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bambina 17 mesi ingestibile

CONSULTI PER BAMBINI ADOLESCENTI E FAMIGLIE

Buonasera, scrivo in merito alla mia bambina di 17 mesi, che risulta davvero difficile da gestire. La mia bambina è nata da parto cesareo alla 41esima settimana. Dopo circa una settimana dalla sua nascita ha iniziato con dei pianti interminabili ed estenuanti. Niente riusciva a calmarla. Solo guardarla o prenderla in braccio o parlarle era causa di pianto assurdo e inconsolabile. Nemmeno io riuscivo a gestire la situazione e a lungo andare, sentimenti di frustrazione, inadeguatezza e stanchezza fisica e mentale stanno sempre più prendendo il sopravvento. Le è stato diagnosticato, a 7 mesi, un reflusso che Secondo il pediatra era la causa dei pianti interminabili. Rassicurandoci che con lo svezzamento le cose sarebbero cambiate, attendevo fiduciosa un miglioramento mai arrivato. Ora la bambina cammina e inizia a dire le sue prime parole. Tuttavia permane il pianto, molto spesso immotivato o associato a stanchezza. Il sonno spontaneo non è mai avvenuto, ma bisogna insistere perché la bambina non riesce ad addormentarsi da sola, nemmeno se molto stanca. È esageratamente iperattiva e piange per ore. Per calmarla bisogna fare i salti mortali e sinceramente, dopo 17 mesi passati avendo accanto una bambina che stenta a migliorare e che mi fa sentire mamma per metà (con lei tutti i ricordi di prima infanzia sono fatti di crisi di pianto. Non ricordo un giorno di serenità sua, se non casi sporadici e miracolosi di cui ricordo ancora la data. Non veniva presa in braccio per non scatenare il putiferio, né tantomeno era possibile giocare con lei o parlare, vivere situazioni di ordinaria quotidianità, in quanto ogni iniziativa sfociava nel pianto). Oggi nessun gioco la intrattiene per più di un lieve tempo, non guarda i cartoni, è attratta per pochi minuti solo da qualche canzoncina che le metto io dal telefono o computer, se crea un equilibrio con qualche attività e la si distoglie da essa solo parlando con lei, allora inizia il pianto. Non riesce a stare ferma, deve sempre correre. Nemmeno io, mamma, riesco a calmarla. Quando piange chiama me, ma in braccio sono calci e scalpitii. Anche quando non camminava batteva continuamente i piedi. Non è quasi mai serena l, sembra ringhi e quel verso contraddistingue le sue giornate. Familiarmente è figlia unica e vive in un contesto tranquillo, è al centro di tutte le attenzioni, eppure sembra sempre agitata. C'è da dire che a questi momenti si alternano altri di estrema solarità e dolcezza, ma durano ben poco. La parte che ho descritto maggiormente è che mi desta preoccupazione e tanta tanta stanchezza fisica e mentale, caratterizza la sua personalità. Può mai essere normale che una bambina che sta scoprendo il mondo intorno a lei sia sempre così agitata e pianga di continuo? Per 17 mesi di continuo? Spero di ricevere un aiuto anche nella presa di consapevolezza che qualcosa non vada, perché in famiglia tutti sono restii ad accettare che qualcosa non vada nella bambina, quasi come se io volessi necessariamente scavare in questioni scomode. Mi spiego meglio. Mio marito da piccolo dicono sia stato un terremoto ingestibile e mia suocera, che ha 70 anni, per quanto mi riguarda, ha tratti della personalità che mi portano a pensare che ci sia qualcosa di genetico che non funziona come dovrebbe. Ad esempio, se io parlo lei non ascolta e parla sempre sopra le persone, lasciando pochissimo spazio per esprimersi al suo povero interlocutore. Proprio non riesce ad ascoltare e tende a ripetere sempre gli stessi discorsi. La stessa incapacità di ascolto e sovrapposizione verbale sull'interlocutore che ha mio marito. Che siano strascichi di disturbi/deficit di infanzia che si sono consolidati in loro da adulti? So anche che mio marito tendeva ad essere manesco con i compagni della scuola materna. Può essere che ci sia un legame genetico? Io sospetto che mia figlia possa avere deficit di attenzione e di iperattivita' e il solo pensiero che possa lei avere difficoltà ad interagire con i suoi coetanei o ad apprendere a scuola mi terrorizza. È possibile che qualcosa non vada o devo ritenere che sia solo una questione caratteriale e di indole della piccola? Grazie per l'attenzione

Commenti

Sembra che la vita post-natale sia stata quindi difficile e traumatica sia per la bimba che per i genitori. Si è trovato a un certo punto una possibile spiegazione, il riflusso esofageo, ma la situazione non è molto migliorata. Nonostante ciò lo sviluppo della bimba sembra essere stato discreto, sia sul piano motorio che psichico, e sembra mostrare normali capacità di base. Probabilmente c'è un malessere, un disagio, che non viene finora riconosciuto e non si riesce quindi a trovare gli strumenti adatti per contenere e per aiutare la bimba a maturare modalità più evolute per affrontare.
Le somiglianze con parenti possono essere evocative non solo per unatrasmissione ereditaria genetica, ma per una trasmissione transgenerazionale ambientale. Come si impara la lingua parlata nell'ambiente, così si imparano anche molte modalità psicologiche di gestire le cose e quindi si assomiglia ai genitori o a certi parenti. Il fatto che comunque questi parenti siano cresciuti e abbiano avuto una vita normale, bene o male, dovrebbe essere rassicurante sul futuro della bambina, oltre al vedere che sta maturando abbastanza normalmente sembra nelle abilità di base, appunto.
Se non ce la fate da soli a uscire dal circolo vizioso che sembra essersi creato dovreste farvi aiutare da esperti in bambini piccoli e famiglie con bambini piccoli a cercare di vedere eventuali ostacoli e difficoltà che mantengono questo circolo vizioso e vedere se si riesce a uscirne. A volte interventi azzeccati al momento giusto possono aiutare a fare il salto e andare avanti meglio. Al contempo lo strumento principale è quello di resistere e avere pazienza e limitare i danni. Con un aiuto spesso è più facile.
Se aggiunge, a completamento, le informazioni indicate nel questionario (colonna qui a sinistra), può darsi che possiamo intravedere qui qualche aspetto critico da mettere a fuoco.

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AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.