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Bimbo di 5 anni

CONSULTI PER BAMBINI ADOLESCENTI E FAMIGLIE

Visto circa un anno e mezzo fa e poi seguito on-line, per difficoltà di interazione e comunicazione, manifestata verso i due anni, con un'apparente regressione, rifiuto del nido e arresto dello sviluppo relazionale.
Alcuni video in cui si vede a casa o all'asilo o al parco giochi. Appare molto interessato nel video con la pattinatrice, che cerca di spingere; in altri è apatico, distratto, annoiato, senza iniziative. In alcuni momenti ha alcuni scatti per conto suo, c.d. stereotipie, forse di noia o tensione. Il problema di fondo mi sembra che è presente e sembra capire le situazioni ma non è interessato e non comunica, né a parole né senza. Da questo dipende il resto, mi sembra, lo stare per conto suo, il non interagire ecc. Quando è interessato è molto più attivo, ma sempre senza comunicare. Bisognerebbe cercare di trovare cose che lo interessino e lo attivino e lavorare sul comunicare con tutti i mezzi possibili, i segni, le immagini ( comunicazione alternativa aumentativa), come detto altre volte. Probabilmente con una persona in rapporto uno a uno. Il gruppo dei bambini è troppo difficile per lui.
Pensare che tutto dipende da qualcosa chiamata 'autismo' o che comunque sta nello 'spettro autistico', ma che non si conosce per nulla, mi sembra non aiuti a capirlo e capire cosa è meglio fare. Proverei a rifare l'EEG nel sonno, per controllo. Visto che il focolaio irritativo sembra proprio nell'area linguistica, temporale, forse avrebbe senso provare una cura specifica, nel sospetto di una sindrome epilettica che disturba lo sviluppo simbolico e linguistico.

Commenti

Mi vengono inviati dei video del bambino in sedute che mi sembrano di terapia comportamentista tipo aba, con l'applicazione del sistema 'PECS'. Il bimbo seduto a un tavolo di fronte al terapista deve dare un'immagine allo stesso per avere un biscotto, che il terapista gli dà pronunciando la parola 'biscotto' con enfasi in modo sempre uguale. Il bambino impara subito e per 10 minuti gli dà l'immagine che trova senza difficoltà fra due, che il terapista cambia di posizione ogni volta, come al gioco delle tre carte. Non c'è altra interazione o comunicazione fra di loro. Intorno a lui varie persone, fra cui forse una consulente che spiega la tecnica a delle allieve.
Il bambino imperturbabile - c'è anche la mamma - e paziente mangia così un sacco di biscotti e poi beve anche dell'acqua, che gli viene data allo stesso modo.
Non mi sembra che quanto si vede faccia parte del metodo della CAA, piuttosto della terapia ABA. Mentre nella terapia CAA il bambino viene aiutato a comunicare con le immagini che gli vengono date a disposizione, (di persone, cose, luoghi...) costruendo una specie di album che porta con sè per esprimersi, qui mi pare che venga addestrato a fare quello che l'addestratore vuole che faccia, in modo non diverso dall'addestramento di animali da circo o altro, con zuccherino o punizione. Non c'è alcuna altra interazione o comunicazione del bambino con altri, mentre questi parlano fra loro commentando. La cosa mi sembra scorretta: nelle situazioni di insegnamento meglio che gli allievi stiano in un'altra stanza in cui possano vedere, o con collegamento video o specchio unidirezionale, per non disturbare l'interazione fra terapeuta e bambino. Ma qui sembra interessare poco l'interazione e la comunicazione, ma solo l'addestramento ad eseguire prestazioni premiate con il biscottino. Speriamo che non ingrassi troppo.
Che dire: mi sembra un metodo sbagliato applicato a un bambino a cui è stata fatta una diagnosi sbagliata. Il bambino non ha ovviamente alcuna difficoltà a fare quanto richiesto, perchè è intelligente e intuitivo, collaborativo e ben adattabile al contesto. Il suo problema è linguistico, essenzialmente.
Consiglierei una terapia, ( termine che oggi è un po' inflazionato), comunque un lavoro in cui un adulto cerca di costruire un rapporto con il bambino per fare delle cose insieme partendo dagli interessi del bambino per arrivare a condividere e comunicare anche stati d'animo, usando anche le immagini come nella CAA. Questo metodo è stato chiamato dal mio amico dr Tribulato "gioco libero autogestito' (vedi colonna a destra) ed è in sè simile al modo della Montessori di stare con i bambini senza prevaricarli, come invece spesso fanno gli adulti.
Questo bambino non è 'autistico', ammesso che abbia senso questa parola, ma è talmente paziente e disponibile che sembra poter sopportare anche persone così meccaniche, disumanizzate e finte come quelle che si vedono trattarlo solo come un oggetto. D'altronde oggi questo si trova.

l'EEG conferma che c'è un focolaio irritativo, cioè una zona del cervello che per qualche motivo (lesione pregressa o malformazione) ha un'attività bioelettrica anomala. Il bimbo non ha avuto crisi epilettiche finora e può darsi che non ne avrà mai, difficile fare previsioni. Difficile anche dire se il focolaio potrebbe influire sul linguaggio. Forse si potrebbe provare una terapia antiepilettica e vedere l'effetto, ma dovrebbe andare in un centro esperto nell'epilessia infantile di livello regionale, penso. O comunque da uno specialista esperto.
Quanto a quello fatto finora, temo che considerare G un bambino autistico non aiuta. I metodi di cui mi ha inviato dei filmati non sono a mio avviso utili, anzi forse controproducenti. Non credo serva andare in centri lontani, dove farebbero solo test e diagnosi analoga, con le stesse indicazioni. Penso che finora il bimbo non abbia trovato una persona che lo capisca e che sia interessato a costruire una relazione, non solo per addestrarlo, ma piuttosto per liberarlo da una specie di gabbia senza comunicazioni. Io proverei a lasciar perdere gli addestramenti per trovare invece una relazione interessante, rivolgendomi a una psicoterapeuta di bambini, con orientamento psicodinamico, interpersonale, non cognitivo-comportamentale.

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AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.