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Capricci per i colori dei vestiti e per uscire di casa

CONSULTI PER BAMBINI ADOLESCENTI E FAMIGLIE

Gentile Dott. Benedetti,
Le scrivo per descriverle alcuni comportamenti di mia figlia, che ha 27 mesi. É una bimba allegra, che cerca sempre la comunicazione attraverso gesti e parole. Ne dice più o meno 80, e sembra iniziare ad unire due ultimamente, anche se non lo fa spesso per ora. Passa le sue giornate solo con me, di sera c'è anche il papà e ogni dieci giorni più o meno, vede i nonni e gli zii paterni. Viviamo a Madrid, per cui vede la mia famiglia solo con le video chiamate. Non viene a trovarci mai nessuno. Lei recentemente ha scoperto il gioco, fa gioco simbolico con i suoi peluches e bambole. In particolare, è molto affezionata a Peppa pig, ne ha 2 di medie dimensioni, una con il vestito rosso e una con il vestito viola. Tutti i giorni appena sveglia mi chiede di farle indossare un vestito rosso, e io l'accontento perché spesso balliamo con le canzoni di Raffaella Carra che ha molti vestiti rossi. Lei prende una frusta a mano, tipo microfono, e balliamo insieme. Si diverte ed è un momento in cui stiamo bene. Avvolte mi chiede anche rossetto e collana. Ultimamente iocerco in tutti i modi di portarla a giocare fuori la mattina, ma lei non vuole e fa di tutto per non farsi vestire. Scappa, fa i capricci per i colori delle ghettine, non vuole i pantaloni e molte volte piange anche per mezz'ora anche se io le dico che lei è bella con tutti i colori, ed è fortunata ad avere tanti vestiti. Le stesse scene le fa anche per mutandine, pigiama, calzini. E mentre piange, vuole che le asciughi le lacrime con dei fazzoletti che hanno la confezione viola, come il vestito di una delle due Peppe. Anche il ciuccio deve essere viola. Diventa snervante e mette a dura prova la mia pazienza. Dopo pianto disperato si calma e mi abbraccia e mi tocca il gomito. È la sua forma di baciare, non dà baci e nemmeno li vuole. Spesso li rifiuta, altra volte li accetta perché in fondo io credo che le piacciano. E infatti li dà alle sue bambole, dopo che giochiamo alla bua, cioè che cadono e poi li curiamo e li mettiamo a ninna. Non usa più il pannolino, nemmeno di notte. Non ha più fatto pipi a letto, e solo 3 volte le è sfuggita di giorno, anche perché lei non si ricorda di farla e se glielo dico dice che non deve farla, ce la devo portare io, anche di mattina appena sveglia. Le feci invece ultimamente ci mette tanto a liberarsi, e si distrae continuamente. Difatti la lascio sola un po', perché sennò non smette di toccare cose e parlare e non si concentra. Anche se è molto stanca, dice di non voler dormire. É capace di tirare anche 13 ore sveglia. Poi, dopo avermi toccato il gomito insistentemente, (io le dico che il gomito è stanco e vuole fare la ninna e lei smette) e poi si addormenta. É in generale una bimba irrequieta. A tavola non sta ferma un attimo. Alcune info sulla prima infanzia:
Gravidanza normale
Parto: 40 sett+4 gg, indotto e terminato con forcipe
Indice di adattamento: 9, poi 10
Peso: 2860
Altezza:48
Allattamento misto, avevo poco latte, in più per la tortícolis era difficile allattare. Poi arrivò la bronchiolite e la bimba non riusciva a su chiare e il latte sparì.
Frattura di clavicola nel parto e tortícoli congénita curata in riabilitazione per 6 mesi. Lieve plagiocefalia.
Brochiolite grave a sei settimane di vita, tre giorni in terapia intensiva per pause respiratorie, altri dieci in reparto. Nessuna conseguenza polmonare.
A sei mesi cominciò ad avere un modesto reflusso trattato con Nexium fino a luglio, che aveva 9 mesi.
Adesso mangia di tutto, anche se non ama le verdure, prima sì. Spesso ha il singhiozzo.
I primi giorni di vita furono rovinati da un evento spiacevole: avevo chiesto di non ricevere visite, solo nonni e zii. Mia suocera non rispetto la mia volontà e cominciò ad arrivare gente, con cui non ho nessun rapporto. Alla fine mi arrabbiai e non feci salire più nessuno. Ero stanca, piena di dolori, sangue. I miei suoceri se la presero, in particolare mia suocera, con cui litigai il giorno dopo il parto con la bimba in braccio cercando di allattarla. Questo evento segnò la mia maternità, e senza incolpare nessuno, credo che influenzò l'allattamento, perché io ero triste, dopo un parto che non fu quello che io sognavo.
Vorrei le sue opinioni Dottore. Cosa posso fare per stimolare Lucia ad uscire di casa e a parlare. I colori ad esempio li dice ancora con vocali, giallo è ta, verde te, rosso to, blu è bu, rosa è toa e nero è neo. Aggiungo:frequentò l'asilo dagli undici ai 17mesi finché arrivò la pandemia. Si ammalava spesso. Ora non frequenta perché io sono a casa perché ho perso il lavoro durante la pandemia e allora sta con me.
Aspetto sue notizie. Grazie mille.

Commenti

Mi sembra un po' difficile la situazione ambientale, isolata per la pandemia ma anche forse per altro, con la mamma lontana dalla sua famiglia e un po' stressata, forse. Madre e figlia sempre insieme, il papà meno presente, e nessuna visita. La figlia forse sente lo stress della mamma.
La mamma vorrebbe uscire di casa mentre la bimba vuole restare a casa. Forse la bimba sente un vago pericolo che la mamma voglia andar via da casa, e lei allora sta attaccata alla casa come un guardiano del faro, per paura di perdere il suo posto, cui è legata la sua sicurezza..
Mi dia qualche elemento in più di conoscenza seguendo il questionario in colonna sinistra, per favore. Anche riguardo al rapporto della bimba con i genitori, alla situazione quando è presente il padre, o durante dei periodi di vacanza, se ci sono stati...

Buongiorno Dott. Benedetti.
Grazie per la sua risposta. In effetti molte volte penso di voler tornare in Italia, più adesso che non si può viaggiare e non ci torno da tanto tempo, ma nei miei pensieri e desideri c'è sempre la mia bimba. Lei verrebbe con me. Non la lascerei mai. Passo al questionario.
Composizione familiare: mamma 41, papà 38,bimba nata il 26/10/2018. Bilinguismo: mamma italiana, papà spagnolo.
Nascita 40+4
Gravidanza senza problemi
Parto indotto, epidurale, terminato con forcipe
Peso: 2860
Altezza: 48
Apgar: 1' 9, 5' 10
La bimba riportò una frattura di clavicola destra, torticoli congenita sinistra a cui segui una terapia riabilitativa di 6 mesi. Il ricovero duró 4 giorni.
Allattamento: misto fino alle sei settimane di vita, poi artificiale.
Primi mesi:
La bimba si ammalò di una grave bronchiolite a sei settimane, per pause respiratorie fu intubata e ricoverata 3 giorni in terapia intensiva, poi altri 8 in reparto. Tornò a casa molto debole, spesso vomitava per la presenza di muchi. La convalescenza fu lunga ma riuscì a guarire senza riportare danni polmonari.
Io mi sentivo molto provata e avevo paura di tutto.
A gennaio, dopo la convalescenza, iniziammo la riabilitazione per la torticoli in ospedale, andavamo due giorni a settimana con la nonna paterna. La bimba si mostrava insofferente ai trattamenti e piangeva molto.
Ritmo sonno-veglia: la notte dormiva abbastanza bene, solo alcune volte ricordo che era difficile farla riaddormentare dopo il biberón. Di giorno dormiva tranquilla nella sua culletta o passeggino e si svegliava per mangiare. Per il sospetto di allergia alle proteine del latte i primi mesi bevve latte idrolizzato, scartata l'ipotesi passammo al latte normale e recuperó molto peso perché ne beveva di più, con più gusto.
Di giorno la tenevamo in braccio o nella sdraietta quando era sveglia. La tenevo anche sul tappetino della palestrina per eseguire gli esercizi di riabilitazione che mi suggeriva il riabilitatore.

La accudivamo io e il papà, due giorni a settimana veniva la nonna che ci portava alla riabilitazione e stava con lei mentre io sbrigavo qualche faccenda in casa. Spesso la portava a passeggio.
Svezzamento: iniziò a 5 mesi e mezzo con la frutta, poi a sei mesi con pappe. Gradiva quasi sempre tutto, anche se non è mai stata una golosona. Da aprile cominciò ad avere episodi di reflusso e fu trattata con Nexium da aprile a luglio 2019.
Ad ottobre, ad 11 mesi, iniziò l'asilo,prima che io tornassi a lavorare, per fare inserimento di un mese prima del mio rientro. I primi giorni piangeva molto, io anche. Poi smise, e una volta tornata io a lavoro iniziò a tempo pieno, dalle 9 alle 17. Si inserì bene, pur essendo la più piccola, e le maestre erano soddisfatte. Il fine settimana io lavoravo e stava con il papà. Stava bene, non piangeva quando uscivo di casa, però al mio rientro spesso mi aspettava sveglia per farsi addormentare da me. Poi cominciò ad ammalarsi spesso, lo scorso inverno, e stava con i nonni e la zia paterna mentre noi eravamo a lavoro. A marzo interruppe l'asilo per il Covid-19.
Época successiva:
Cominciò a mangiare a pezzi dopo l'anno. Si addormentava in braccio e poi la mettevamo nel suo lettino, che era in camera nostra accanto a me. Dormiva con il ciuccio, tutt'ora lo fa.

Se possibile le chiederei ci continuare il questionario rispondendo ai vari punti.
Come dicevo, mi sembra che la situazione sia stata piuttosto stressante nel primo anno, sia per madre che per figlia. Bisognerebbe vedere poi il secondo anno e fino ad ora. Il comportamento della bimba e le sue 'manie' sono probabilmente espressione di insicurezza e stress, appunto.

Grazie mille per la risposta. Certamente compilo il questionario . Grazie ancora

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AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.