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Ansia e timidezza - valutazione dei comportamenti

CONSULTI PER BAMBINI ADOLESCENTI E FAMIGLIE

Buongiorno, da un po’ di tempo mi sto facendo delle domande su mio figlio Luca, di 4 anni, sui suoi atteggiamenti e sulla sua timidezza. Non so se vedere in alcuni dei suoi comportamenti qualcosa cui prestare più attenzione del normale, per cui le chiedo un consulto in merito.
1) Da qualche mese si stuzzica troppo le dita (prima lo faceva solo occasionalmente), si toglie le pellicine intorno alle unghie e tormenta le unghie tanto che è da parecchio tempo che non ho necessità di tagliargliele.
2) Vedo che ha necessità di tempo per accogliere il contatto fisico degli altri. Le faccio qualche esempio. a) Il papà di una bimba alla quale Luca era molto legato ai tempi del nido, e che frequentiamo ancora occasionalmente, un paio di volte ha preso in braccio Luca per gioco, arrivando da dietro mentre lui non se ne accorgeva e ciò ha provocato un pianto disperato. Succede sempre con persone che vogliono abbracciarlo o prenderlo in braccio con cui non ha grande confidenza. b) Ogni tanto al mattino appena arriviamo a scuola qualche compagno cerca di abbracciarlo e lui si ritrae, si infastidisce. c) Appena arriviamo a casa di qualche altro bimbo lui rimane aggrappato a me o al papà, non gradisce di essere toccato dagli altri, inizialmente evita il gioco. Solo dopo un po’ si lascia andare e inizia a giocare in modo disinvolto. Per avere un contatto fisico sereno con gli estranei ha bisogno di tempo (più con gli adulti che con gli altri bambini). Specifico che invece con me e con suo papà ha un contatto fisico molto naturale e affettuoso.
3) A volte scoppia in pianti immotivati. Ha una forte predisposizione per i numeri e la matematica, già da diversi mesi ha capito come si conta fino a 100 e anche oltre. Deve sempre contare mentre il basculante del garage si apre o si chiude…quando capita che si incarti e si dimentica i numeri, o quando si dimentica di iniziare a contare mentre il basculante si muove, scoppia a piangere frustrato e disperato…la maggior parte delle volte gli permettiamo di ricominciare riattivando il basculante. Qualche volta, perché meno pazienti o presi dalle nostre cose o dalla fretta, ci imponiamo e rifiutiamo di riattivarlo, lui allora si dispera e si calma solo dopo un po’. Specifico però che non ci sono altre situazioni o momenti in cui deve contare. L’apertura del garage è l’unico momento. Per il resto manifesta solo grande interesse per i numeri, meno per le lettere dell’alfabeto o le parole.
4) Ha manifestato in un paio di occasioni delle ansie: a) la maestra ha raccontato che una volta si è messo a piangere disperato, con i singhiozzi, rosso paonazzo per aver visto un ragno a scuola…tanto che la maestra ha dovuto cercare di calmarlo, e mandare via il ragno con la scopa (era un normale ragnetto). A casa non è mai successo, ma in quei giorni mi ha detto di aver paura dei ragni. Dopo indagini e verifiche, fatte anche con i nonni, arriviamo alla conclusione che probabilmente si è fatto impressionare da qualche discorso a scuola, fatto tra bambini. Abbiamo comprato un libro sui ragni e due ragni finti di plastica, che ha scelto lui, per affrontare la paura che diceva di avere. Non si sono verificati altri episodi e in qualche modo sembra aver esorcizzato il problema. b) Una sera che si è fermato a dormire dai nonni ed era con loro nel lettone, ha iniziato a piangere, un pianto sommesso, ma sofferente, non agitato (così me l’ha descritto la nonna) per gli specchi che sono sulle ante interne degli armadi dei miei suoceri, dicendo che ha paura degli specchi da cui escono le streghe. Premetto che ha uno specchio anche in camera sua e mai ha manifestato alcun tipo di disagio, anzi, è sempre stato incuriosito dagli specchi. E’ stata una reazione isolata, unica nel suo genere, e pensiamo che anche in quel caso sia stato impressionato da una favola letta a scuola sulle streghe o da discorsi di altri bambini. In quell’occasione i nonni hanno chiuso le porte degli armadi, gli specchi non si vedevano più e lui si è tranquillizzato. Si è comunque addormentato in quella stanza quella notte. L’episodio non si è più ripresentato.
5) A 3 anni abbiamo provato a portarlo a delle lezioni di prova di baby dance, ginnastica, musica...tutte le volte rimaneva aggrappato a me, e quando era ora che le mamme uscissero dalla stanza iniziava con un pianto disperato e non voleva rimanere. Ora gli ho proposto di provare con la pallacanestro, ha detto che ci pensa. Dice che vorrebbe fare calcio, ma non ha ancora l’età per iniziare. Spero che in quell’occasione, essendo un suo desiderio, sarà diverso.
6) Ci sono dei periodi in cui non vuole salutare le persone (nemmeno i nonni). Io mi impongo perché gli dico sempre che ai nonni si deve dire almeno ciao. Con altre persone magari gli dico che è educato salutare ma non insisto oltre. Non lo spingo a salutare i nonni con un abbraccio o con un bacio, nemmeno quando i nonni lo chiedono, perché credo che quel tipo di contatto gli debba venire spontaneamente.
In generale Luca è un bambino abbastanza tranquillo, molto solare, dolce e chiacchierone. Le maestre a scuola mi dicono che è molto timido, ma in questo secondo anno di scuola materna ha fatto dei grandi progressi. L’anno scorso si nascondeva se gli chiedevano di ripetere una canzoncina o altro e provava imbarazzo a parlare con le maestre o gli adulti. Invece con i suoi amici era disinvolto e chiacchierone, ed era uno tra i bimbi più benvoluti, uno di quelli che venivano scelti tra i primi dagli altri quando, ad esempio, dovevano fare le squadre. Adesso capita anche che alzi la mano per offrirsi di ripetere le filastrocche davanti a tutti, ed è più disinvolto anche con le maestre o le inservienti.
Non so se gli atteggiamenti un po’ anomali descritti debbano destare una qualche preoccupazione. Ad ogni modo vorrei capire qual è il modo migliore per rapportarmi a lui in certe situazioni (es: basculante) o per aiutarlo ad affrontare la timidezza ed essere più sereno nella gestione del contatto fisico con gli altri, se conosciuti. Le chiedo se ha dei consigli pratici, e anche, eventualmente, se può consigliarmi qualche libro in merito per Luca, o per noi… grazie.

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QUESTIONARIO SULLO SVILUPPO PSICOMOTORIO SIMBOLICO-LINGUISTICO E RELAZIONALE
Composizione familiare, età dei componenti: Luca 4 anni, figlio unico (e fin’ora unico nipote), Mamma 40 anni, Papà 44 anni, un cane, nonni tutti e 4 presenti (spirito giovanile e ottima forma fisica – il bimbo li ha sempre frequentati molto, dai 6 mesi d’età occasionalmente ha sempre dormito da loro). Uno zio che vive lontano e vediamo poche volte all’anno. Nessun cugino.
Età del bambino (data di nascita) 26/06/2015
Problemi in gravidanza: minaccia di aborto alla 12° settimana, nessun problema in seguito
NASCITA
A che settimana: 40 + 1
Parto: cesareo d’urgenza per alterazioni del CTG e liquido amniotico tinto. Luca è nato piangendo, cianotico, con funicolo tinto di verde. Gli hanno aspirato abbondante liquido tinto melmoso dalle prime vie aeree, e messo in osservazione in termoculla con supplementazione di ossigeno. A 10 ore di vita per polipnea, febbre e mascherina periorale è stato ricoverato in neonatologia. Sottoposto a terapia antibiotica per sospetto problema infettivo. Da referto risulta che “già nelle prime ore di vita colpiva l’irritabilità del piccolo e la difficile coordinazione tra suzione e deglutizione, con un’alimentazione che stentava ad avviarsi, anche per la presenza di conati di vomito. Si evidenziava micrognatia. L’ecocardiografia evidenziava 4 difetti muscolari del setto intraventricolare (DIV) in sede medio-apicale in assenza di altre anomalie.” Ecografie polmonari successive hanno documentato la risoluzione del polmone umido. Due controlli ecografici cerebrali sono risultati normali. La terapia antibiotica è stata sospesa dopo 72 ore.
Alla nascita : peso, 3760 g, altezza 52,6 cm, circonferenza cranica 35,5 cm
Indice di Apgar: 7-8
Durata del ricovero in ospedale: Luca è rimasto in neonatologia dalla nascita fino al 07/07/2015
PRIMI MESI
Allattamento: latte esclusivamente materno per 4 mesi, latte artificiale dai 4 mesi d’età, a parte le prime settimane di vita poi si è sempre cercato di dargli degli orari. Difficoltà: per tutto il periodo dell’allattamento ha avuto molte difficoltà ad attaccarsi al seno e poca pazienza nel mangiare, spesso usavo il tiralatte e alternavo a momenti seno e a momenti biberon con il mio latte. Piangeva spesso, rigurgitava spesso.
Inizio pappine, minestrine, ecc...: iniziato su indicazione della pediatra, a 5/6 mesi, prima con frutta frullata, poi con le passate di verdure, poi con l’aggiunta di carne e il resto, gradualmente e inserendo una cosa per volta. Ha sempre accettato il cibo volentieri, è sempre stato curioso.
Svezzamento (DISTACCO DAL SENO, o dal biberon, se allattamento artificiale), età: il distacco dal seno è avvenuto verso i 4/5 mesi, quando non ce l’ho più fatta a gestire seno, tiralatte e pianti, e siamo passati al biberon di latte artificiale. Da quel momento Luca ha iniziato a dormire più a lungo, ma ha continuato con i rigurgiti, e circa un mese dopo abbiamo iniziato un lento svezzamento. Quando abbiamo introdotto la cena e tutti gli alimenti il biberon di latte è rimasto solo nella colazione del mattino, o come coccola quando stava poco bene. Luca, a parte l’iniziale difficoltà con l’allattamento, poi non ha dimostrato difficoltà nei vari passaggi e ha sempre accolto con curiosità e positività questi cambiamenti.
Ritmo sonno veglia nei primi mesi, orari, difficoltà: dai primi giorni a casa Luca ha sempre dormito qualche ora consecutiva, anche 4 ore la notte…più passava il tempo e più allungava le nanne. Ha sempre dormito abbastanza. I primi mesi quando era sveglio piangeva spesso, forse le coliche, o si arrabbiava perché non si attaccava bene al seno o perché non mangiava abbastanza o non abbastanza velocemente (la sua crescita però è sempre stata regolare). Ha iniziato ad essere più tranquillo quando siamo partiti con lo svezzamento.
Persone che lo accudivano: mamma, nonni, papà.
Eventuale ritorno al lavoro della mamma: sono rientrata al lavoro quando lui aveva 6 mesi, ma in modo graduale (3/4 ore al giorno le prime settimane, e solo 2/3 giorni a settimana), il bimbo rimaneva con i nonni. Ho gradualmente aumentato la mia presenza al lavoro e ai 7 mesi e mezzo del bimbo sono rientrata definitivamente in ufficio e Luca è stato inserito al nido fino alle ore 13.30. Ho un orario di lavoro che mi lascia liberi 2 pomeriggi a settimana. Di conseguenza al nido 2 giorni lo ritiravo io alle 13.30, un giorno lo ritirava il papà, e 2 giorni lo ritiravano i nonni. Reazioni del bimbo? Non ho riscontrato reazioni particolari al mio rientro al lavoro, ma probabilmente perché è stato molto graduale.
EPOCA SUCCESSIVA
Alimentazione: non ha mai avuto grossi problemi con il cibo, è abbastanza curioso, assaggia, ci sono periodi in cui vorrebbe mangiare sempre le solite quattro cose, a periodi mangia un po’ di tutto…nel corso di questi primi anni i pasti non sono mai stati un problema.
Sonno: ha iniziato a dormire tutta la notte a 5 mesi, da subito l’abbiamo abituato a dormire nel suo letto, salvo occasionali eccezioni. Fino a 1, 2 anni la sera si addormentava da solo dopo aver ascoltato una storia letta da mamma o papà. Ho il ricordo di rari e brevi periodi di difficoltà nel farlo addormentare.
Orari e modalità: A 2 anni, 2 anni e mezzo, non ha più voluto fare il riposino pomeridiano tutti i giorni. Non c’era verso di farlo dormire diversi pomeriggi, nemmeno in macchina. A quel punto abbiamo un po’ forzato le cose, abbiamo tolto il pisolino pomeridiano e abbiamo iniziato a metterlo a dormire molto presto, anche alle 19. Ha funzionato. Dopo la prima settimana di assestamento, in cui si è anche addormentato sul piatto della cena, abbiamo sempre mantenuto un orario fisso per la nanna, ed è sempre andato a dormire entro le 20. Dorme con il suo peluche preferito, ogni tanto chiede di avere una piccola lucina che rimanga accesa di notte. Si è sempre addormentato da solo e in poco tempo, ma dai 2 anni e mezzo ha cominciato a fare fatica ad addormentarsi. Allora dovevamo rimanere con lui finchè si addormentava, e l’abitudine poi è rimasta. Ultimamente stavamo valutando di ricominciare a farlo addormentare solo, quindi uscire dalla stanza dopo la storia della buonanotte…ma ancora non l’abbiamo fatto.
Abitudini ( ciuccio, biberon, orsacchiotto, copertina, ecc) da quando è stato svezzato non ha più preso il latte prima di andare a dormire, il biberon è stato tolto circa a 2 anni perché non lo usava, lui chiedeva di usare la tazza come i grandi e si divertiva a scegliere ogni giorno una diversa… Il ciuccio è stato tolto verso i 2 anni, in un periodo in cui aveva preso l’abitudine a lanciare le cose… non è stato meditato, mi trovavo da sola con lui una mattina, ha lanciato il ciuccio una volta, gli ho detto che non si lanciano le cose, l’ha lanciato la seconda volta, gli ho detto che se lo lancia ancora una volta il ciuccio sparisce…l’ha lanciato di nuovo e il ciuccio è sparito…per un paio di giorni ha continuato a chiederlo, e poi fine.
..... tempo video: televisione: dai 2 anni, cercando di limitare 30/45 minuti al giorno. In estate capita che non guardi la tv per diversi giorni consecutivi (io e suo papà non abbiamo l’abitudine di guardare la tv), in inverno invece quasi tutti i giorni la accendiamo un po’, ma si decide prima quanti cartoni guardare o per quanto tempo. Dopo il periodo concordato chiediamo sempre che sia lui a spegnere la tv, lodandolo se lo fa senza fare capricci.
Telefonini: non da solo, ma capita che chieda di vedere foto o video mentre noi abbiamo il cellulare in mano.
Tablet: solo quando deve fare l’aerosol guarda i cartoni sul tablet.
- SVILUPPO PSICO-MOTORIO:
Dove veniva tenuto preferenzialmente dopo i primi mesi, da sveglio: nel lettino, sul tappettino, a volte in braccio, o libero di muoversi quando ha iniziato a stare eretto o in piedi. Mai usato il box.
Seduto da solo a che età: 7 mesi e mezzo
Primi spostamenti a che età e come: strisciando con una gamba e con le mani
uso del girello: no
primi passi da solo: a 14-15 mesi
capacità motorie attuali: ottime, nulla da segnalare
controllo sfinterico (pipì e popò nel vasino/wc) a che età: più o meno a 3anni, durante l’estate, nel giro di un mesetto, complice una lunga vacanza al mare, ha tolto il pannolino (dopo 10/15 giorni abbiamo tolto il pannolino anche di notte, è capitato una sola volta che bagnasse il letto, le altre si è sempre svegliato chiamandoci per fare la pipì). Nel periodo da 3 a 4 anni però, dopo un po’ di mesi in cui aveva raggiunto totale autonomia, ha avuto in 2 diversi periodi (in inverno e in primavera) delle ricadute (di solito si faceva la cacca addosso, in un paio di occasioni la pipì). Abbiamo capito che manifestava una qualche difficoltà, ma non siamo riusciti a capire quale…le ricadute sono durate qualche settimana, e così come sono iniziate sono anche sparite…In questi due periodi di ricadute (faceva la cacca addosso a scuola, a casa, mentre giocavi con lui, mentre lo lasciavi a giocare da solo…davvero non abbiamo capito cosa si scatenava), noi non sapevamo bene come comportarci, abbiamo tentato con la comprensione, con il gioco e il divertimento, abbiamo anche tentato la strada della punizione ma nulla serviva…ad un certo punto la cosa si è risolta da sola, e ancora oggi non ne abbiamo capito il perchè.
- SVILUPPO RELAZIONALE
RELAZIONE e COMUNICAZIONE è sempre stato molto sveglio e vivace, ha sempre avuto delle capacità espressive chiare
primi sorrisi ... a 3 mesi circa
curiosità verso oggetti e persone, attenzione, seguire con lo sguardo è sempre stato un bambino curioso, attento, che osserva molto
Modi di comunicare e richiamare l'attenzione. Con il suono della voce. Urletti, gorgheggi.
Successivamente: ci chiama finchè non gli diamo retta
facilità a capirlo e interagire...ha sempre parlato tanto e ha sempre trovato il modo per farsi capire…nessun problema nella comunicazione
facilità al pianto e facilità a consolarlo, coccolarlo, ecc ...non ho molti termini di paragone, ma spesso piange o ha pianto per delle cose banali (se apparecchi la tavola ma invece voleva farlo lui, se metti una tazza invece di un’altra al mattino, per frustrazione se non riesce a fare qualcosa, ecc…) e si consola abbastanza facilmente, da solo o in braccio
reazione di fronte a persone e ambienti nuovi (diffidenza, paura, pianto...) ...è molto timido e diffidente, nei posti nuovi o davanti a persone nuove si aggrappa alla mia gamba, si nasconde. Solo quando si abitua all’ambiente o alle persone si lascia andare.
modalità di accudimento: ansioso, apprensivo, preoccupato, tranquillo, sicuro ... i primi 4 mesi ho avuto molte difficoltà, baby blues, difficoltà di allattamento, lui piangeva molto, poi è andata un po’ meglio. Sono sempre stata molto presente, interagisco molto con lui sia a parole, sia con i gesti, sia tenendolo costantemente d’occhio anche mentre faccio altre cose. Le prime due volte che l’ho lasciato dormire dai nonni mi sono fermata anch’io insieme a lui (ma aveva 6-7 mesi), ma poi l’ho sempre lasciato con disinvoltura, se si inciampa o si fa male non sono una mamma che accorre trepidante in soccorso ma piuttosto minimizzo l’accaduto, non ho mai usato blocca cassetti, blocca prese, cancelletti, ecc…piuttosto insistevo nel spiegare cosa poteva fare e cosa no, anche quando era piccolo, o spostavo dalla sua portata eventuali oggetti pericolosi in modo da lasciarlo libero di esplorare ma senza rischi di reale pericolo. Il papà è stato inizialmente meno presente, sia per motivi di lavoro, sia per minor istinto di protezione e accudimento. Io però ho sempre cercato di coltivare il loro legame, lasciando a loro momenti a due. Va detto comunque che il rapporto papà figlio si è sviluppato di più con il tempo, ed è aumentato con il progredire della crescita di Luca.
FIGURE PRINCIPALI cui è attaccato:. Oltre a mamma e papà, frequenta abitualmente tutti e 4 i nonni. Ha un rapporto un po’ più frequente ed un legame più intenso con i nonni paterni (spesso ci chiede di dormire da loro).
REAZIONI AL DISTACCO dai genitori: ha bisogno di un rituale di saluto da noi, tipo un bacio e un abbraccio. Quest’estate per la prima volta l’abbiamo iscritto a un centro vacanze. I primi due giorni ha pianto molto all’ingresso, ambiente nuovo, persone mai viste prima, anche se c’erano alcuni bimbi che sono nella sua stessa scuola. In entrambe le occasioni mi sono dovuta fermare per un po’ cercando di calmarlo, e sono andata via che comunque era ancora scosso. Idem il papà. Il pomeriggio del secondo giorno ne abbiamo parlato, ho cercato di spiegargli che mamma e papà non possono rimanere lì tanto tempo perché devono andare a lavorare, e che se anche lui piange dobbiamo andare via lo stesso, e gli ho detto “Luca, come possiamo fare? Ci aiuti a trovare una soluzione?” Gli ho proposto “cosa dici se decidiamo prima quanti baci e abbracci ci diamo, e li contiamo, e quando ce li siamo dati mamma va via?” Lui ha accolto con entusiasmo questa proposta, ha chiesto 9 baci e 9 abbracci e io ho acconsentito. I giorni successivi ci siamo dati 9 baci e 9 abbracci e lui si è girato per andare a giocare come se niente fosse, senza una lacrima. Idem con il papà. Con il passare dei giorni abbiamo cercato di diminuire il numero dei baci e abbracci, sempre concordandolo prima. Il problema pianto non si è più ripetuto, anzi ha chiesto di rimanere al centro vacanze anche il pomeriggio, e l’ultimo giorno in cui c’era la festa finale ha pianto perché avendo la febbre non ci poteva andare. E’ come un diesel…molto lento all’inizio, ma poi va…
INTERESSE E CURIOSITÀ VERSO LE PERSONE: le maestre dicono che è un grande osservatore, è molto curioso, ascolta molto adulti e bambini
CONDIVISIONE Cerca di coinvolgere soprattutto me e suo papà, o i nonni, con gli altri è un po’ più intimidito. Preferisce giocare in compagnia che da solo. Ovviamente predilige il gioco con altri bambini piuttosto a quello con gli adulti quando ne ha la possibilità (e sempre dopo aver superato un primo momento di ambientamento). Le maestre dicono che ha un bel modo di giocare, che condivide molto.
- SVILUPPO SIMBOLICO – LINGUISTICO
LINGUAGGIO: ha avuto un ottimo e graduale sviluppo del linguaggio, come confermato dalla pediatra e dalle maestre del nido e della scuola dell’infanzia, ha sempre parlato molto, è un gran chiacchierone, le maestre dicono che parla tanto con i suoi amici a scuola, ha un ottima dialettica, usa molti vocaboli. Ogni tanto inverte le sillabe (es: dice “ho menticato” invece di “ho dimenticato”, oppure “sono stato al cimena), e ho chiesto alle maestre se secondo loro fosse un problema, mi hanno detto assolutamente di no (comunque succede di rado).
INTERESSE E CURIOSITÀ PER GLI OGGETTI
USO DEI GIOCHI e degli oggetti ( gioco funzionale ....imitativo .....rappresentativo ), descrivete come usa giochi e oggetti. Gli piace molto giocare con le macchinine, fare le gare, fare i parcheggi. Ha avuto una fase in cui prediligeva i dinosauri (la lotta tra i dinosauri), la fase del calcio, i puzzle, i giochi in scatola…spesso vuole giocare alla famiglia dei leoni, lui fa il cucciolo, a volte il papà e noi dobbiamo essere a seconda dei casi la mamma, il papà o i cuccioli a nostra volta. Ci gioca anche con i nonni. Quand’era più piccolo gli piaceva giocare con la cucinetta, imitando quello che facciamo noi adulti.
DISEGNO SPONTANEO Ha sempre disegnato poco, a scuola le maestre dicono che quando viene chiesto ai bambini di disegnare lui non si è mai tirato indietro, e l’ha sempre fatto con piacere, ma a casa io quando provo a coinvolgerlo vedo poco interesse, e se si mette a disegnare dopo 5-10 minuti si stufa e va a giocare con altro. Abbiamo preso dei pennarelli per dipingere sui vetri, lì ci siamo accorti di averlo stimolato un po’, ma comunque non è la sua occupazione privilegiata.
ATTENZIONE Sta aumentando man mano che diventa più grande, adesso ha un buon livello di attenzione (dipende anche dal grado di interesse che prova verso quello che si sta facendo).
COMPRENSIONE DELLE COSE E DELLE RICHIESTE: nulla da segnalare. Comprende benissimo, ogni tanto fa i capricci se non vuole fare qualcosa ma quando gli si spiega il senso di quella cosa di solito lo recepisce.
COMUNICAZIONE DEI SUOI BISOGNI E DESIDERI : in relazione ai bisogni fisici non ha alcun problema a comunicarli (ho fame, sete, devo andare in bagno, ho sonno), così come i desideri (avere un gioco nuovo, andare in montagna sulla neve, andare in piscina, al mare). Non riesce molto a parlare delle emozioni, lì c’è ancora lavoro da fare.
UMORE Al risveglio se c’è la sveglia solitamente è un po’ di cattivo umore, aiuta svegliarlo leggendogli un libro o raccontandogli una storia. Diverso è nel fine settimana, quando si sveglia volontariamente. Il resto del tempo è un bambino gioioso e solare, a parte i capricci quando non vuole fare qualcosa.
- COMPORTAMENTO Luca è abbastanza tranquillo, me ne accorgo nelle occasioni in cui vedo più bambini insieme. Non è iperattivo né capriccioso. I capricci di solito li fa solo con noi o i nonni (persone strette con cui sente di poterseli permettere probabilmente), quando gli si impone qualcosa che in quel momento non vuole fare (chiudere la tv, andare a dormire…). Aderisce abbastanza a regole e orari, ogni tanto li contesta o fa dei capricci, ma di solito davanti a spiegazioni chiare e semplici non oppone particolare resistenza. Ha qualche difficoltà a gestire la frustrazione, se non riesce a fare una cosa va in ansia, piange e si innervosisce. A periodi gli piace ripetere certi comportamenti (in questa fase scende di sotto per la colazione da solo, si nasconde sotto il tavolo e quando arrivi ti fa lo spavento, non tutti i giorni ma molto spesso). Ogni tanto va a dormire con la luce spenta, ogni tanto dice di avere paura del buio e gli lasciamo una piccola lucina notturna. Qualche volta ha detto di aver paura dei mostri, o dei rumori che ci sono nel buio…abbiamo letto un libro del dr. Seuss (“Il Mostrino nel taschino”) che sdrammatizza la questione, e mi sembra sia servito molto. Adora i numeri, gli piace contare, provare a fare somme…ci fa domande sullo zero, cosa succede se si mette prima di un numero, o dopo un numero…

- SCOLARIZZAZIONE
asilo nido si A che età 7 mesi e mezzo Reazioni eventuali ogni tanto all’ingresso piangeva, ogni tanto entrava serenamente, in tutti i 2 anni e 4 mesi di nido che ha fatto, ha alternato mattine di pianti strazianti a periodi sereni. Le maestre mi hanno sempre detto che appena chiudevano la porta lui smetteva di piangere e non aveva problemi, come se volesse solo comunicare a me qualcosa (in effetti alcune volte chiusa la porta mi fermavo ad ascoltare e tutte le volte sentivo che il pianto finiva immediatamente).
Scuola materna ha pianto all’ingresso solo i primi 3 giorni, poi non ha mai avuto nessun problema. Non ha dimostrato difficoltà di inserimento, le maestre mi dicono che ha un bel modo di giocare con gli altri bambini, che condivide abbastanza facilmente i giochi, che viene scelto sempre tra i primi dagli altri bambini quando si fanno le squadre, che tra i bambini è molto considerato, che non è prepotente ma ha un buon modo di rapportarsi agli altri.
RAPPORTI SOCIALI, nelle occasioni di incontri con altri manifesta sempre una grossa timidezza iniziale, si attacca a mamma o papà e rifiuta gli sguardi degli altri…tempo 10 minuti o anche mezz’ora (dipende dalle situazioni, se ci sono o meno altri bambini, quante persone ci sono, ecc…), si sblocca e va…e poi chi lo vede più quasi…
- SITUAZIONE AMBIENTALE E FAMILIARE: In casa viviamo mamma, papà, Luca e il nostro cane, Mosè. La nostra casa è un porto di mare, nel senso che ci piace ricevere amici e parenti a cena, o in visita. Il papà lavora tutto il giorno, ma si impegna a portarlo a scuola lui una o due volte alla settimana. Gli altri giorni lo porto io. Un pomeriggio a settimana lo prendono i nonni materni da scuola, lo tengono a casa nostra e gli danno la cena perché io e il papà rientriamo verso le 19. Si gioca un po’ e poi cominciano i rituali della nanna (denti, pulizia, pigiamino, storia della buonanotte). Due pomeriggi a settimana lo prendono a scuola i nonni paterni, e lo portano a casa loro. Io o il papà lo andiamo a prendere verso le 18 e lo portiamo a cena a casa. Occasionalmente si ferma dai nonni a cena o a dormire. Ogni tanto ce lo chiede lui e noi non abbiamo obiezioni. Non abbiamo mai avuto baby sitter, non avendone bisogno (se chiediamo i nonni sono sempre disponibili, è capitato anche nel weekend). Due pomeriggi a settimana lo vado a prendere io a scuola, e passiamo il pomeriggio insieme in attesa di papà. Luca cena da solo alle 18.30, perché riteniamo importante che vada a dormire presto e quindi anticipiamo per lui l’orario della cena. Siamo abbastanza rigidi sugli orari, anche perché vediamo che funzionano, e lasciamo un po’ di flessibilità in più solo durante i weekend o le vacanze. Io e il papà di solito ceniamo dopo le 20.30, quando Luca già dorme. Nel fine settimana invece cerchiamo di mangiare tutti insieme, perché obiettivamente è più piacevole.
Modalità educative (permissive, ferme, severe, variabili, orari di sonno, dove dorme, chi 'comanda': adulti o bimbo? ecc .....): Comanda assolutamente l’adulto, siamo fermi e rigidi su alcune cose, meno su altre. La vita di Luca ha orari fissi, dorme da sempre nel suo letto in camera sua. Non si discute in settimana sull’orario della nanna o su alcune regole base (quando si cena si sta a tavola e non si accende la tv; si lavano le mani prima di mangiare, si lavano i denti prima di andare a dormire), sul rispetto verso le cose e le persone (non si lanciano gli oggetti, non si sbattono le porte, non si alzano le mani sulle persone, non si rompono le cose volontariamente, non si interrompono le persone che stanno parlando, ecc…). Siamo flessibili su altro (la merenda ogni tanto si può anche fare davanti alla tv, dai nonni ci si può anche addormentare nel lettone, in casi eccezionali anche con mamma e papà…). Concordiamo insieme a lui quanti cartoni può vedere, purchè poi l’accordo vada rispettato; sceglie lui come vestirsi ma tra le opzioni che gli diamo noi; in ristorante quando ci sono pranzi lunghi cerchiamo di farlo stare seduto più a lungo possibile, ma se non ci vuole stare lo lasciamo anche libero di muoversi, purchè non intralci i camerieri e non dia fastidio agli altri; cerchiamo di insegnargli l’ordine (si appende la giacca quando si entra a casa, si mettono via le scarpe, se c’è tempo a fine giornata si mettono via i giochi, magari insieme, ecc…).
Tempo video (cioè passato alla televisione, video-giochi, telefonino ecc) al massimo un oretta, non tutti i giorni, nel weekend se c’è brutto tempo può capitare che passi anche 2 o 3 ore davanti alla TV a vedere un paio di film nel corso di una giornata, ma se il tempo è bello e si può uscire, o se ha altre cose più interessanti da fare, alla tv nemmeno ci pensa. I videogiochi non sa ancora cosa sono. Non gli viene mai lasciato in mano il telefono in autonomia, ma se lo usiamo noi chiede di mandare le faccine a papà o ai nonni con whattsapp, o di vedere video o foto.
- EVENTI PARTICOLARI: Nessun evento particolare, solo 2 traslochi, il primo quando Luca aveva 2 anni, il secondo quando ne aveva 3 nella nostra attuale e definitiva casa.
Visite mediche, ospedale, altro......Fa le visite mediche di routine (pediatra, oculista, dentista…) con sufficiente tranquillità e fa quello che gli viene chiesto dai medici senza problemi. In relazione ai DIV al cuore ha fatto l’ultimo controllo a 2 anni e mezzo, e il prossimo ce l’ha a 5-6 anni.

Dal questionario mi viene un po' il dubbio - spero i non offendervi - che la vostra vita sia stata regolata più per le esigenze degli adulti che del bambino. Ritmi e regole un po' rigide forse cui il bimbo si è adeguato mostrando però qualche difficoltà. Il farsi la cacca addosso ha spesso il significato di un'opposizione passiva alle richieste degli adulti. Cerca forse di essere 'perfetto' e corrispondere alle richieste ma quando non ce la fa ci sta parecchio male. Così forse si è creata un'insicurezza che porta a momenti di ansia di fronte a situazioni nuove e modalità un po' rituali di gestirla. Siamo nell'ambito di difficoltà emotive che durano mi sembra da tempo e forse richiedono una modifica di aspetti organizzativi e di funzionamento della famiglia che come dicevo mi sembrano un po' rigidi. Difficile approfondire a distanza, ma se vuole possiamo provare. Che dicono della vostra situazione i nonni , che vedono la vostra situazione familiare un po' dall'esterno ( dall'interno è difficile vedere certe cose...)?

Non ci offende anzi,mi consola pensare che possa essere un nostro atteggiamento a provocare certi comportamenti, perché almeno posso intervenire e cambiarlo. I nonni materni dicono che noi siamo troppo permissivi (in effetti io ho avuto un'educazione piuttosto rigida), i miei suoceri al contrario sostengono che siamo troppo rigido...Forse senza volere sto adottando un impostazione troppo simile a quella che ho avuto io. Proveremo a fare qualche cambiamento.

Se trova possibile approfondire un pò a distanza volentieri. Vorrei cercare di aiutarlo se possibile. Grazie

Dicevo che le vostre regole familiari ( per mangiare, dormire, forse altre...) mi sono sembrate finalizzate a salvaguardare gli interessi e le esigenze di voi adulti. Quasi creando una forma precostituita cui il bambino doveva adattarsi, ed ha cercato, ma magari sacrificando così sue esìgenze e creando dei conflitti in lui. Se in famiglia le esigenze di qualcuno sono sacrificate per quelle di altri si creano degli squilibri e dei conflitti più o meno manifesti o nascosti. Pensateci e cercate di guardare se può essere così e se si può pensare a cambiare qualcosa.

Buonasera, ho cercato di pensare a ciò che ha scritto. A dire il vero le nostre regole familiari, almeno per quanto riguarda il mangiare e il dormire, sono nate per salvaguardare Giacomo, che si sveglia (con difficoltà) alle 7.00 o poco prima e ha bisogno di almeno tot ore di sonno...la cena è sole o una conseguenza...se si va nel letto alle 20 difficile farlo cenare alle 19.30...tra l'altro questi orari ovviamente ci fanno spesso rinunciare a "appuntamenti sociali" quali aperitivi, palestra ecc... personalmente vorrei farne a meno di un pò di rigidità su questi due aspetti, ma lui è un dormiglione e se farne a meno significa avere a che fare con un bambino nervoso e assonnato che fai ancora più fatica a svegliare la mattina, allora preferisco dare priorità alle sue esigenze. Per come la vedo noi ci siamo adattati a queste forma precostituita che si adatta ai suoi ritmi.

La mia è come una sonda che prova a smuovere le acque per vedere se può emergere qualcosa di non visibile immediatamente. Ovviamente solo voi ( magari insieme a suo marito) potete vedere se qualcosa viene smosso e diventa visibile e da mettere a fuoco meglio.
La sua risposta sembra un po' difensiva,ed è comprensibile. Se si sopporta la inevitabile paura della critica ( Lei ha accennato a una famiglia di origine un po' rigida, e le critiche forse devono fare un po' paura...) e il possibile senso di colpa forse si può vedere qualcos'altro.

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