. (da maggio 2018 a Ottobre 2019 ha vissuto con noi anche la nonna paterna, che frequentano tuttora il finesettimana)
età dei componenti: mamma 40, papà 43, bimbe 3 anni e 2 mesi;
altre notizie ( bilinguismo, immigrazione, ecc.): per circa un mese l’anno abbiamo come nostra ospite un’amica tedesca, ma le bimbe sono esposte alla lingua solo in quella fase e in maniera indiretta
età del bambino/a (data di nascita): gennaio 2013
problemi in gravidanza: gravidanza considerata a rischio per monocorialità, seguite da ospedale locale, ginecologa della mamma e ospedale di 3° livello.
Stato di salute della mamma: ottimo fino al parto (esami in linea, pressione nella norma, dopo il parto non sono riuscita ad espellere tutti i liquidi col cesareo e ho rischiato una gestosi post-gravidica, non verificatasi per fortuna). Ho avuto l’utero contratto per tutta la gravidanza, ma emerse essere una mia condizione intrinseca. Mai avuto contrazioni rischiose e collo dell’utero lungo fino al parto.
Stato delle bimbe:
A 32 sett. circa si evidenziò una diminuzione del liquido. Sono stata monitorata e in seguito ricoverata per circa 20 giorni fino al parto. I livelli del liquido aumentarono e le bimbe furono monitorate anche 2 volte al giorno fino al giorno del parto, flussi perfetti.
A. risultò con un valore di 2,6 alla translucenza nucale, fatta amniocentesi su entrambe le bimbe, risultati ok. A. ha avuto una crescita regolare fino alla 32 sett., si stimava il suo peso alle 36 settimane sui 2,600 Kg, in realtà peserà 1,900Kg
G. aveva un flusso diastolico alternante, sistematosi col tempo, situazione che preoccupò molto all’iniziò. Sembrava usufruire di una porzione di placenta più povera. Flussi in seguito perfetti fino al parto.
NASCITA
a che settimana: 36 settimane
Parto ( naturale, cesareo - eventuali motivi-, difficoltà): Cesareo elettivo
alla nascita : peso, altezza, circonferenza cranica: A. 1900Kg per 43 cm, G. 1500Kg per 40 cm ...
(eventuali curve di accrescimento epoche successive) Ultime misurazioni a Novembre: A. 12Kg per 90 cm, G. 11 Kg per 89 cm
indice di Apgar: 1'…9 entrambe…./ 5'……….. durata del ricovero in ospedale: 23 giorni, di cui solo 3 in intensiva. A. sarebbe potuta essere dimessa prima, ma G. era ancora sotto i 2 Kg.
PRIMI MESI
allattamento: materno ……. artificiale ……… a orario o a richiesta... difficoltà...
Allattamento misto per 5 mesi e mezzo, con paracapezzolo: le bimbe si attaccavano, ma non stimolavano abbastanza la montata. Abbiamo comunque proseguito, il mio latte era la loro aggiunta. Allattate singolarmente. Hanno sempre accettato entrambi i metodi, prendendo volentieri il seno anche se conoscevano il biberon. Si sono staccate da sole, quando hanno iniziato ad avere i primi fastidi gengivali

inizio pappine, minestrine, ecc...
svezzamento (DISTACCO DAL SENO, o dal biberon, se allattamento artificiale), età ……… facile ... difficile ....eventuali difficoltà....
Svezzamento attorno ai 6 mesi: A. senza la minima difficoltà, G. ha avuto un passaggio intermedio durato 3 giorni di pappe lattee e poi è partita. Hanno bevuto l’acqua dai sei mesi dal cucchiaino e in seguito dal bicchiere
La dentizione è arrivata tardi (verso l’anno, come me) ma mangiavano il pane e qualche cibo solido dai 10 mesi

ritmo sonno veglia nei primi mesi, orari, difficoltà...Dormivano tra una poppata e l’altra, ma si svegliavano spesso per mangiare. Verso i 6 mesi davo io loro un biberon mentre dormivano. Attorno ai 9 mesi G. ha sofferto di pavor per un periodo.
Quando le allattavo, le tenevo con me addosso e si addormentavano, una volta per ciascuna. Poi, continuavano serene nella loro culla.
Più in là stavo spesso sdraiata in mezzo a loro. Da quando però hanno iniziato ad esplorare il mondo circostante, questo era diventato più un gioco che un modo per rilassarle e hanno imparato a dormire nelle proprie culle. Per accompagnarle nel sonno, cantavo. E a turno davo loro la mano.
In generale i primi mesi vivevano un momento di difficoltà la sera, dove piangevano molto e si volevano in braccio. Il sonno notturno arrivava dopo l’una di notte, regolandosi verso le 22:30/23 verso i 7 mesi e in seguito verso le 20:45,21 intorno ai 15 mesi

persone che lo accudivano...eventuale ritorno al lavoro della mamma: a quanti mesi?... reazioni del bimbo?
Dal rientro in ospedale ai 3 mesi circa mamma e papà. In seguito, prevalentemente la mamma. Dai 5/6 mesi circa, le sere che il papà lavorava, andavamo a trovare i nonni materni la sera, per avere un aiuto viste le crisi serali, che così sono sparite.
8 mesi: inserimento graduale al nido (poche ore al mattino), io sono rientrata al lavoro ai loro 9 mesi, per poche ore al giorno
15 mesi: orario nido 10-16
In seguito (dai 20 mesi circa) 8-16
Reazioni: nessun problema particolare. Oggi hanno a volte un momento di pianto al distacco, che ci hanno assicurato finisce appena andiamo via.
EPOCA SUCCESSIVA
alimentazione...
A. assaggia tutto con grande piacere (adora frutta e verdura), è un’ottima forchetta, curiosa, ma si autoregola. Se sazia, rifiuta anche cose che le piacciono molto.
G. mangia meno, ma quasi tutto. Assaggia anche cose nuove (un esempio: asparagi crudi raccolti in campagna)
Apprezzano i diversi sapori.
Mangiano da sole, ma la sera chiedono la nostra attenzione e si contratta (un po' da sole e un po' noi)
sonno ...., orari e modalità (dove dorme, come si addormenta, ecc)
Attualmente si addormentano verso le 21:30/22, quando vanno al nido, e vengono svegliate attorno alle 7 (non si riesce a farle addormentare prima). Dormono anche il pomeriggio.
Alternano momenti di sonno sereno, dove dormono tutta la notte, a volte anche sole, a fasi di sonno più instabile con risvegli notturni, dove non riprendono sonno per ore. In quelle fasi parlottano, a volte ridono, non sono inquiete, ma noi non le lasciamo sole, perché altrimenti la bimba sveglia tende a cercare la sorella.
Hanno dormito nelle loro culle fino ai 2 anni e mezzo, in camera con noi. Ora dormono nella loro stanza, su un materasso posizionato sul pavimento (ormai saltavano dalle culle).
Chiedono la nostra presenza per addormentarsi. Se le accompagno io, purtroppo spesso crollo e non riesco ad alzarmi dopo. Il papà è più forte. Il proseguio della notte dipende dai risvegli, che comunque avvengono anche se siamo lì.
G. muove spesso le mani prima di addormentarsi. È una cosa che prima facevano entrambe, a volte anche in auto. A. ha smesso, G. lo fa solo prima di addormentarsi. Accompagna il movimento al chiacchiericcio, come che stesse raccontandosi qualcosa.

abitudini ( ciuccio, biberon, orsacchiotto, copertina, ecc) .....
Hanno preso il ciuccio solo per dormire. A settembre abbiamo iniziato a raccontare loro una storia per abbandonarlo e durante le vacanze di Natale lo abbiamo lasciato. L’hanno cercato solo 2 volte, senza drammi.
Bevono un biberon di latte prima di dormire per questioni di tempo. Quando abbiamo più tempo sostituiamo con tazza e cucchiaio, senza problemi.

tempo video: televisione, telefonini, tablet...
Non possono usare da sole il telefonino. Da qualche mese guardiamo insieme i video con canzoncine e balletti per farli insieme (circa 20 minuti, non tutti i giorni)
Tv: da dopo i due anni, solo alcuni cartoni. Hanno iniziato ad apprezzarla veramente ora. Adorano un cartone in particolare, che guardano circa mezz’ora al giorno.
- SVILUPPO PSICO-MOTORIO:
dove veniva tenuto preferenzialmente dopo i primi mesi, da sveglio: in braccio, nel lettino, nel box, sul passeggino, sul tappeto, libero di muoversi ecc. ....

Non potendole tenere spesso in braccio insieme, le mettevo su un divano dove potevano vederci e dove mi sdraiavo con loro per averle entrambe vicine per le coccole. Da quando hanno iniziato a girarsi le ho messe sopra alcune coperte e tappetoni morbidi per terra. La sdraietta è stata usata solo per la pappa e una mezz’ora di nanna prima di cena. Non abbiamo usato il box perché la reazione di G. ci ha fatto capire che si sentiva chiusa.
Nelle passeggiate abbiamo usato prima un’unica navicella, poi un passeggino doppio. In generale, G. non amava il passeggino. A. all’inizio era più tranquilla, ma appena hanno imparato a stare in piedi avrebbero voluto muoversi più liberamente, anche se ancora non camminavano autonome. Abbiamo optato per i marsupi per bimbi se presente anche il papà e per uscire il più possibile in 2 per farle muovere. Non era sempre facile, ma siamo state supportate da nonna e zia.

seduto da solo a che età .....6/7 mesi

primi spostamenti a che età e come: rotolando, strisciando, uso del girello ...non ricordo bene, era sempre estate quando hanno iniziato a rotolare . G. ha iniziato a gattonare verso gli 11 mesi, A. strisciava e ha imparato a gattonare dopo aver imparato ad alzarsi. G. si alzava verso gli 11 mesi. A. attorno ai 13 mesi su di me, ma non riusciva a mettersi da sdraiata a seduta senza appoggi. Verso i 15 mesi ha fatto il passaggio, aveva però già lo schema del passo a 14/15 mesi.

primi passi da solo........ G.: schema del passo a 14 mesi circa, ai 17/18 mesi camminava sorreggendosi al dito di un adulto (lasciato “morbido”), a 20 da sola, stabilissima, pronta a correre
A. ha seguito lo stesso schema, meno stabile, con uno stacco di circa 2 mesi.

capacità motorie attuali....: entrambe corrono, saltano, stanno con un piede solo, scalano piccoli ostacoli (G. piccole rocce, A. sale e scende da un Bobcat – è un mezzo escavatore reale, non giocattolo - fino al sedile guidatore), salgono e scendono da sedie e divani. G. è più agile. A. è particolarmente coraggiosa in acqua

controllo sfinterico (pipì e popò nel vasino/wc) a che età.....G. ad Agosto, dopo una settimana. Avvisava anche la notte. Ha avuto una regressione quando la sorellina è diventata autonoma. Oggi va abbastanza bene, qualche incidente se distratta da altre cose. Si alza e abbassa da sola i vestiti. Tuttavia, a volte quando avverte, scappa via per gioco.
A. a ottobre, dopo un tentativo ad agosto nel quale tratteneva troppo e ci rimaneva malissimo se le scappava. Decisi di ritentare, perché spannolinare 2 bimbe insieme, spesso sola (peraltro viveva con noi la nonna anziana, che le ama e amiamo molto, ma era difficile gestire più necessità in quel momento) mi rendeva ansiosa e non volevo scaricare su di lei questi sentimenti.
A ottobre la bimba reagì male all’inizio, ma io proseguii. La tenni a casa con la nonna materna per qualche giorno. Ormai si toglieva il panno da sola, faceva le scale, mi seguiva in bagno e si toccava se faceva la pipì pur indossando il panno, cercando la “pozza”in terra. Per me era pronta ma aveva bisogno di essere accompagnata.

Per il nido fu un periodo difficile. Una bimba oppositiva e l’altra che riprese a far pipì.
In 10 giorni anche A. imparò. A casa, nostra e dei nonni, si gestiva bene. Al nido meno, dipendeva molto dalla maestra. Io insistetti facendo presente che non parlando tanto, bisognava seguire “il loro linguaggio” (A. emetteva un suono preciso per avvisare, poi imparò a prendere per mano la maestra).
Anche lei ha qualche momento di defaillance ogni tanto, ma in genere è precisa. Fino a qualche giorno fa si puliva anche da sola. Ora è più presa dal vestirsi. Tira l’acqua da sola.
Entrambe usavano il wc. Da fine Gennaio, dopo una febbre, A. vuole usare solo il vasino (qui a casa). Da una settimana anche G. la imita.

- SVILUPPO RELAZIONALE
RELAZIONE e COMUNICAZIONE nel primo anno di vita
primi sorrisi ...non ricordo bene, ma presto, nei primi mesi
curiosità verso oggetti e persone, attenzione, seguire con lo sguardo: da presto anche qui (i controlli in reparto sono stati tutti a posto fino ai 13 mesi)
Modi di comunicare e richiamare l'attenzione.: i primi tempi pianto, ma modi diversi di piangere
Successivamente:
facilità a capirlo e interagire...Mi è difficile rispondere: io e le bimbe abbiamo sempre “comunicato”. Ho sempre parlato loro, raccontato cosa facevo, cantato. Ho avuto con loro anche momenti di stanchezza e nervosismo per il pianto frequente, ma non le ho mai lasciate piangere da sole. Credevo fosse meglio un’esclamazione di stanchezza, seguita da un abbraccio, all’indifferenza del “tanto smetterà”. E ho sempre avuto la sensazione che ci fosse un filo di comprensione tra noi.

facilità al pianto e facilità a consolarlo, coccolarlo, ecc ...Bastava prenderle in braccio. G. amava stare al collo. Le calmava anche la voce. Amavano e amano il contatto fisico.
reazione di fronte a persone e ambienti nuovi (diffidenza, paura, pianto...) ...Curiose, sorridenti, felici di vedere persone, di uscire
modalità di accudimento: ansioso, apprensivo, preoccupato, tranquillo, sicuro ...Forse anche troppo “easy”: le bimbe potevano stare con me, usare i mestolini in cucina, mettere in bocca, stare in terra, sporcarsi con la pappa, la sabbia, etc... Hanno delle regole da rispettare e devono chiedere scusa.
Un certo nervosismo nei momenti di grande stanchezza, corretto col tempo chiedendo aiuto a amici e familiari.

FIGURE PRINCIPALI cui è attaccato............ Entrambe: genitori (siamo interscambiabili), nonni (3), una mia zia, zii paterni, padrini e madrine
i bambino è abituato a vedere altri adulti, parenti, amici?.....Si, abbiamo visite ogni finesettimana. Vedono i nonni più volte a settimana. Non tutti i nostri amici hanno figli, ma cerchiamo di frequentare altri bimbi, anche se non riusciamo ogni settimana.
REAZIONI AL DISTACCO dai genitori................All’asilo, a volte, un piccolo pianto. Se lasciate dai nonni o da mia zia sono serene
INTERESSE E CURIOSITÀ VERSO LE PERSONE .... adulti ...... bambini.....A. è un po' outsider, soprattutto nei grandi gruppi (ad es: festa di carnevale, compleanni). Si vede però che si diverte, perché è un dramma portarla via. Saluta le altre persone, anche per strada. E’ molto incuriosita dai bimbi di tutte le età. Prova molta tenerezza per i bimbi piccoli. Nelle occasioni di incontro con altri bimbi, G. la sovrasta un po'. A. piace molto ai bimbi più grandi, con i quali gioca con più facilità. In generale, se incontra altre persone interagisce con sorrisi, dà un libro e chiede di leggerlo (a gesti), abbraccia per salutare , da un bacio quando va via anche senza chiederglielo. Se ci sono ospiti a cena vuole sedersi vicino e chiede (a gesti) loro le diano da mangiare.
G. si inserisce anche in gruppo, cerca di capire le regole del gioco e vi si attiene. È molto tenera verso gli altri. Saluta se entra in un luogo e quando va via. Se arriva qualcuno manifesta molto apertamente la sua gioia.
Entrambe amano stare con la gente, sono affettuose e interessate.
Hanno una forte relazione tra loro, ma non sono simbiotiche. Giocano insieme, litigano, si abbracciano, si consolano a vicenda, condividono il cibo. G. cerca moltissimo A. ma le ruba spesso le cose. A. sta iniziando ora a difendersi con piccole astuzie.
CONDIVISIONE cerca di coinvolgere, condividere interessi, attività, stati d'animo? cerca l'attenzione delle altre persone, magari per farsi battere le mani, o dire bravo, ecc? Attivamente.... Solo passivamente .... Non è interessato a condividere ...
Cercano entrambe la costante interazione con le persone. Nei nostri riguardi in maniera a volte estenuante. G. ha molto bisogno del contatto fisico. Ci chiama moltissime volte per averci vicino e mostrarci qualcosa o solo stare insieme mentre lei fa qualcosa. A. ci vuole spesso vicino per guardare i libri. In generale, G. cerca la presenza di entrambi, ma in particolar modo del papà. A. di entrambi, ma in particolar modo della mamma. Si battono le mani da sole se fanno qualcosa di positivo, a volte dicono “ava”. G. “sgrida” la sorella o noi se facciamo qualcosa che non va (tipo “sporcare “ per terra). Prendono il telefono per chiamare i nonni.
- SVILUPPO SIMBOLICO - LINGUISTICO
LINGUAGGIO (età di inizio dei vari punti indicati):
lallazione, gorgheggi... G. 10 mesi, lallazione/A. gorgheggi verso i 6 mesi, nessuna lallazione fino ai 18 mesi (soffrì di ipoacusia trasmissiva)
prime parole ......G. 10 mesi mamma (verso i 13 mesi smise di dirla, poi riprese)/A. 18 mesi (mamma)
due parole insieme ...G. inizia ora, ma senza verbi e raramente (associazione tipo: papà nanna etc…Dice da tempo Ciao Ciao)
uso del no e del sì ....A. dice entrambi (il si come sibilo), usa anche la testa/G. dice no, per il si dice “mHm”, usa anche la testa
frase minima (verbo e sostantivo )....no
capacità di dialogo: a parole ... senza parole...Entrambe mixano gesti e parole. Provano a raccontare piccoli avvenimenti, danno risposte. G. è “loquace”, a suo modo parla in continuazione. A. lo fa meno, deve avere uno scopo preciso. Usano alcune parole con significati diversi (secondo me, non articolano bene tutti i suoni) e le contestualizzano attraverso la comunicazione non verbale. I gesti che usano sono un vero e proprio linguaggio, si potrebbero declinare in un loro “dizionario”, li usano intenzionalmente e contestualmente.

INTERESSE E CURIOSITÀ PER GLI OGGETTI
USO DEI GIOCHI e degli oggetti ( gioco funzionale ....imitativo .....rappresentativo ), descrivete come usa giochi e oggetti.
A. gioca volentieri con plastilina, chiodini e costruzioni. Con la plastilina prepara la pappa per le bambole. Ama travestirsi e ballare. Vuole spesso guardare libri insieme. Adora giocare nell’acqua e con l’acqua (ama fare i travasi).
G. ama giocare con la palla, costruire dei lettini immaginari per i pelouche, coccolarli nella copertina. Adora ballare e travestirsi. Gioca anche lei con le costruzioni, ma meno di A. Adora agende e fogli. Gioca anche con trenini e macchinine. Costruisce finte torte di compleanno mettendo insieme piccoli contenitori di colori e canta a suo modo la canzoncina “Tanti Auguri”(dice “a te”), soffiando le candeline e battendo le mani.
DISEGNO SPONTANEO
scarabocchio , linee, cerchi... omino-testone ... figure, casetta, ecc ...
A. vuole che le si disegni l’omino e sembra lo voglia riprodurre, ma in genere fa una linea. È in grado di fare segni ellittici.
G. fa in genere segni ellittici.
ATTENZIONE nelle varie attività e interessi: breve ... lunga .... ...
Migliorata rispetto al passato, dove passavano da un’attività all’altra. Durante le sedute lavorano molto bene, soprattutto A.
A casa sostano di più sulle attività. Se giochiamo per esempio con la plastilina ci sediamo sulle seggioline per la pappa e stanno anche 30/40 minuti. Se sono più libere, si muovono di più, ma capita , non so come spiegarlo, di non sentirle perché sono assorte (soprattutto nel vestirsi/svestirsi).
COMPRENSIONE DELLE COSE E DELLE RICHIESTE ....A nostro avviso ottima, parliamo con loro con discorsi anche lunghi. La sera sto iniziando a raccontare delle storie (senza libri, per vedere se ascoltano). Stanno iniziando a rispondere a domande astratte “sei contenta? Ti piace? Chi è il mio amore? Mi vuoi bene?”
COMUNICAZIONE DEI SUOI BISOGNI E DESIDERI ....Ci chiamano, ci conducono dove vogliono, indicano e fanno il segno del “dammi”, fanno “si”/no con la testa, oppure lo dicono. G. se ha sonno dice “Nanna”, se ha fame si mette il dito sulla guancia. Entrambe chiedono da bere, sia a voce che coi gesti e nominano alcuni alimenti (cracker, latte, caramella, G. anche cioccolata, A. seada – è un dolce tipico).
UMORE
- COMPORTAMENTO
(tranquillo, iperattivo, capriccioso, ecc)....,Abbiamo notato che sono estremamente tranquille se sole (senza la sorella). A volte capricciose, a volte quasi ragionevoli. Se c’è molta gente a casa, cercano di attirare l’attenzione facendo marachelle. Erano spesso molto in movimento, ora molto più “centrate”. Dalla nonna siamo riuscite a farle cenare (il tempo di un primo e secondo) senza seggioloni
adesione a regole, orari, limiti, ....In questi giorni a casa è più difficile avere orari regolari con la nanna. Hanno alcune regole da rispettare: si mangia in tavola, non si sta in piedi sul divano, non si prende in mano il cellulare, non si picchia se arrabbiate. Si beve sedute e si mangia la merendina in tavola o comunque sedute sul divano. A volte rispettano da subito, a volte sfidano. In generale, con A. funziona spiegare la conseguenza (verso i 2 anni e mezzo ha iniziato a capire frasi tipo “Se urli, andiamo via”, “dobbiamo uscire dal bagnetto, altrimenti la sorellina è da sola e piange”)
obbedienza agli adulti .....Dipende. Con me un po' di più, il papà pur essendo più severo deve imporsi più spesso. Al nido lamentano soprattutto da parte di A. il voler uscire dalla stanza dei piccoli per andare nelle altre stanze.
reazione a divieti, frustrazioni ....Dipende, a volte basta dire “non si fa” e smettono. Altre volte non basta. A. ha, soprattutto se stanca, meno accettazione della frustrazione. Ha ripreso a fare scenate, si mette a correre verso la porta o la vetrata ( ma si ferma senza sbattere) e a volte alza le mani (aveva smesso). Dopo, a volte, viene a chiedere scusa autonomamente. Altre volte, se rimproverata ride e fa la stupidina, anche al nido. G. passa anche lei tra fasi di ragionevolezza e momenti di provocazione dove fa esattamente quello che le si chiede di non fare. Funziona solo il time out: allontanarle dal luogo dove stanno facendo il capriccio per qualche istante. A volte, però, se io vado via., ho notato che si fanno la pipì addosso. Questo mi dispiace molto, perché credo che sentano troppo questa “punizione” per cui cerchiamo di non usarla, se non come ultima chance.
capricci, bizze ...
paure, fissazioni....non credo siano fissazioni, se A. vuole fare un gioco (tipo mettersi da sola l’acqua nel bicchiere cerca in tutti i modi di chiederti di farglielo fare). Anche G. è così, quando si tratta del “far da sole”. Ci cercano molto, ma vogliono “far da sole”.
- SCOLARIZZAZIONE
asilo nido ………. A che età ……………. Reazioni eventuali ………….Dagli 8 mesi, le troviamo serene al rientro.
Scuola materna …………….. eventuali difficoltà di inserimento, ambientamento............
Successive scuole ....... apprendimento ........ comportamento .........
RAPPORTI SOCIALI, occasioni di incontri con altri, parenti, amicizie, ambiente extrafamiliare ........ ...Abbiamo una rete familiare e amicale solida. In settimana, per via del lavoro, vediamo solo i nonni e a volte una mia zia. Il finesettimana anche altre persone.
- SITUAZIONE AMBIENTALE E FAMILIARE
altri conviventi (nonni, parenti, ecc) ………… inserimento sociale della famiglia (emigrati, trasferiti, ecc).... contatti sociali...La nonna paterna ha avuto bisogno di “compagnia” per una certa fase (ho scritto sopra) e abbiamo vissuto insieme. Prima eravamo comunque vicini. Da Ottobre viviamo nella nostra nuova casa, fuori città. Abbiamo comunque rapporti frequenti (sta spesso il finesettimana da noi)
Organizzazione familiare per l'accudimento (orari dei genitori, nonni, baby sitter, ecc: descrivete come siete organizzati, la giornata tipo del bambino e della famiglia).......
Entrambi lavoriamo, il papà stagionale ma con ritmi molto intensi (circa 8/10 mesi l’anno). Quest’anno è rimasto più tempo a casa e si occupa spesso delle bimbe. Io lavoro come insegnante e cerco di concentrare il lavoro extra-lezioni durante i loro orari del nido e la notte.
La nostra giornata tipo inizia alle 7 meno 10. Ritiriamo le bimbe alle 16. Le bimbe vanno al nido 4 giorni a settimana. Nel pomeriggio si gioca con loro, mi aiutano a svuotare la lavastoviglie, cena insieme, bagnetto (G. ultimamente lo ama meno, siamo tornati alla vaschetta – A. non teme nulla, doccia o vasca), latte, cartone animato, lavaggio denti e nanna.
Due volte a settimana vediamo i nonni materni. Il finesettimana e un’altra volta a settimana vedono la nonna paterna. In genere, il finesettimana vediamo altri amici o persone care, soprattutto qui a casa da noi.
Quando stiamo a casa, cerchiamo di giocare fuori.

modalità educative (permissive, ferme, severe, variabili, orari di sonno, dove dorme, chi 'comanda': adulti o bimbo? ecc .....).........,
Ci sono delle regole da seguire. Io sono molto “easy” su alcune cose (ho dato loro, per esempio, alcuni vestiti con i quali possono giocare e sperimentare/ se sono agitate nel sonno stiamo con loro), più rigida su altre (non si mettono in disordine i cassetti, non si entra nello studiolo dove ci sono i documenti da sole, si mangia sedute, se si va a nanna si va a nanna). Mio marito la pensa come me, ma lui sarebbe un po' meno propenso a far usare loro oggetti della vita quotidiana. Cerchiamo di raggiungere un compromesso
tempo video (cioè passato alla televisione, video-giochi, telefonino ecc)ho risposto sopra
- EVENTI PARTICOLARI,
cambiamenti, trasferimenti, nascite, lutti, malattie di familiari, difficoltà, ecc....Ci siamo trasferiti a ottobre e nel giro di due mesi abbiamo rivisto mamma cambiato luogo, casa, stanza, lasciato la culla, finito lo spannolinamento, lasciato il ciuccio.
Visite mediche, ospedale, altro......
Neonatologia post nascita, 3 controlli di follow-up fino ai 13 mesi. Oggi terapia logopedica 1 seduta asettimana, 2 sedute di psicomotricità
Eventuali esami fatti e referti (Udito, vista, eeg, rmn,...)
I controlli fatti in neonatologia e ABR ai 3 mesi perfetti
Hanno fatto un secondo ABR ai 18 mesi: G. perfetto, A. ipoacusia trasmissiva
Abbiamo fatto seguire la bimba da un otorino e da un tecnico audiologico. Non siamo riusciti a rifare l’ABR, perché non si addormentava. Abbiamo fatto un test audiometrico-comportamentale, che la trovò in grado di sentire la voce del papà, ma la mia solo se non presenti rumori da frastuono attorno (TV).
Da rivalutare
Ad oggi , a mio avviso, sente bene se messa frontale, ma sente anche se sussurro (ad es: le chiedo un abbraccio o un bacio)

Altre osservazioni ……….
Verso Dicembre, A. ha avuto dei momenti in cui mandava l’occhio destro all’indietro, quando molto stanca e sbadigliava. La pediatra e l’ultima NPI che la visitarono mi chiesero di monitorarla, vedere se c’erano altri sintomi (nessuno) e vedere se passava da solo o persisteva. Sospettavano un Tic o stimolazioni cerebrali. Oggi non lo fa più.
G. lo ha fatto alcune volte, ma raramente
..................

Mi scuso, è lunghissimo

Le ho inviato alcuni video tramite Google Drive, con età diverse). G.è la bimba più magrolina, A. quella più pienotta. Purtroppo, se proviamo a filmarle oggi si inibiscono un pò. Ci abbiamo provato comunque.
La ringraziamo ancora moltissimo per la sua disponibilità. Credo che per tutti i genitori che vivono situazioni simili sia un aiuto enorme incontrare uno specialista, anche se virtualmente, che osservi davvero i bambini, nelle loro sfaccettature quotidiane e non solo all'interno del momento ambulatoriale.

Ps:nell'ultimo video, quello fuori cartella, hanno 2 anni e mezzo.

Ho letto il questionario, da cui esce la storia di uno sviluppo molto vissuto e coinvolgente, e visto i video attuali, e quello col papà a 30 mesi. Direi che a parte il linguaggio, lo sviluppo globale delle bimbe è nella norma, così come le loro capacità in tutti i campi. Non vedo quindi nessun ritardo psicomotorio.
Il linguaggio invece non è ancora partito, ed è rimasto più o meno uguale a 30 mesi, quindi non sembra in fase di prossima partenza. Siamo nell'ambito di una difficoltà specifica del linguaggio, in entrambe le bimbe, che mi sembrano molto simili fisicamente, una forse più pacata dell'altra, più irrequieta. Le cause sono assolutamente sconosciute, molti bambini imparano anche dopo i tre o quatto anni. Ho notizia recente di un bambino partito col linguaggio dopo sei anni. Non vedo cosa possa servire la psicomotricità e anche la logopedia per me serve a poco. Non mi sembra che finora abbiano avuto molto effetto questi interventi. Rischiano di essere palliativi, 'per fare qualcosa'. Servono forse a tranquillizzare e tacitare le maestre.
Non mi sembra che l'ipoacusia incida molto, ma va comunque curata per essere sicuri che la bimba senta bene.
Invece i video mi stimolano dei commenti sulla situazione ambientale. Mi sembra che ci sia una eccessiva 'stimolazione' didattica e troppo interventismo dei genitori, forse pressati a dare stimoli, parlare, ecc. Rischia però di essere troppo ed avere un effetto contrario di far confusione e interferire con le iniziative delle bimbe, che forse interferiscono anche l'una con l'altra disturbandosi. Niente di 'patologico' finora, direi, ma proverei a cambiare qualche cosa.
I bambini imparano a parlare sentendo gli adulti che parlano fra loro, per imitazione. Invece un bombardamento di parole rivolto direttamente a loro può avere un effetto contrario, così come un eccessivo stimolo didattico. Possono trattenersi per paura di non parlare bene, non essere abbastanza brave.
Forse c'è nell'ambiente un certo perfezionismo, che magari traspare in una certa ossessione per la pulizia? Un bisogno che tutto funzioni bene, senza cose negative ( comprensibile ed umano, ovviamente), ma che può disturbare un po'. Consiglierei ai genitori di essere un po' meno 'entranti' e di essere più attenti a rispondere a richieste delle bambine, che a fare loro proposte. Più silenziosi e più attenti a osservarle per intervenire solo in caso di bisogno o a richiesta. Lascerei le bambine più libere di fare da sè, entro certi limiti, e cavarsela da sè, dando anche loro magari la possibilità di stare da sole, senza stare sempre insieme obbligatoriamente. Capisco che non è facile organizzarsi. Anche a scuola forse sarebbe utile ora metterle in classi o gruppi diversi, almeno per momenti della giornata, se non è già così. Insomma penso che abbiano bisogno di un terreno più libero da interventi esterni per sviluppare il linguaggio naturalmente, visto per il resto le loro capacità sono normali.

La ringrazio moltissimo per la pazienza di aver letto e visto il tutto. E' assolutamente vera la sua osservazione sul fatto che siamo un pò interventisti, soprattutto io. Da quando ci è stata "diagnosticato" questo ritardo, ci siamo sentiti dire che la stimolazione era fondamentale e io ho vissuto anche con alcuni sensi di colpa il nostro vissuto. Per fortuna, siamo circondati da buone risorse parentali e amicali che hanno buon senso e con le quali possiamo confrontarci liberamente. Riflettiamo molto sul fatto (nonni, noi, amici) che le bimbe vengano come "anticipate". Un discorso a sè è poi la loro continua interazione con noi. Caratterialmente, le bimbe ci cercano molto ed in parte questo atteggiamento è sempre esistito e credo sia dettato dal loro bisogno/desiderio di affermarsi singolarmente.
In un certo qual senso abbiamo accolto bene l'idea delle sedute terapiche perché erano un momento singolo, per ciascuna. Per la scuola materna abbiamo optato per una scuola che ha si classi, ma anche gruppi di interesse, nel quali i bimbi vengono coinvolti al di là della sezione di appartenenza.
Sul perfezionismo invece...magari lo fossimo. La casa è spesso un campo di battaglia.
Le chiedo un'ultima cosa: le difficoltà nel sonno, il movimento delle mani prima di addormentarsi, il muovere spesso le braccia se felici, i risvegli frequenti, gli occhi che nei momenti di stanchezza andavano all'indietro.
So che il sistema nervoso dei bimbi matura col tempo. Tuttavia,mi pongo la domanda se a 3 anni sia ancora normale avere "quest' eccitabilità", come se non riuscissero a "scaricare" l'energia che hanno.
Oltre alla grande stanchezza per tutti, mi chiedo come aiutarle davvero. E, a questo punto, se debba farlo o aspettare che la natura faccia il suo pezzo di strada.
La ringrazio veramente.

Il 'perfezionismo' a volte può tollerare anche campi di battaglia, ma traspare da varie cose, sempre con i limiti di una valutazione a distanza. Le bimbe non hanno malattie o disturbi di sorta da 'aiutare'. Giustamente a tredici mesi le avevano dimesse dal follow-up. Sono alle prese a mio avviso con una situazione per loro non ottimale che quindi le ostacola un po', causando questi segni che dice. Le bimbe e il loro svilupppo si aiuta e facilita diminuendo gli ostacoli ambientali, che non è facile vedere, anche se compaiono anche nell'adagio delle 'buone intenzioni' che lastricano la via... Di questi tempi 'per il bene dei bambini' si fanno a volte cose pessime ( non è il vostro caso). Meglio lasciare libera la strada naturale, che non fare interventi artificiali, è più facile che siano di ostacolo questi.
Lasciate loro modo e spazio di sviluppare e seguire le loro iniziative, individualmente, in modo da sperimentarsi e far pratica liberamente. Specie a casa, tanto a scuola dovranno seguire regole e limiti e turni ecc ecc.
Forse potrebbe essere utile una consulenza periodica a tutta la famiglia insieme, in modo da vedere i vari modi di esprimersi e comunicare e gestire le situazioni, e forse trovare modi più utili. I terapisti familiari con esperienza di famiglie con bambini piccoli, potrebbero aiutare. Un po' come SOS TATA, l'avete mai vista in tv?

La ringrazio moltissimo per le sue riflessioni. No, in realtà, non abbiamo mai guardato SOS TATA, pur avendone sentito parlare.
Cercheremo di trovare il modo di lasciarle più libere e favorire degli spazi di autonomia singola.
Credo che un ostacolo momentaneo che stanno vivendo è legato alla mia necessità di lavorare in "smart working" (un pò come pensassero "mamma è a casa e non è con me?").
Su questo non ho molte soluzioni, se non il tempo.
I risvegli notturni ci preoccupano, perchè durano ore.
Noi genitori ( a turno) le accompagniamo nella loro stanza per dormire. Quando si addormentano andiamo via. In genere, soprattutto A., ad un certo punto si sveglia e viene a cercarci. Uno di noi la riaccompagna e se siamo fortunati A. si riaddormenta, ma ultimamente il risveglio dura ore. E comunque restiamo lì.
Non usciamo dalla stanza per farle capire che la notte si dorme e si dorme nella propria stanza. Vorremmo, ovviamente, che il prossimo passaggio sia "si dorme nella stanza e da sole". Su questo siamo in alto mare. Su altre cose so anche essere severa se serve, ma su questo fronte no. Tanti bimbi cercano di finire nel lettone e quindi mi chiedo se non sia proprio un bisogno a quest'età, che vada un pò accompagnato.
Non saprei.
La ringrazio ancora. Buona giornata

Può darsi che sia un periodo di maggior stress per tutti, anche per il coronavirus, il cambio di routine, ecc. Le regole abituali forse vanno cambiate in base alle esigenze. A volte bisogna 'salvare il salvabile' e rinunciare alle linee prefissate, sul dormire, ecc, come mi sembra cominicate a pensare. Whatever works... Magari una babysitter ( senza coronavirus ) per stare con loro mentre la mamma deve lavorare in casa... L'obiettivo forse ora è superare il periodo con i minori danni possibili. Sospendere per un periodo le sedute e vedere come va? Anche per risparmiare le forze della famiglia...

Si, ha ragione, ne parlavamo proprio stamattina.
Le bimbe stanno col papà quando io lavoro e viceversa.
Le sedute sono state sospese per forza maggiore.
Ne approfitteremo per stare più tempo insieme.
La ringraziamo ancora moltissimo, anche da parte delle piccoline

Forse bisogna cambiare atteggiamento in generale verso i bambini: cercare di conoscerli bene, e permettere loro di conoscerci, invece che volerli educare e guidare. Se ci si conosce e si è in rapporto, si collabora molto meglio e anche i bambini collaborano meglio se si sentono riconosciuti e rispettati dagli adulti. Tutti i bambini, di qualsiasi età e comunque siano. La Montessori aveva scoperto queste cose molto tempo fa, credo che sia bene rileggerla. Aggiornateci sull'evoluzione, se volete.

Buonasera Professore, la ricontatto perché volevo sottoporle un video che sono riuscita a fare a G., dove spero (il video è un po' buio) si possano vedere i movimenti delle mani di cui le parlavo. La bimba fa questi movimenti soprattutto prima di addormentarsi, spesso li accompagna con la voce, se la fermo mi guarda un po' sorpresa, come se non capisse perché intervengo. In genere, hanno sempre mosso le mani e anche A. lo fa a volte, ma non vistosamente come G.
Entrambe sfarfallano se felici e mettono la bocca come per pronunciare un prolungato “ohh”, se sono eccitate positivamente da qualcosa.
Finora ho interpretato questo loro atteggiamento come un bisogno di compensare la difficoltà espressiva verbale e di scaricare le emozioni, ma andando avanti nel tempo, mi preoccupa molto perché non capisco se possa nascondere dei problemi. Da quando fu “segnalato” il ritardo vivo sempre nell’altalena tra speranza e paura (sia di sottovalutare che di sopravvalutare le difficoltà delle mie bimbe).
Le ho allegato anche due disegni che hanno fatto da poco. (La scelta dei colori è relativa, nel senso che ne avevano pochi di fronte). I tratti sono fatti dalle bimbe, le figure da noi genitori su loro richiesta.
Grazie e mi scusi se la disturbo nuovamente.

In effetti si vede molto poco perchè è buio e anche perchè è troppo vicino e non si vede tutta la bimba. Non riesco ad aprire le foto dei disegni, non so perchè.
I movimenti delle mani senza scopo, ripetitivi, in momenti particolari di tensione o emozione, sono considerabili forse fra le cosiddette 'stereotipie motorie', che non sono un segno di autismo, perchè si ritrovano in bambini per il resto senza difficoltà. Non hanno un effetto nocivo sui bambini, mentre può averlo l'atteggiamento delle persone intorno che li guardano male... Se ne parla in una pagina indicata nella colonna qui a destra.
Non ci sono problemi 'nascosti', come nel caso del virus che può essere anche asintomatico.
C'è il ritardo del linguaggio, come vi dicevo, che si svilupperà probabilmente nei prossimi tempi, in modo spontaneo. C'è tempo e non esistono metodi per insegnare a parlare. La cosa più importante è capirsi e comunicare nei modi possibili, come con i bambini sordi, che imparano a leggere i movimenti labiali. Ma loro non sono sorde e capiscono il linguaggio. Non hanno ancora imparato a produrlo, per motivi sconosciuti.

La ringrazio ancora. Le ho condiviso nuovamente le foto dei disegni. Leggerò gli approfondimenti sulle stereotipie motorie e cercherò di non "mettere" io per prima problemi alle mie figlie.
Grazie ancora, spero di ridisturbarla solo tra tanto tempo, magari per aggiornarla sullo stato delle bimbe.

Ps: nel disegno hanno tratti ancora acerbi, però per loro i segni che producono iniziano ad avere dei significati. Per G. siamo noi, i nonni, la sorella. Per A. sono l'omino, il sole, il serpentello.
Grazie ancora e un augurio di resilienza per tutti, in questi tempi difficili.

Ho visto le foto.
E' ancora presto per i disegni. Anche qui l'epoca di inizio è variabile... Lasciatele che usino a loro piacimento pennarelli e colori ( su dei fogli...), senza limitarle e tantomeno insegnare loro o farle colorare figure preformate, lasciandole libere di usare i colori che vogliono senza chiedere il nome dei colori. (come regola generale evitate di 'interrogarle'...) Benissimo che diano significati ai loro segni.

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AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.