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Gemellino 27 mesi, non parla

CONSULTI PER BAMBINI ADOLESCENTI E FAMIGLIE

Egregio Dottor Benedetti,

le scrivo innanzitutto per manifestarle la stima che nutro per lei. Io sono un’umile mamma, che però in un mondo sempre più confuso, allarmista, interessato, pronto a puntare il dito…ha colto in Lei vera professionalità e buon senso. Grazie per il servizio che svolge.
Le scrivo anche a nome di mio marito.

Abbiamo due gemellini, tanto desiderati, un maschio e una femmina, di esattamente 27 mesi (li compiranno tra una settimana). Sono nati a 36+5 settimane di una gravidanza serena ottenuta con pma e mantenuta con assunzione di seleparina e deltacortene per mia mutazione mhtfr in eterozigosi, parto con taglio cesareo. A. era incastrato tra le mie costole, al parto l’ho sentito piangere non subito ma dopo qualche secondo, ma lo staff mi ha sempre detto che non ha avuto nessun tipo di problema.
Premetto che nostro proposito è, fin dalla gravidanza, considerarli e rispettarli per le due persone distinte che sono. Tuttavia vivendo la quotidianità con entrambi, e anche essendo alla prima nostra esperienza come genitori, non avendo mai frequentato negli anni passati bimbi piccoli, al nostro sguardo emergono costantemente le notevoli differenze di sviluppo tra i due. La femmina è sempre stata precoce in tutto. Dal primo sorriso ai primi discorsi. Da circa un mese vanno al nido e, tornati a casa, lei mi racconta cosa ha fatto, naturalmente a suo modo, componendo le sue prime frasi; inoltre canta, tantissimo, con le parole esatte delle canzoncine che ama. E’ curiosa di tutto e si lancia a capofitto nelle cose nuove. Fa gioco funzionale e simbolico da moltissimo tempo. La mattina però piange quando la lascio a scuola, ma loro sono sempre vissuti in simbiosi con me e mi sembra normale. Dal punto di vista motorio, tutto in regola: ora sta iniziando a fare i suoi primi saltelli. Nell’interazione è protagonista, ci cerca costantemente, è gelosa del fratello anche se lo protegge come suo “fratilino” (così lo chiama), e si sorprende sorridendo amorevolmente quando lui si avvicina per abbracciarla. Descriverei lei come la “sbirulina” di casa, simpatica e protagonista ma anche molto dolce e timida con chi non conosce. Le basta poco poi per sciogliersi e interagire attivamente.
Il maschietto invece, ha una personalità e ha avuto uno sviluppo completamente differente. Per darle un’idea, lui è il “ciccio” di casa. Pacato, sembra pigro (anche se i medici ho capito che non amano questo termine), non si butta a capofitto nelle cose da imparare, ma le osserva a debita distanza, arrabbiandosi se lo “invitiamo” forzandolo un po’, poi magari da un giorno all’altro le fa, da solo, correttamente. Dal punto di vista motorio non mi sono mai tanto preoccupata, perché in linea di massima rientra nei tempi. Ha camminato intorno ai 16-17 mesi, anche se prima lo faceva col nostro aiuto. Ha gattonato per molto tempo. Si arrampica, fa le scale a salire e scendere reggendosi alla ringhiera, va sulla macchinina quella che cammina spingendo coi piedi per terra, sta imparando a marciare e a saltellare mantenendo le punte a terra. Ama il girotondo. Dal punto di vista dell’interazione e del linguaggio invece, Dottore, le confesso che ho vissuto dei mesi con un logorio interno, che cercavo di non manifestare ai miei figli, ma che via via mi stava consumando. Tutto è iniziato quando a 12 mesi esatti mi sono resa conto che A. non ha mai lallato (L. la femminuccia già diceva mamma, papà e altre paroline come palla). Ho quindi, mea culpa, inserito su google “non lalla 12 mesi” e lei sa bene cosa ho trovato: una marea di articoli che conducevano ad una sola parola: autismo. Così ho cominciato ad osservare altro, condizionata da quegli elenchi diabolici che a mio parere dovrebbero essere vietati per legge. Ho notato che non ci cercava molto, che si girava al nome 1 volta su 2 ma anche 0 se impegnato in qualcosa (ora invece molto di più). Ho notato ancora che a volte camminava sulle punte (ora non più), che sbandierava con le manine quando era felice (ora a volte), che non faceva ‘ciao’ e non indicava, che non mi portava oggetti da condividere (non più). Presa dall’angoscia, sono andata dalla pediatra in lacrime, con A. e mio marito. Lei mi ha subito detto che era troppo presto per pronunciarsi ma che comunque non vedeva segni per cui allarmarsi. I mesi passavano ed ai suoi 18, ancora preoccupata, non vedendo grossi sviluppi soprattutto sul linguaggio, ho convinto mio marito ad andare da un npi privato. Abbiamo provato anche all’asl ma, le dirò, l’ambiente, i volti, la stanza minuscola e senza giochi in cui volevano visitare A. ci hanno fatti scappare. Il npi contattato e che tuttora ci segue, non si è mai pronunciato (com’è giusto che sia, credo), essendo comunque un bimbo nel pieno del suo sviluppo, ma dal poco che ha visto, si è sentito di tranquillizzarci. Ci ha parlato di un eventuale ciclo di psicomotricità ma ci è parso che lo facesse più per noi che per A. Ci ha prescritto prelievo del sangue, EEG nel sonno e ABR. Abbiamo fatto tutto anche con fatica perché A. non comunicando a parole, piange molto per ogni minima cosa, ma è risultato tutto negativo. Ci ha consigliato di iscriverlo al nido e di vedere se questo lo aiuterà per poi rivederci a Gennaio (lui vorrebbe proseguire con indagini genetiche).
Nel frattempo A. dalla scorsa estate, quindi dai suoi 24 mesi circa, è notevolmente cambiato dal punto di vista dell’interazione, tanto che mi pare un bambino nuovo. Ora ci cerca tantissimo, non solo per giocare ma anche per leggere insieme i libri (che leggo ad entrambi, dai loro 5 mesi ) e semplicemente per abbracciarci. Sia me che il papà e lo zio, mio fratello, a cui è molto legato. Con la nonna, mia madre, di recente si mostra affettuoso, tanto che lei si commuove, non essendo mai stata molto considerata.
Se lo chiamo, anche da un’altra stanza, viene quasi sempre: dipende da cosa sta facendo. Per chiedere qualcosa, ci prende per mano e ci porta verso ciò che vuole, poi magari lo indica ma con braccio teso e mano aperta e vocalizza. Una nostra amica psicomotricista dice che anche questo è “indicare” anche se non è pointing vero e proprio. E’ davvero così? Però poi le figure sui libri le indica benissimo col ditino, indica e alza la testa per guardarmi in faccia, invitandomi a dire il nome e il verso dell’animale. A volte ho detto la parola sbagliata di proposito e noto che lui si arrabbia indicando sempre la stessa figura. Da qui deduco che lui sa bene a quale parola corrisponde l’immagine della palla. Ma vuole che gliela dica IO. E se gli dico: “indicami la palla”, non lo fa!
Il suo gioco è funzionale, ama le macchinine che fa scorrere correttamente, nel gioco mi imita, capisce cosa va fatto anche se, ad esempio, dal fare le torri, ora è passato al distruggerle esclusivamente o sparpagliarle con molto divertimento. (L. invece fa delle vere e proprie costruzioni articolate) Gioco simbolico non ancora, ovvero invita me a giocare al telefono o al dottore ma lui non osa. Ama i puzzle, quelli dove bisogna incastrare forme e animali, li associa in pochissimo tempo. Si dedica con molta concentrazione a fare giochi di pazienza, tipo infilare le cannucce in un piccolo buchino che gli ho fatto su una scatola.
Ama la musica, gli abbiamo comprato una pianola e una chitarra che lui strimpella quotidianamente. Sul piano mette le mani correttamente usando tutte le dita! Non soltanto l’indice come la sorella.
A. ama tanto i suoi libri preferiti, li sceglie dalla sua libreria e me li porta, mi guarda per invitarmi a leggerli e ad ogni mia parola lui osserva la mia bocca. MA NON RIPETE. Solo negli ultimi giorni ha iniziato a ripetere qualche suono da me proposto, per lo più suono vocalici tipo verso della scimmia (UHUHAHAH) o il verso di un bimbo che piange (iiiiiiih) ,il verso della civetta (HUHU invece di cucu). Qualche sera fa, gli ho detto le 5 vocali e me le ha ripetute una ad una. Se faccio finta di tossire o di avere il sighiozzo, ripete entrambe le cose.
Spontaneamente comunica tantissimo ma con versi suoi, che definirei scimmieschi, per lo più vocalici. Gli ho sentito pronunciare TA TA , BABA, CRACRA, GOGOGOGO a volte mi chiama MAAAAMMMAAAA, ma poi passano molti giorni magari in cui non pronuncia consonanti. A volte capita una settimana in cui pare parlottare, un’altra in cui è piu’ silenzioso ma comunque molto, molto comunicativo. Ora comprende molte cose che diciamo, anche molti comandi. Se gli dico prendi un libro lo prende (ma non “prendi la palla” anche se so che sa cosa è la palla). Se gli dico: “facciamo dindon” (giochino in cui lui è seduto sulle mie gambe) e lui subito viene e sale sulle mie ginocchia da solo. Se gli dico: “facciamo un girotondo”, subito mi dà la mano e inizia il gioco. A volte va a cercare il padre in cucina per prendergli la mano e portare anche lui nel girotondo. Spesso, quando il papà torna da lavoro la sera, lo prende per mano e lo mette seduto sul divano, poi viene da me in cucina e mi prende e mi porta a sedere sullo stesso divano , e infine si piazza in mezzo a noi. Questo per noi è un momento di grande gioia e commozione. Ora, sulla base di questi sviluppi, mi sento sinceramente più serena e mi rendo conto che una diagnosi di autismo sarebbe molto improbabile. Al tempo stesso, temo che, se cambiassi npi e andassi da uno della “nuova scuola”, ci includerebbe in quel tunnel che vorremmo evitare per la serenità di A., che è un bimbo molto sensibile, e per la nostra.
Ecco un’altra cosa che mi viene in mente e che per me è un po’ un cruccio: se non vuole fare qualcosa (o gli si impedisce di fare qualcosa), si arrabbia e piange, anche se noi cerchiamo il più possibile di dare dei limiti e mantenerli. Questo mi rende difficile, ad esempio, il tempo di attesa per la visita del pediatra perché se usciamo, lui è molto curioso dell’ambiente e vorrebbe esplorare, muoversi. Oppure alla stessa visita sono pianti continui. Dei centri commerciali ama le scale mobili: salirebbe e scenderebbe per ore. Dopo dieci minuti noi cerchiamo di portarlo altrove e lui fa scenate pazzesche di pianto. Capisce il ‘no’, anche se a volte ci sfida, e sa dire ‘no’ sia con la testa sia mugulando una sorta di “gnno”.
Vorrei venire al punto: ciò che principalmente ci preoccupa, è che A. ancora non parla, dice appena solo quel ‘mamma’ sporadico ma intenzionale e ultimamente ripete qualche parolina. Non sa soffiare ma ama le bolle: prende l’aggeggino e me lo porta alla bocca perché lo faccia io, ma lui non osa. Non sa succhiare da una cannuccia. La presa a pinza è ottima da moltissimi mesi, sa prendere cose minuscole da terra che riconosce come “spazzatura” tipo capelli, e me li porta per buttarli… mentre da pochissimo sa battere le manine. Si passa gli oggetti da una mano all’altra. Sa dipingere col pennello e gli acquerelli. Qualche volta lo sorprendo a osservarsi le mani… Mangia tutto però, e sa masticare molto bene. Il npi, alla mia domanda su un’eventuale disprassia orale, ha desso che potrebbe…..ma ci ha rinviati a Gennaio.
Io vorrei chiederle non tanto cos’ha o meno mio figlio ma cosa posso fare per lui. Questo tartassarci sugli interventi precoci mi sta condizionando, anche se dentro me sento di voler dar fiducia ad A ., che comunque non ha mai vissuto né momenti di fermo totale né regressioni e che, piano piano, sta facendo progressi. Noi tre a casa , di ritorno dal nido (il papà torna per cena), siamo molto felici e svolgiamo molte attività: giochiamo, dipingiamo, leggiamo libri ed ascoltiamo musiche da ballare. Lui a volte segue me e la sorellina, altre volte resta a giocare per conto suo. Ovviamente sono due, ma essendo così diversi, a me pare sempre che lei prevalga su tutto, anche nell’ottenere la mia attenzione. Mentre con lui, non dico che non ci riesco , ma serve un approccio diverso. Per molto tempo, ad esempio, l’ho invitato a disegnare ma lui niente. Ad un certo punto (ma dopo mesi), vedendo la sorella, ha preso i pastelli e ha scarabocchiato da solo. Quindi ciò mi spiazza: fino a che punto può essere una questione caratteriale? Potrebbe essere un ‘parlatore tardivo’ o c’è di più? E se fosse disprassia, come si recupera (se si recupera)? Dobbiamo davvero soltanto aspettare serenamente? Il non vederlo fare “ciao” e non pronunciare nessuna parola, mi fa ancora un po’ preoccupare. Mi chiedo se un pochino di psicomotricità in casa, intesa come un’ora dedicata esclusivamente a lui da parte di un professionista, possa fargli bene.
Mi scuso per la lunghezza del post ma preferisco essere esaustiva e al tempo stesso so di aver dimenticato qualcosa. A tal proposito, se le occorre, posso compilare il questionario o inviarle qualche video.
La saluto con immensa stima.
Ce

Commenti

Direi che lei mamma si è beccata il virus dell'autismo che circola per internet e in ogni dove ed è responsabile dell'epidemia che vediamo ogni giorno... Una falsa epidemia, ma che provoca molti danni. Andrebbero perseguiti gli 'untori'...
Per fortuna ne è un po' uscita, ma le sono rimaste un sacco di preoccupazioni che rischiano di farle sbagliare approccio con suo figlio. Legga gli 'errori frequenti dei genitori' nella colonna qui a destra, per cambiare un po' il suo modo di 'stimolarlo, e magari anche il libro montessoriano sui bambini fino a tre anni, stessa colonna. Mi mandi pure dei video. e anche il questionario, per vedere cosa può essere stato diverso nell'esperienza dei due bimbi... Si sa che l'acqua che passa sotto il ponte non è mai la stessa, e così per le esperienze che ogni bambino ha. E l'esperienza vissuta di ogni giorno nella crescita è uno dei fattori principali nella formazione della personalità.

Grazie dottore per la celere risposta, vado subito a leggere quanto mi ha indicato. Le assicuro che non penso più allo "spettro autistico"... ma ho una sensazione addosso di "premura" di aiutarlo, per quanto sia possibile. Onestamente credo di essere stata la stessa mamma con entrambi e di averli "stimolati" nello stesso modo. Forse, e lo vedrà in molti dei video che le ho inviato, intervengo poco, forse altre volte stimolo troppo..insomma non si sa mai come fare :) Fatto sta che L. la femminuccia è "naturalmente" portata a fare tutto ciò che fa, A. ancora non lo so se è "indietro" per carattere, se qualcosa a livello psicologico è andato storto e si potrà rimediare o se , peggio, c'è qualcosa di più serio ancora.
Grazie per la pazienza e disponibilità.
Le invio il questionario al più presto, intanto le ho inoltrato nell'email il link alla playlist su youtube.

Ecco il questionario compilato , Dottore, grazie ancora.

QUESTIONARIO SULLO SVILUPPO PSICOMOTORIO SIMBOLICO-LINGUISTICO E RELAZIONALE
composizione familiare; età dei componenti:
Papà, età 58, Mamma età 37, gemelli di 27 mesi
età del bambino/a :
L. e A. gemelli 27 mesi (29.7.2017)
problemi in gravidanza: nessuno, assunzione di seleparina e deltacortene per mutazione mhtfr della madre in eterozigosi.
NASCITA
a che settimana : 36+5
Parto : cesareo, posizione cefalica della femmina ma trasversa del maschio, incastrato tra le costole. Ha pianto dopo qualche secondo, non subito.
alla nascita : 2,300kg – lungo 45 cm – no ittero – molti muchi alla nascita- circ cranica 33 cm- gruppo 0+
indice di Apgar: 1'8/ 5'9 durata del ricovero in ospedale: 4 giorni a causa dell’ittero della gemellina
PRIMI MESI
allattamento: MISTO al seno e aggiunta al biberon, allattamento al seno proseguito per 4 mesi poi solo artificiale. Ha sofferto molto di coliche con pianti quasi inconsolabili, cessati improvvisamente al 3mese circa quando siamo passati al latte di soia formulato, sospettando un’intolleranza al lattosio. Ora non ha nessun tipo di intolleranza alimentare ma solo una forte allergia al pelo del gatto che purtroppo gli ha provocato intorno all’anno di età veri e propri attacchi di asma.(avevamo in casa una gattina che poi abbiamo dovuto far adottare da un’altra famiglia)
inizio pappine, minestrine: 6 mesi
svezzamento 6 mesi, facile
ritmo sonno veglia nei primi mesi, orari, difficoltà: sveglia ogni 3 ore circa per le poppate. Finite le poppate notturne verso i 5 mesi, sonno regolare e sereno per tutta la notte
persone che lo accudivano: mamma, papà e nonna materna
eventuale ritorno al lavoro della mamma: no
EPOCA SUCCESSIVA
alimentazione: regolare, ma vuole ancora essere imboccato, oppure usa la forchetta ma solo se gli prepara la mamma il boccone sopra…lui allora prende da solo la forchetta e se la porta correttamente alla bocca
sonno: regolare e sereno a meno che non sia raffreddato
orari e modalità : mettiamo i gemellini nella loro culla e dopo un po’ con aiuto di musica o video rilassanti si addormentano. Da quando hanno iniziato il nido, cioè circa un mese, preferiscono essere coccolati maggiormente quindi A. si addormenta spesso nel lettone , appena dorme lo mettiamo nella culla e la notte trascorre serena.
abitudini : biberon solo la mattina a colazione e a volte prima di dormire per rilassarsi, tempo 5 minuti poi lo togliamo. Ciuccio tenuto anche di giorno fino a un mese fa. Da qualche tempo glielo lasciamo solo per dormire o quando proprio piange disperato, appena si calma lo togliamo senza problemi
tempo video: non gli abbiamo mai dato in mano né cellulare né tablet, ma in cameretta abbiamo montato un tablet a parete dove a distanza gli facciamo vedere cartoni o canzoncine. A. ama molto i cartoni, ha i suoi preferiti e li segue e ride nei momenti in cui c’è da ridere. Cerchiamo di essere presenti e commentarli, ma mentre preparo la cena o sono costretta a sbrigare altre faccende lo lascio acceso altrimenti non combino nulla. Spesso purtroppo abbiamo ceduto ad accenderlo anche durante la pappa oppure per distrarlo quando attacca con qualche “capriccio”.
- SVILUPPO PSICO-MOTORIO:
dove veniva tenuto preferenzialmente dopo i primi mesi, da sveglio: nelle sdraiette, poi a terra sul tappeto, lasciato lì libero di imparare a rotolare, a mettersi seduto e poi a gattonare. Sul seggiolone dai 6 mesi per svolgere alcune attività “da tavolo”.
seduto da solo a che età : circa 6 mesi
primi spostamenti a che età e come: ha iniziando strisciando per poco poi subito a gattonare e ha gattonato per molto tempo
primi passi da solo: circa 16-17 mesi
capacità motorie attuali: corre, si arrampica, si mette in posizione tipo capriola, sta imparando a marciare e saltella ma solo coi talloni
controllo sfinterico (pipì e popò nel vasino/wc) a che età: ancora pannolino
- SVILUPPO RELAZIONALE
RELAZIONE e COMUNICAZIONE nel primo anno di vita
primi sorrisi: 3 mesi
curiosità verso oggetti e persone, attenzione,seguire con lo sguardo: è sempre stata più forte verso gli oggetti soprattutto i giochi luminosi e sonori. Seguiva le persone soprattutto se queste cantavano o leggevano libri in rima (la mamma) o giocavano al cucu o facevano smorfie o solletico, a cui ha sempre reagito ridendo a crepapelle. Per lo più attento , spontaneamente, all’ambiente e agli oggetti. Dai 18 mesi invece ha iniziato a condividere di più per sua iniziativa, portandoci le pantofole, portandoci i libri da leggere o i giochini che si erano rotti, per farceli riparare..ad esempio.
Modi di comunicare e richiamare l'attenzione: sempre molto lamentoso, piagnucolante se non arrabbiato. A volte se arrabbiato o frustrato (perché non parla) piange e sbatte i piedi o lancia oggetti guardandoci. Ci prende per mano e ci porta verso ciò che non è alla sua portata e che vuole, oppure ci porta le cose da una stanza all’altra. Se tranquillo, ci chiama vocalizzando o prendendoci per mano.
facilità a capirlo e interagire: interagisce bene con alcune persone, altre pare non considerarle e addirittura schivarle, ad esempio persone che conosce poco e che cercano di salutarlo per strada. Lui con la mano li scansa e guarda altrove. Interagisce benissimo con la mamma e col papà, e ama giocare con lo zio materno, lo saluta con affetto. E’ facile capire cosa vuole anche se non parla, perché indica a modo suo (mano aperta e braccio teso), oppure porta le cose che vuole, o fa capire con vocalizzi.
facilità al pianto e facilità a consolarlo, coccolarlo, ecc ...: piangeva tanto da neonato e piange tuttora per ogni minima cosa che non gli piace fare, ad esempio andare dal dottore. Piange anche quando la mamma lo sgrida o gli nega qualcosa. Accetta di non ottenere quella cosa, ma pretende poi il “perdono” attaccandosi alle gambe della mamma e chiedendo di essere preso in braccio e coccolato. E’ come se soffrisse quando la madre lo sgrida cercando di recuperare subito col contatto fisico.
reazione di fronte a persone e ambienti nuovi (diffidenza, paura, pianto...) : lo definiremmo timido con le persone ma soprattutto entusiasta di conoscere ed esplorare un nuovo ambiente come fosse un luna park. Così è stato al nido. Inserimento ottimale perché era curioso del nuovo ambiente tanto che non si girava quando le maestre lo chiamavano e lui era intento a giocare, poi quando ha esaurito la sua esplorazione e si è reso conto di dover restare lì, ha iniziato a piangere ogni mattina. Attualmente le maestre riferiscono che si calma abbastanza in fretta e si diverte molto nelle varie attività. Lo fanno dormire però nella culla perché non è abituato al lettino e lo prende come un gioco saltando sui lettini degli altri bimbi.
modalità di accudimento: sereno nonostante le prime preoccupazioni. Diventiamo entrambi ansiosi quando inizia a scalpitare in situazioni di difficile gestione come ad esempio dal dottore o al ristorante
FIGURE PRINCIPALI cui è attaccato: mamma, papà e zio materno
il bambino è abituato a vedere altri adulti, parenti, amici?: pochissimi parenti e amici, comunque tutti adulti, ma frequenta il nido da un mese
REAZIONI AL DISTACCO dai genitori: piange quando lo lasciamo al nido, ma le maestre riferiscono che si distrae quasi subito

INTERESSE E CURIOSITÀ VERSO LE PERSONE : i bambini gli sono sempre piaciuti, quando vede la cuginetta che ha la stessa età la abbraccia. Con la sorella ha iniziato a interagire guardandola e facendo vocalizzi dai suoi 7 mesi circa. Ora giocano davvero insieme facendo girotondo, rincorrendosi, spingendosi sulla macchinina etc… spesso però la sorella lo infastidisce rubandogli giochi o intervenendo mentre lui si concentra con giochi di precisione ad esempio gli incastri. Allora si arrabbia e lancia tutto per terra, piange , viene a cercare la mamma e la porta per mano verso la sorella come per dire “toglila da lì o sgridala”. Non è interessato agli estranei adulti. La persona deve conquistarlo, se questo accade, lui se ne innamora letteralmente.
CONDIVISIONE cerca di coinvolgere, condividere interessi, attività, stati d'animo? cerca l'attenzione delle altre persone, magari per farsi battere le mani, o dire bravo, ecc? solo passivamente fino a circa 18 mesi, ora anche attivamente, condivide molto pur restando un bimbo che preferisce non essere “protagonista” come invece è la gemellina.

- SVILUPPO SIMBOLICO - LINGUISTICO
LINGUAGGIO (età di inizio dei vari punti indicati):
lallazione, gorgheggi: non ha MAI lallato. Lo ha fatto solo per qualche giorno con sillabe BAABABA TATATA la scorsa primavera. Poi ha sempre vocalizzato molto, fa dei versi principalmente con vocali o suoni gutturali tipo GAGAGA GOGOGO, gli piace fare il verso dell’indiano dove dice una vocale lunga tipo AAAAAAA, OOOOO e contemporaneamente con la mano batte sulla bocca, gli pace il suono che viene fuori e ride
prime parole : MAMMA , intenzionale, a 24 mesi, unica parola. Ultimamente ripete qualche verso ma per lo più sempre vocali.
due parole insieme : no
uso del no e del sì : sa fare sì con la testa ma non lo usa, mentre il NO con la testa lo usa intenzionalmente dicendo anche una sorta di GNOO
frase minima (verbo e sostantivo ) NESSUNA
capacità di dialogo NESSUNA

INTERESSE E CURIOSITÀ PER GLI OGGETTI
USO DEI GIOCHI da piccolissimo era focalizzato sui suoni dgli oggetti, ad esempio li lanciava sul pavimento e poi sul tappeto valutando la diversità del rumore. Era una cosa che faceva spessissimo ma non per ore. Poi amava tirare fuori le pentole dal cassetto e sentirne il rumore. Attualmente ha un modo di giocare funzionale. Ama le macchinine, le fa scorrere correttamente poi a volte le alza per far girare le ruote ma non la chiamerei fissazione. Porta il passeggino delle bambole, spinge la sorella sulla macchina, lancia la palla sia in aria facendola rimbalzare sia facendola solo scorrere per terra verso la mamma, ma non la ama particolarmente. Sa fare i puzzle a incastro, dipinge col pennello, fa molti travasi, fa le torri anche se ora preferisce più sparpagliare le costruzioni, sa usare il mattarello sulla plastichina, sa usare anche il coltellino e le formine ma a un livello molto grossolano, però fa il gesto corretto. Sa far scorrere il trenino sulla pista ma se per un attimo va fuori binario si arrabbia tantissimo. Si arrabbia sempre se qualcosa nel gioco va “storto”..poi dopo un po’ risolve da solo e si calma, ma lì per lì va in crisi. Anche se la mamma cerca di aiutarlo.
Gioco simbolico non ancora, anche se sta iniziando a imitare la mamma quando fa finta di dare un biscotto al pupazzo, oppure fa fare al pupazzo il gioco del cucu settete che a lui piace molto.

DISEGNO SPONTANEO
fa solo linee scarabocchiate, anche col pennello. Coi colori a dita pasticcia tantissimo immergendo tutta la mano, anche se in generale non ama sporcarsi le mani, spesso si toglie da solo ogni minimo granellino di polvere che si trova tra le dita.
ATTENZIONE nelle varie attività e interessi: breve nei giochi che non lo soddisfano. Anche molto lunga in determinati giochi come ad esempio infilare una trentina di cannucce, una alla volta, in un piccolo buchino su uno scatolo. O fare una torre con dei bicchieri di plastica.
COMPRENSIONE DELLE COSE E DELLE RICHIESTE fino a pochi mesi fa capiva solo “vuoi bere” e “vuoi il ciuccio”. Ora comprende “facciamo il girotondo”, “accendi la luce, spegni la luce” e altre piccole cose quotidiane. Se gli chiedo di prendere un libro lo prende, ma se gli chiedo di prendere la palla, no! Se gli dico vai da papà, non va. Se però sentiamo il papà tornare da lavoro ed esclamo PAPA’! lui subito lascia quel che sta facendo e corre alla porta per abbracciare il padre.
COMUNICAZIONE DEI SUOI BISOGNI E DESIDERI vocalizzi, pianto, indicazione
UMORE
- COMPORTAMENTO
(tranquillo, iperattivo, capriccioso, ecc): frignone e capriccioso ma anche giocherellone e affettuoso sia con i genitori che con la gemellina
adesione a regole, orari, limiti, : capisce il no ma spesso ci sfida non accettandolo. Rispetta abbastanza gli orari.
obbedienza agli adulti : obbedisce se costretto ad obbedire ma si offende e cerca immediatamente consolazione dalla madre con coccole e abbracci o chiedendo di essere preso in braccio
reazione a divieti, frustrazioni : si arrabbia, a volte lancia oggetti o prova a dare schiaffetti. Venendo poi sgridato, piange dispiaciuto e cerca di essere coccolato.
capricci, bizze: se usciamo e dopo pochi metri entro in un negozio, si arrabbia perché vuole camminare e non entrare subito in un luogo chiuso. Quindi sono scenate e pianti…si calma dopo un po’ che ha sfogato.
paure, fissazioni: da piccolo aveva paura del phon, ora non dice nulla e si fa asciugare i capelli. Al contrario da piccolo se li faceva tagliare serenamente, ora come vede le forbici urla. Ho risolto con una macchinetta. A volte piange la mattina perché non vuole lavarsi mani e viso. Ma ama il bagnetto.
- SCOLARIZZAZIONE
asilo nido da un mesetto, dai suoi 26 mesi. Inserimento buono, piange ancora quando la mamma va via ma poi si calma

RAPPORTI SOCIALI, pochi incontri con altre persone e comunque per lo più adulte
- SITUAZIONE AMBIENTALE E FAMILIARE

Organizzazione familiare per l'accudimento : sveglia alle 7.30, colazione tutti insieme poi la mamma li lava , li veste e li porta al nido dove piangono entrambi al distacco poi si calmano. Al nido mangiano e dormono anche, alle 15.30 escono , torniamo a casa, laviamo le manine, facciamo merenda e iniziamo a giocare (balletti, canzoncine, dipingiamo, colori a dita, travasi, costruzioni etc) alle 18-18.30 cartoni animati mentre la mamma cucina, alle 19 cenano e arriva il papà, dopo cena e mentre la mamma cucina giocano col papà..poi cenano mamma e papà e loro giocano da soli in cameretta o rincorrendosi per casa. Alle 21.30 iniziamo a prepararli per la nanna, lavaggio denti, pigiamino e culle con musica rilassante e pochissimo latte. In genere massimo alle 22.30 dormono.
modalità educative :mamma più permissiva, papà più fermo, in generale entrambi non fanno molte richieste “impossibili”. Fanno capricci al momento del cambio pannolino sul fasciatoio, ad esempio, e lì la mamma si arrabbia, il papà meno ed è più efficace!
tempo video (cioè passato alla televisione, video-giochi, telefonino ecc) : spesso prima e durante la cena, pochissimo la mattina durante la colazione ma anche per “svegliarli” perché sono due dormiglioni.
- EVENTI PARTICOLARI,
cambiamenti, trasferimenti, nascite, lutti, malattie di familiari, difficoltà, ecc...: no nessuno
Visite mediche, ospedale, altro......: EEG nel sonno, ABR negativi. Vaccinazioni obbligatorie fatte. A. ha sofferto di otite la scorsa estate ma al controllo era rientrato tutto.
Eventuali esami fatti e referti (Udito, vista, eeg, rmn,...) A breve faremo visita oculistica per entrambi, non so se opportuno fare visita dal foniatra.

Dottore mi preme aggiungere anche che tuttora A. è carente anche nella gestualità. Ha imparato a battere le manine forse perchè mi sono messa io d'impegno a farglielo fare, ma non lo usa contestualmente, ama vederlo fare a noi. Poi imita il gesto del cucu' coprendosi gli occhi, a volte fa il gesto di pettinarsi, batte il cinque se glielo chiedo e se dico "dammi la mano" me la dà ,
ma non fa ancora "ciao" e soprattutto pare non riuscire a imitare le mie smorfie. Le faccio, ride a crepapelle, ma non imita. Non soffia e non succhia dalla cannuccia.

Spero di non aver tralasciato altro. A presto!

Allora, ho visto vari spunti del bambino nei video e non ho visto nulla di patologico. Anche le informazioni del questionario non mostrano aspetti patologici. Il bambino è presente interessato curioso, in contatto, affettuoso. E' ancora immaturo nella comunicazione e nel linguaggio, anche rispetto alla sorellina che è molto vispa. Succede spesso nei gemelli che uno sia più avanti dell'altro. E' utile che a scuola siano separati per fare esperienze separate e non condizionarsi a vicenda. Io la sconsiglierei di fare tutte quelle stimolazioni didattiche che fa per farlo indicare col dito, ecc. Non deve superare un esame, deve crescere come personalità!, e non sono le dita o i movimenti o le risposte che contano: quelle seguono alla maturazione. E' inutile e controproducente. Sarebbe come spingere la macchina invece che mettere benzina nel motore! E la benzina sono le esperienze libere. Gli lasci fare quello che viene in mente a lui, salvo gli ovvi limiti e regole. Legga gli 'errori frequenti dei genitori', nella colonna a destra. Non è bombardandolo di parole che impara a parlare, ma sentendo gli altri e imitandoli spontaneamente.
Risentiamoci fra tre mesi, direi.

Dottore la ringrazio tanto per le sue parole. Ho letto gli errori dei genitori e mi riconosco in almeno un paio di quelli, cercheremo di rimediare. Grazie per i suggerimenti.
Le voglio manifestare, prima di rimandarci a Gennaio, che le maestre del nido, proprio poco fa, mi hanno detto che:

L. al nido è molto timida, non prende iniziativa, aspetta il permesso delle maestre per ogni cosa e cerca continuamente Andrea. Se lo perde di vista lo chiama. Praticamente l'opposto di come anche lei ha potuto appurare dai video che le ho mandato.

E, come mi aspettavo, hanno descritto A. elencando che:
1. non parla e non lalla
2. gioca solo con macchinine e palline e non fa nessun altra attività, nemmeno i travasi e la lettura dei libri.. (a casa invece come ha potuto vedere partecipa a molti altri giochi)
3. non sopporta il suono di una moto a batterie
4. non risponde mai se chiamato da loro (a casa assolutamente no)

Mi hanno chiesto se al pomeriggio fa psicomotricità e lì ho capito dove stavano andando a parare, dunque ho detto che A. è seguito, che a casa si comporta diversamente, come pure L., e che aspettiamo ancora qualche mese..ma mi hanno lasciato un senso di angoscia.

I bimbi frequentano la stessa classe composta da 10 bambini seguiti da due educatrici.Ora considerata anche la "chiusura" di L.
a scuola e una sorta di "regressione" nelle interazioni di A. solo in quell'ambiente mi sto chiedendo se davvero questa esperienza può fare bene a entrambi. D'altra parte sono solo 4 settimane che frequentano il nido, di cui una in cui erano assenti per malattia.
Mi scusi per lo sfogo..

C.

Allora, io direi che l'andata al nido è stata un po' uno shock per entrambi. Forse perchè l'abitudine presa in casa, da soli, è stata stravolta con l'ingresso nella comunità del nido, con perdita di riferimenti, ecc. La bimba si è attaccata al fratellino, per resistere, e lui si è un po' 'armato' sulla difensiva. Niente di patologico nemmeno in tutto ciò: solo normali reazioni ai cambiamenti, che non sono cambiamenti da poco. Io direi che sia da continuare l'esperienza, per poche ore, con qualche 'vacanza' . E vediamo che succederà. Non c'è da fare nessuna psicomotricità nè altro, e le educatrici non dovrebbero permettersi. Resistete dicendo che ci state pensando voi... Sembra quasi che i genitori debbano rendere conto a maestre e quant'altri...
Scrivete anche prima dei tre mesi, se avete bisogno...

Dottore lei ha compreso esattamente il mio sentire.

È possibile che si "pretenda" che un gruppo di bambini di due anni sia perfettamente omologato nel fare tutti la stessa attività, al tavolino, nello stesso momento? Che ci si meravigli se un bimbo di due anni alla sua prima esperienza sociale chieda alla maestra di essere preso in braccio ogni tanto (mi hanno riferito anche questo, di A.)? Se così è al nido, cosa ci aspetta nel prossimo futuro? Le confesso che ho paura.
Pare che tutti si riempiano la bocca di bellissimi concetti come la pedagogia della Montessori o il rispettare i tempi di ogni singolo bambino, ma poi nella realtà sono per prime le educatrici e le maestre ad etichettare i "diversi"..e noi genitori ci sentiamo costantemente giudicati insieme ai nostri figli.

Noi vorremmo solo che A. acquisisca autonomia e un suo modo di stare al mondo. Ci interessa e ci basta vederlo giocare felice, ora, e che sia un adulto equilibrato un domani.

A proposito di ciò, vorrei chiederle come posso contenere la sua rabbia quando non ottiene qualcosa o non sa come comunicarmi qualcosa, evitando che lanci oggetti. Se ricordo bene in un video si vede come fa. Noi gli ripetiamo che non va fatto e cerchiamo solo di distrarlo..

Grazie

Sembra un asilo un po' rigido... Comunque non disperi, bisogna abituarsi e magari stare all'erta e non farsi sopraffare, questi sono i tempi.
Riguardo alla rabbia, è una normale reazione alla frustrazione. Bisogna aiutare il bambino a sopportare che non esiste ' l'erba voglio', ('nemmeno nel giardino del re' si diceva ai miei tempi). E che ci sono limiti e regole che bisogna rispettare, poche ma buone, se possibile. Ma la cosa principale è che gli adulti non si spaventino e reggano saldamente la 'barca'...

Egregio dottore, torno a scriverle dopo circa un mese. Premetto che i bambini, causa scioperi del personale ed allerte meteo, sono andati a scuola in questo mese solo una settimana circa. Ebbene il più delle volte le maestre all'uscita ci mostrano i lavoretti fatti, e nel mio caso ogni volta mi sento dire "eh ma Andrea... Non ha voluto collaborare...", ieri mi hanno detto "Non vuole sporcarsi le dita coi colori..." ed io che so che ormai per loro il bimbo ha un'etichetta precisa, inizio ad avvertire un misto di rabbia e tristezza. Ieri in risposta ho mostrato loro un video in cui Andrea a casa colora col pennello. Ultimamente usiamo quello e capita che se si sporca inizia a piangere e mi chiede a modo suo di pulirlo, ma non è una cosa che fa sempre. Altre volte ha pasticciato tantissimo addirittura mettendosi con le mani le tempere nei capelli, mangia con le mani, manipola plastilina, farina etc... Dipende da come sta. Da mamma io dico che non ha nulla di patologico però sono stufa di sentirmi dire con un certo tono che c'è un problema. Inizio ad avere io un problema con questa cosa.
Per il resto Andrea sta facendo tanti progressi. Solo sul linguaggio è ancora fermo, non dice alcuna parola. Quando gli va ripete qualche verso... Imita molto poco smorfie e gesti, invece è un campione nell'imitare nel gioco... e anche questo vorrei chiederle... L'imitazione può essere stimolata? Suppongo di no è che sia anche controproducente provarci.. Ma se è innata, quando compare, se compare...? Mi sento un po' stupida a farle queste domande.
La gemellina ormai compone frasi complesse, mi racconta cosa fa a scuola, ieri in visita dall'oculista si è comportata come una persona adulta sbalordendo anche il dottore stesso, che ci ha riempito di complimenti... Ma noi in realtà siamo uguali con entrambi, L. é fatta in un modo, A. in un altro. Ieri però mi chiedevo quando potrò fare con A. determinate cose che faccio con L....
Un'altra cosa che sicuramente la maggior parte degli specialisti valuterebbe come campanello d'allarme è che A. non indica, però condivide cose con noi. Ce le porta direttamente. Anche solo per portarcele, senza altri scopi. Per strada la sorella indica tutto, dice "mamma guarda il cielo, le nuvole", lui assolutamente nulla. Osserva, è partecipe, si vede che pensa e se lo chiamiamo ci guarda e sorride. Ma non gli interessa condividere con noi le cose che osserva. Fuori casa e giù dal passeggino è sempre eccitato, alla scoperta del nuovo ambiente, si diverte, gioca.. Ci cerca, non si allontana molto da noi, ad esempio al parco o al centro commerciale ma è concentrato più su se stesso e sulla sua esplorazione. L. invece vuole continuamente la nostra presenza anche solo per dire "guarda questo o quello, che bello".
Dal punto di vista motorio A. sta progredendo tantissimo, lo vedo arrampicarsi e usare macchinine e bicicletta senza pedali con padronanza, cosa che due mesi fa non avremmo mai immaginato. Fa giochi che prima non faceva, sempre in modo funzionale. Ultimamente si sta finalmente interessando anche ai pupazzetti.. Me li porta e vuole che io gli faccia fare ciao ciao o che gli chieda tramite il pupazzo di fare nasonaso (lui non sa dare i bacetti ma fa naso naso con me) e lo fa...
Ama giocare a nascondino dove noi ci nascondiamo e lui deve trovarci.. E quando spuntiamo dal nulla e diciamo cucu tetté ride tanto, poi anche lui si nasconde dietro la tenda, spunta e dice
Eheeeh come per dire Teteeeé.. Ma non dice la T. Però sa dire molte consonanti.. Me ne sono accorta quando fa i suoi versi. Non sa combinare i suoni in parole, ecco...
Dottore noi siamo decisi ad aspettare ancora, ma se c'è altro che potrei fare quando siamo a casa sarei felice di farlo. Propongo tante diverse attività e raramente lui si oppone, anzi ora è lui stesso a chiedermele. Parè che invece a scuola sia ancora l'opposto. Appena arriva in classe chiede il ciuccio perché lì per non farlo piangere ho capito che glielo danno. Io a casa lo do solo per la nanna. Se ne lo chiede di giorno lo faccio piangere o comunque riesco a distrarlo...a scuola no... Cedono. Io vorrei evitare di non portarlo proprio, perché altrimenti non dorme nemmeno... Ma non riesco ad avere la loro collaborazione, è come se pensassero solo a tenerlo buono, e vorrebbero che collaborasse sempre e senza storie... Costoro sarebbero definite educatrici..
Perdoni lo sfogo, avevo bisogno di tornare a parlarle. Grazie sempre per l'attenzione e la disponibilità.

Se non ci fosse la gemella forse varrebbe la pena cambiare asilo o fargli fare una pausa. Magari non ce lo lasciate per troppe ore...Il bambino forse non si è ancora adattato e la situazione attuale è per lui stressante, anche per il continuo confronto con gli altri e con la sorella. Cercate di proteggerlo da eccessivi stress e di lasciarlo crescere con i suoi tempi. Non ci sono interventi per accelerare lo sviluppo, Non si può tirare una pianta per farla crescere più in fretta, si rompono le radici... Lasciategli fare le sue esperienze senza forzarlo e cercando di non frenarlo e ostacolarlo con ansie, stress e richieste e test, lasciandogli l'iniziativa e rispondendo alle sue richieste e desideri ( anche con quanto si diceva dei no che aiutano a crescere, qualche post fa...).

Grazie dottore. Sì, i no di noi genitori ora sono di più e reali... Resistiamo con più consapevolezza. E lui li comprende.
A scuola non credo..
Ora le spiego, potremmo anche toglierli entrambi dal nido, ma secondo lei sarebbero più i pro o i contro? L'alternativa è tenerli in casa e magari farmi aiutare da una baby sitter ogni tanto.
Comunque, proprio poco fa, ho proposto di giocare con la polenta, facendo travasi.. Senza forzarlo, appena ha visto il contenitore ha iniziato a giocarci, all'inizio come fa sempre non la toccava se non col cucchiaio, alla fine ci ha tuffato le mani divertendosi. Ora mi ha portato la confezione di colori a dita per farmela aprire, vocalizzando.. Grazie

L'importante è non pensare sempre che c'è una malattia, quando c'è qualche problema o difficoltà. I problemi del vivere ci sono ogni giorno e ad ogni età.

Dottore con queste ultime parole mi dà una grande lezione. Forse sì, non è semplice preoccupazione ma ancora paura, la mia. Soprattutto però in relazione a ciò che può aspettarci al di fuori del nido familiare, ma vivremo e supereremo ogni cosa che verrà.
Ci aggiorniamo ai prossimi sviluppi, grazie ancora di cuore!

Buonasera dottore, torno a scriverle per comunicarle che negli ultimi giorni Andrea mi sembra che stia sviluppando molto la comprensione del linguaggio, il papà gli ha detto di cercare la mamma e lui subito è venuto a prendermi. Se gli dico andiamo fuori o a fare il bagnetto o facciamo un girotondo, subito scatta ed esegue... Sull'espressione siamo ancora fermi a poche ripetizioni.. Sempre vocalizzi e pochissime consonanti in aggiunta. Per dire cucu, dice ancora uhuh anche se la c la sa dire... Perché in altre occasioni dice cocoo o caaaa. Aspettiamo..
Ho notato una cosa invece, pare che sia tornato qualche sfarfallio delle mani quando molto felice o eccitato. E, sempre se particolarmente eccitato come ad esempio la sera quando interagisce col papà, a volte inizia a correre dal balcone della cucina alla finestra della sua cameretta, poste in linea retta una di fronte all'altra. Se lo chiamiamo si distoglie facilmente. Pare si diverta perché corre ridendo.. Come per scaricare energia.. Però volevamo comunicarglielo lo stesso per avere un parere esperto.
Al nido pare si stia ambientando perché partecipa anche a più attività, ha svolto dei lavoretti colorando col pennello o coi pastelli.. A casa gioca un po' a tutto e in modo funzionale. A volte gioca a imboccare me o fa finta di bere dalle tazzine giocattolo della sorellina (questo è gioco simbolico?).
Sta imparando a mangiare e a bere da solo. In generale imita molto di più i nostri gesti e comportamenti. Sta imparando a soffiare..
Alla festa di compleanno della cuginetta si è divertito tantissimo sui giochi gonfiabili, arrampicandosi e scivolando.. Non accetta ancora di stare seduto con altri bimbi se non per mangiare ciò di cui è goloso... Per poi tornare alle sue attività e interessi. Ho notato comunque che nella folla cerca sempre le sue figure di riferimento, me o il papà. Ma che se si avvicina un estraneo lo caccia via anche se io mi mostro amichevole o lo invito a salutarlo.
Ah, la sorellina purtroppo a casa spesso lo strattona o gli ruba I giochi dicendo "è mio, cattivo! ".. Parola che noi non abbiamo mai detto.. Io cerco di spiegarle che il fratello non è cattivo ma che sia a lui che a lei può capitare di comportarsi in modo sbagliato, altre volte mi scappa l'urlo appena vedo che lo picchia o addirittura lo morde..non vorrei né che lei fosse gelosa, né che lui di conseguenza subisse troppo questa presenza forte di lei, ma al tempo stesso so che la realtà è questa e il massimo che possiamo fare, da adulti è stare attenti e migliorare ciò che può essere migliorato....
La ringrazio e la saluto cordialmente..

C'è tempo per il parlare. Importante è capirsi e comunicare, con ogni mezzo, comprese le parole. Corsette e sfarfallii sono scarichi di emozioni, non ancora gestite in modo più maturo. Il gioco simbolico è quando si dà un significato a giocattoli e oggetti, al di là del loro uso funzionale di macchinina o tazzina, ecc. C'è tempo, si comincia e poi si va avanti. Bene all'asilo e fuori. La sorellina è gelosa forse perchè vede che lui riceve molte attenzioni. C'è poco da fare, la gelosia esiste, così come altre emozioni e sentimenti positivi e negativi. Non si può eliminare il 'Male', qualsiasi cosa sia o origine abbia, bisogna imparare a gestirlo e non alimentarlo

Buonasera dottore, torno a scriverle e inizio con augurarle un buon 2020!
Andrea ancora non parla, ma continua a fare piccoli progressi. Nei giorni di festa abbiamo scoperto che conosce i nomi di molti animali perché se gli chiediamo di prenderli (sono pezzi di un puzzle) prende quelli giusti. Ora se gli dico vai da papà o da L. la gemella va subito. La comprensione del linguaggio aumenta ogni giorno.
Disegna molto più spesso e dalle linee è passato a fare dei cerchi. Imita molto! Non solo nel gioco ma ora imita anche alcuni gesti... E alcuni suoni.. Che apprende dai video o da noi. Ad esempio fa il gesto di esultare spingendo le braccia in alto e dicendo "urrà", oppure imita alcune smorfie come ad esempio il finto stupore o il pianto o la rabbia (ringhia)..dice spesso "oh nooo" appreso dal suo libro preferito e se vede peppa pig il maialino in tv fa il suo verso.
Ora vorrei aiutarlo ad imitare sempre più suoni finché non dirà le prime paroline....
Mi preoccupa ancora il fatto che Andrea non indichi per condividere con noi qualcosa che ha notato. Però se può ce la porta direttamente.. Ad esempio ci porta i libri o i giochi che vuole fare con noi. Ma non indica come per dire "mamma guarda.. Che bello / Cos'è?"...secondo lei è un elemento preoccupante oppure potrà arrivare col tempo come tutto il resto?
Poi ho notato che effettivamente non ama più sporcarsi le mani, appena si sporca piange perché vuole farsi pulire, quindi non riesco più a fargli usare i colori a dita e nemmeno le maestre riescono. In compenso è bravissimo col pennello e coi pennarelli cche sa aprire e chiudere da solo.
La frustrazione ai no pare aumentare. Poiché non parla, si butta per terra e mi guarda. Più fa così meno lo accontento, faccio uno sguardo severo, e allora dalla frustrazione per il no passa al rammarico di avermi tolto il sorriso e mi cerca per farsi coccolare. Mi chiede i baci toccandomi la bocca.
A proposito di bocca, a me pare che la usi poco, non sa soffiare r, non usa la cannuccia e soprattutto non l'ho mai visto fare la linguaccia o leccarsi le labbra... Con mio marito avremmo pensato di farlo controllare da un otorinolaringoiatra foniatra per escludere qualche problema organico.. Crede sia una buona idea?
La ringrazio sempre per la sua disponibilità e pazienza.
C.

Grazie degli auguri, ricambio.
Direi che va tutto bene, tranne la vostra ansia, inevitabile nei tempi che corrono di spettri e altri fantasmi... 'non Indicare' non conta nulla. I movimenti della bocca a mio avviso nemmeno, tranne dei bambini tetraplegici o gravemente atassici, che non imparano a parlare perchè hanno gravi sindromi neurologiche evidenti che creano gravi handicap, non nel suo caso, ovviamente. C'è chi parla di 'disprassia verbale', ma a mio parere anche qui siamo nell' indimostrato. E' solo immaturità motoria che evolve da sè. Immagino che non sappia ancora camminare sul filo o cavalcare ecc. Col tempo se gli interessa imparerà, dipende dall'interesse....
Quindi il parlare dipende dall'interesse per comunicare. Meno lo bombardate di richieste e più ce lo avrà spontaneamente. Non serve 'aiutarlo', anzi , come per camminare: se uno lo ha 'aiutato', in realtà ha rallentato la sua evoluzione spontanea. E allora lasciatelo che parli quando ne avrà voglia, non a comando. Se poi volete farlo giocare con le bolle di sapone o i lecca lecca, il gelato o i fischietti ecc, per divertimento va tutto bene, se non si trasformano in esercizi ansiosi e stressanti.

Salve dottore. La aggiorno dopo la visita dal foniatra. Ha escluso problemi organici, il frenulo linguale non è corto e il palato è perfetto . Al nostro racconto e osservandolo per un po', si è sentito di escludere disturbi pervasivi... lui ipotizzerebbe più un deficit dell'attenzione o la disprassia verbale. Ci ha rimandato a nuova visita dopo aver consultato sia NPI che logopedista del suo staff. Dice che ora è il momento buono per iniziare la logopedia, ovviamente se A. collaborasse per almeno 10 minuti.
All visita A. dopo i primi momenti trascorsi a giocare serenamente con un camioncino, si è improvvisamente arrabbiato perché non riusciva ad aprirne uno sportellino, così lo ha lanciato ripetutamente sul pavimento e ha iniziato a piangere. Solo facendo sparire il camioncino e prendendolo io in braccio ai è calmato. Questi episodi di rabbia o frustrazione ora sono abbastanza frequenti e vorrei evitare di consolidarli.
Vorrei anche aspettare ancora per logopedia e altro..ma sento l'inizio della materna come una spada di Damocle. Intorno a noi vedo che chiedono sostegni a destra e a manca, parto prevenuta e sfiduciata e così penso che se posso fare ora qualcosa di concreto è meglio..senza stressare mio figlio perché la sua serenità viene prima di ogni cosa.
Sto provando a invitarlo a soffiare su candeline, a suonare l'armonica .ma lui mi respinge e vuole che lo faccia solo io.
Continua a imitare, poco ma imita. Stamattina ballava al ritmo di una canzoncina ripetendo i miei gesti.. imita gesti ma non i suoni.
Le invio cordiali saluti...

Lo lasci fare come si sente lui. I bambini non si devono forzare. Ovviamente si devono dire dei no per le cose che non si possono fare, ma non forzarli a fare qualcosa. La disprassia è una entità inventata, come tante altre. Ogni bambino trova la sua strada, se non sono gli adulti a impedirglielo. Non spaventatevi per rabbie e bizze e gestitele senza arrabbiarvi, con pazienza e magari un po' di allegria, un po' come fanno i clown al circo.

Grazie sempre. Proveremo come suggerisce, anche perché prenderlo in braccio come unica soluzione non va bene. Lui ora si calma solo così, in braccio a me guancia a guancia, o distraendolo.
Dottore io sto pensando anche di ritirare entrambi dal nido, dove ho notato che bambini come Andrea sembrano disturbare più che altro. Non mi va che mettano solo lui nella culla a sbarre e non nel lettino come gli altri, non mi va che facciano mangiare solo lui in un seggiolone e non seduto sulla sedia solo perché i primi giorni si alzava spesso. Non mi va che io a casa tolgo il ciuccio e loro glielo danno ben oltre l'ora del riposo. Noi li avevamo iscritti perché pensavamo di stimolare meglio A. , pensavo che facessero molte attività e che fossero educatrici dedite e appassionate...invece respiro un altro clima. Secondo lei l'alternativa di tenerli a casa fino a quando a settembre inizieranno la materna, facendomi affiancare da una baby sitter, proponendo giochi vari (fortunatamente la fantasia non mi manca)....sarebbe buona?
A presto

Andare in una comunità di bambini, con pochi adulti, serve essenzialmente a preparare i bambini alla scuola dell'obbligo. A conoscere altri ambienti e altre regole e modi oltre a quelli in famiglia. Ma ciò è utile ai bambini quando sono abbastanza grandi da poter sopportare la fatica di farlo e preparati alle difficoltà che incontreranno. Credo che l'età giusta sia più o meno verso i due anni e mezzo, quando un bambino è sicuro di sè motoriamente, capace di 'difendersi' nella jungla dei coetanei e capace di esprimersi e comunicare e capire. Prima di questa età il nido serve ai grandi , ovviamente, e comunque non tutti i bambini maturano alla stessa velocità e hanno le stesse esperienze. Quando un bambino va già al nido la scelta di toglierlo dipende dalla situazione. Se è proprio negativa non si perde nulla, il bambino si rassicura per qualche mese a casa e quando va alla scuola materna è più grande e in grado di resistere di più.
Avendo due gemellini, è difficile scegliere: sono diversi, a diversi livelli di maturazione quello che è utile a uno potrebbe non esserlo all'altro... Forse si potrebbe ridurre la frequenza alla sola mattina, in modo che uno non perde troppo, forse, e l'altro deve resistere e sopportare per meno tempo....

Carissimo Dottore,
ho letto solo ora la sua risposta per cui la ringrazio sempre. Abbiamo deciso di far proseguire questa esperienza del nido ad entrambi, anche perchè tra malanni vari non lo frequentano con molta assiduità. Lunedì scorso ad esempio vi sono ritornati dopo 3 settimane di assenza. In queste 3 settimane immediatamente successive alle vacanze natalizie, si sono legati ancor di più alla mia figura. Non solo sono la madre, ma è con me che passano tutto il tempo, anche perchè non abbiamo modo di frequentare altre famiglie con bambini della loro età. Sono diventati molto gelosi di me tanto da litigare se coccolo l'uno o l'altro o se provo a prenderli entrambi... a questo punto penso che il nido possa far bene a loro e anche a me. Ormai hanno 30 mesi.
A. sta iniziando, come le avevo accennato, ad imitare molto.
Ha iniziato a ballare a suon di musica, e se faccio delle mosse le imita a modo suo. Imita anche alcuni versi ma in modo un po' impacciato. Il foniatra aveva ipotizzato la disprassia. Ora so come lei la pensa a riguardo....io spero davvero che possa rientrare tutto con la crescita e la sua spontanea maturazione..ma le voci in ballo sono tante, c'è addirittura chi dice che se non si interviene ora, si rischia che il ritardo del linguaggio diventi un ritardo cognitivo. Ma è vera questa cosa?
Il livello di frustrazione di A. è sempre molto alto anche al nido. Ieri è caduto correndo dopo aver lanciato una macchinina che si contendeva con un bambino. So che tra i 2 e i 3 anni questi comportamenti sono frequenti , certo è la sua teatralità che mi spaventa un po' perchè, se la femminuccia piange fino a vomitare, lui si butta a terra o lancia oggetti e rischia di farsi male o , peggio, fare del male. Ho chiesto alle maestre un pochino di attenzione e pazienza in più, anche perchè al momento lui cerca il contatto fisico e si calma così....non è una cosa che dura molti minuti o del tutto ingestibile. Certo tutti preferiremmo che non accadesse proprio.

Il 12 abbiamo una nuova visita da un nuovo npi consigliato dal foniatra. Sono molto titubante a riguardo dato l'andazzo... ma sono anche certa che A. non ha chissà quale problema. Ora imita, capisce cosa gli dico anche se non esegue tutto, ora gli manca solo la parola.... lei mi chiederà, dunque, perchè?
Perché sono comunque preoccupata, forse ancora condizionata dalle voci "diverse" che sono ormai la maggioranza, e perchè mi auguro che per l'inizio della scuola materna, a settembre, abbia iniziato a parlare.. io vorrei che anche le famose educatrici e le maestre la pensassero come lei, invece oggi è tutta una corsa a fare certificazioni a destra e a manca, per accaparrarsi il sostegno in classe..c'è persino chi mi dice che se c'è una difficoltà il sostegno è un diritto, perchè no? Ma io non vedo handicap, e dunque sono io che chiedo ....perchè?

Mi perdoni questo che forse è più uno sfogo che altro, e grazie per la pazienza : )

Riguardo a quello che si sente dire, anche da personale della scuola e dei servizi, oggi vale tanto più il detto del 'fidarsi e bene, non fidarsi è meglio',anzi, toglierei la prima parte e andrei col piede di piombo come si dice. Temo che abbiate iniziato uno 'shopping' di pareri, dal foniatra, a un altro npi, molto rischioso. Non ricordo se ho visto dei filmati dei bimbi, se vuole me ne mandi, magari con youtube dandomi l'accesso.

Grazie dottore, io non posso che dirle che come genitori siamo d'accordo nel non voler sottoporre A. a stress inutili e dannosi, soprattutto non intravedendo più "campanelli d'allarme" e verificando che sta crescendo, a suo ritmo, ma progredisce in ogni campo. Proprio ieri sera ha salutato una mia amica dicendo "CAO". Ed ha iniziato anche a giocare con i pupazzi facendo fare a questi delle mosse tipo cucu oppure applaudire, o accarezzandoli e dandogli il ciuccio. Inoltre adesso se gli dico porta questo oggetto a papà, lo fa....se gli dico vai a svegliare L. la gemellina, corre alla sua culla.. quindi è aumentata la comprensione.
E' nell'espressione che è carente, ma è carente proprio nei movimenti della bocca perchè continua a non voler soffiare o succhiare dalla cannuccia o fare linguaccia.
Il dubbio che resta più a me che a mio marito è se iniziare questa primavera un intervento più "pratico" quale potrebbe essere qualche seduta di logopedia incentrata proprio sui movimenti della bocca, senza passare per un terzo npi.
Sì le avevo mandato dei filmati su Youtube, ma provvederò presto a farne di nuovi.
Grazie!

Il bimbo ha due anni e mezzo. Ci sono bambini che parlano dopo i tre anni e più. Mi sembra che sia in evoluzione positiva e che segua più o meno le normali linee evolutive, prima la comprensione e poi l'espressione. La maturazione motoria può essere diversa nei vari bambini ( sia per il camminare, che per il linguaggio) ma solitamente non è necessario intervenire. Tutti gli interventi sanitari hanno pro e contro, di vario tipo. Se non sono assolutamente necessari si corrono rischi iatrogeni senza contropartita.

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AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.